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COME SFATARE LA PAURA DELLE GARE PER L’ASSEGNAZIONE DELLE CONCESSIONI DEMANIALI

di Vincenzo Candido Renna

COME SFATARE LA PAURA DELLE GARE PER L’ASSEGNAZIONE DELLE CONCESSIONI DEMANIALI

Premessa

In merito al principio unionale di tutela della concorrenza, il Consiglio di Stato, nell’Adunanza plenaria del 9 novembre 2021 (sentenze nn. 17 e 18 ), ha chiarito definitivamente come le norme legislative nazionali, che hanno sinora disposto (e che dovessero in futuro prevedere) la proroga automatica delle concessioni in esame, devono essere disapplicate sia dai giudici nazionali, sia dalla Pubblica Amministrazione, in quanto in contrasto con il diritto dell’Unione europea, in particolare con l’art. 12 della direttiva 2006/123/CE, anche nota come direttiva servizi o direttiva Bolkestein, e con l’art. 49 TFUE (per approfondimenti sul punto https://rennastudiolegale.it/concessioni-balneari-stop-al-rinnovo-automatico/).

A seguito della suddetta pronuncia, Il 15 Febbraio 2022 il Consiglio dei Ministri all’unanimità ha approvato la proposta emendativa al Disegno di Legge annuale per il mercato e la concorrenza 2021 (A.S. 2469).

Le concessioni demaniali marittime tuttora in vigore, infatti, scadranno il 31 Dicembre 2023 e il 1° Gennaio 2024 verranno indette procedure di gara per l’assegnazione di nuove concessioni.

 

1.    QUALE GARA?

L’emendamento prevede che le attuali concessioni demaniali marittime, lacuali e fluviali, per attività turistico-ricreative in essere a seguito di rinnovi o proroghe disposte dalla c.d. “norma Centinaio” del 2018 restino in piedi fino a tutto il 2023. Questo le metterà al riparo da potenziali azioni della magistratura. Inoltre, è previsto un rinnovo automatico al 31 dicembre 2023 per le concessioni che hanno una scadenza anteriore, purché affidate con precedenti gare.

Com’è noto, alla luce del D.Lgs. 50/2016, l’aggiudicazione e la conseguente stipulazione ed esecuzione di un appalto pubblico sono precedute dalla pubblicazione di un bando o avviso di indizione di gara, che segnano l’avvio di rigorose procedure di evidenza pubblica atte ad assicurare trasparenza, imparzialità ed efficienza nell’allocazione delle risorse pubbliche e ad assicurare parità di trattamento tra i diversi operatori economici che aspirano all’aggiudicazione.

Ai fini della partecipazione alla gara, l’operatore economico deve essere in possesso dei requisiti statuiti dall’art. 83 e ss. del D.lgs. 50/2016 ( idoneità professionale,   capacità economica e finanziaria , capacità tecniche e professionali). L’art. 95, invece, individua i criteri di valutazione dell’offerta, ossia quello generale dell’offerta “economicamente più vantaggiosa” e quello del “prezzo più basso”.

Per l’aggiudicazione delle concessioni balneari sicuramente si farà ricorso al criterio “dell’offerta economicamente più vantaggiosa” e saranno oggetto di valutazione con assegnazione di punteggio i seguenti elementi:

  • Durata: le concessioni non avranno una durata predefinita ma una validità non superiore al tempo necessario a garantire ammortamento ed equa remunerazione degli investimenti autorizzati. Certo il divieto di proroghe o rinnovi automatici.
  • Qualità del servizio: presupposto un adeguato equilibrio tra aree in concessione e aree libere, con garanzia di varchi gratuiti per la battigia. Nel bando saranno previsti punteggi adeguati in base ad una serie di fattori;
  • Piano degli investimenti e garanzia sull’attuazione sia finanziaria che tecnica;
  • Canone concessorio annuale;
  • Qualità e condizioni del servizio (quindi anche il prezzo per gli utenti);
  • Valore aziendale dell’impresa, know-how ed esperienza gestoria pregressa;
  • Clausole sociali per garantire e/o incrementare l’occupazione;
  • Sicurezza dei lavoratori;
  • Protezione dell’ambiente.

Si comprende benissimo che i concessionari uscenti avranno, quindi, alcuni vantaggi competitivi da poter far valere nella procedura di gara.

Uno di questi è sicuramente legato alla possibilità di far valere il proprio bagaglio di competenza tecnica e professionale acquisito nel corso del tempo, spesso piuttosto lungo.

Importante è, altresì, la garanzia per il concessionario uscente di ottenere comunque dal subentrante nella concessione un indennizzo da calcolare sul mancato ammortamento degli investimenti e su altri indicatori in corso di definizione.

Tuttavia, è opportuno, a nostro avviso, che gli operatori del settore abbandonino le barricate della protesta verso il cambio di rotta legislativo e si orientino verso una strategia che possa offrire delle chances di successo a seguito della partecipazione alle future gare per l’assegnazione delle concessioni balneari.

