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VASELLINA PER QUANDO SI ACCOPPIANO MASCHI E FEMMINE

Tempo di lettura: 2 minuti

di Vito Francesco De Pace

VASELLINA PER QUANDO SI ACCOPPIANO MASCHI E FEMMINE

I pizzini, raccolta di un farmacista

Non vi è dubbio che le disavventure sanitarie degli ultimi anni hanno accresciuto l’importanza di uno dei luoghi simbolo della modernità: la farmacia.

Ed ecco che, Vito Francesco De Pace – che del farmacista ha il dna ereditato dal padre, il compianto Dr. Salvatore, confermato, ça va sans dire, da un felice matrimonio con  una valente collega, la dolce e gentile Raffaella – ha pensato bene di raccogliere negli anni, i pizzini di tanti avventori, a partire dalla vecchia farmacia del padre, che ci consentono di guardare al mondo del dolore e della malattia con il sorriso generato da un umorismo involontario ed una ironia spesso sottile, aiutata da una sintassi tecnica spesso impervia a prescindere dalla scolarità del cliente.

Certo il libro di De Pace ci porta in dietro negli anni, attraversando gli ultimi trenta del secolo scorso, ai tempi in cui la “ricetta” di carta vergata a mano dal medico condotto era quasi un atto notarile ed ai medici e ai farmacisti si era soliti affidare i corpi quasi come ai “Curati” le anime.

In assenza di ricette, per evitare di sbagliare nella pronuncia, specie da parte degli anziani e non solo, si era adusi appuntare su carta i nomi dei farmaci o la sintomatologia del disturbo, allo scopo di individuare con “l’amico farmacista” la soluzione migliore, l’unguento o lo sciroppo miracoloso e, perché no, anche la migliore “supposta”.

Bella la scelta di De Pace di riportare in foto i pizzini originali, anche allo scopo di recuperare il gusto della calligrafia, ormai superato dalle anonime tastiere di pc e smart-phone del tempo presente.

Abbiamo perso il gusto della calligrafia propria e altrui, specie quella incerta che l’autore ha trovato nei foglietti accartocciati degli anziani.

Del resto, scriviamo sempre meno e, secondo me, è un gesto che dovremmo “preservare”.

A colpire per primi sono gli errori, «che ti fanno capire tanto di una persona». «La discrepanza tra fonetica e calligrafia, all’origine degli errori, è un percorso misterioso, ed è lì che si sviluppa la prima fascinazione.»

Ed ecco che le «supposte di grecerina o crocerina o di tacitidrina» il sapone liquido che diventava «cine – soap» o lo «spray deodorante per le mascelle o la buccetta di cuttalacca» rappresentano quasi testi di prosa o vere e proprie scenografie teatrali; perché oltre al ‘pizzino’ recupera alla memoria del farmacista la figura del richiedente: la sua voce, il suo abbigliamento, l’entrata in farmacia, quasi come un ingresso sul palco.

Come dare torto al Presidente dell’Ordine Nazionale dei Farmacisti dal 1985 al 2009, Giacomo Leopardi (nomen omen), che in una recensione riportata nel libro rileva come: «la serie dei pizzini costituisce un insieme di materiale eterogeneo che fa riflettere su come eravamo (…)»

Tutta la letteratura è pettegolezzo, diceva un certo Truman Capote; ma non tutto il pettegolezzo è letteratura, ridondante precisazione che Capote certamente non aggiungeva ma io sì.

Vasellina per quando si accoppiano maschi e femmine, (Congedo Editore – 2017) di Vito Francesco De Pace, a cui sono legato da profonda stima e amicizia, non è un pamphlet letterario, ma una raccolta breve di scritti altrui, alle prese con i dolori che l’esistenza umana comporta e che nel rapportarsi con il farmacista cercano di superarli.

La lettura di questa raccolta consente al lettore un viaggio nel tempo, tra nostalgia e ricordi, strappa più di un sorriso e consente di potersi distrarre, almeno per il tempo della lettura dagli affanni della vita quotidiana, insomma, un farmaco efficace da prescrivere assolutamente.

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