Per cui, allo scopo di accreditare una particolare capacità economico finanziaria e tecnica professionale, ogni singolo operatore potrà valutare la partecipazione alla gara in forma aggregata, ossia mediante un raggruppamento temporaneo di imprese, consorzi, contratti di rete o, alternativamente, attraverso l’istituto dell’avvalimento (per approfondimenti https://rennastudiolegale.it/piccole-imprese-e-appalti-e-possibile-partecipare-alla-gara-anche-senza-i-requisiti-richiesti-dal-bando/).

Siamo, altresì, certi che il legislatore prevederà dei punteggi premiali per gli operatori economici che dimostreranno di possedere dei requisiti di qualità c.d. ultronei, che attestano una particolare idoneità professionale e reputazione di mercato, tra questi: rating di legalità (ANGC); Sistemi di gestione integrati: qualità ambiente e sicurezza ISO 9001-14001-45001, sistema di gestione anticorruzione ISO 37001 e modello organizzativo ex d.lgs. 231/01.

Assume un rilievo specifico, però, il sistema di gestione UNI ISO 13009:2018.

 

2.   QUAL È L’IMPORTANZA DEI SISTEMI DI GESTIONE AZIENDALI AI FINI DELLA GARA PER LE CONCESSIONI? STANDARD INTERNAZIONALE UNI ISO 13009:2018?

Per sistema di gestione si intende un “insieme di procedure e di sistemi informativi tra loro interagenti per realizzare una finalità o un obiettivo attraverso una politica”.

Le norme ISO [1] sono accettate e diffuse a livello mondiale. In Europa sono curate dal CEN (Comitato Europeo di Normazione) e in Italia dall’UNI (Ente Nazionale di Unificazione).

Le norme ISO sono pertanto rivolte alle aziende che hanno la volontà di uniformarsi ad un determinato standard di qualità in termini di organizzazione, progettazione, produzione, tutela e sostenibilità ambientale, anticorruzione ecc, a seconda dell’obiettivo prefissato dalla norma tecnica di riferimento.

I vari sistemi di gestione secondo standard ISO hanno in comune alcuni presupposti o punti cardine da definire ex ante: la definizione dei requisiti del sistema di gestione (SG), la definizione della politica di riferimento, la pianificazione, le modalità di attuazione e funzionamento, l’effettuazione di controlli e azioni correttive, il riesame della direzione.

Si tratta, in altre parole, di creare un’organizzazione al cui interno siano ben definiti compiti e responsabilità e di gestire un processo produttivo che, fissati determinati obiettivi di qualità, porti a raggiungere i risultati previsti.

 

3.    COS’È LO STANDARD INTERNAZIONALE UNI ISO 13009:2018?

Il sistema di gestione UNI ISO 13009: 2018   adottato su base volontaria, in particolare, mira a dimostrare una gestione sostenibile dei lidi balneari ed in particolare il rispetto dei requisiti di qualità del servizio e delle strutture turistiche.

Gli operatori balneari, scegliendo di certificare la gestione delle spiagge secondo lo standard internazionale ISO 13009: 2018, dimostrano agli utenti (turisti e residenti) una gestione sostenibile dei lidi balneari e il rispetto di determinati requisiti di qualità del servizio e delle strutture focalizzati a mettere al centro delle proprie cure l’utente senza trascurare il contesto, l’ambiente ed altri stakeholder.

Diversi sono i benefici che si possono ottenere grazie all’applicazione di questo standard per l’operatore balneare e per la comunità locale, dove il turismo rappresenta una delle principali attività economiche:

  • prestazione del servizio turistica migliore e soddisfazione dell’utente;
  • rispetto della conformità normativa;
  • mantenimento delle infrastrutture ad un elevato stato di efficienza;
  • gestione dei rischi ambientali sociali ed economici;
  • prevenzione degli incidenti e gestione delle emergenze;
  • minor impatto sull’ambiente;
  • fiducia da parte delle comunità locali;
  • miglioramento continuo;
  • contributo alla crescente consapevolezza pubblica verso la sostenibilità;
  • miglioramento del tessuto economico e sociale delle località balneari nel loro complesso;
  • crescita economica del territorio dove sono ubicate le infrastrutture turistiche.

Il certificato ISO 13009 ha la validità di 3 anni e si applica a tutte le organizzazioni pubbliche o private che erogano un servizio connesso agli spazi del demanio marittimo soggetti al regime concessorio tramite gara pubblica.
A seguito della prima verifica di certificazione da parte di un Ente di Certificazione accreditato, si effettua per i 2 anni successivi una verifica annuale per il mantenimento della certificazione. Alla scadenza dei 3 anni, si effettua il rinnovo per altri 3 anni.

Possono richiedere la certificazione ISO 13009, i Gestori di stabilimenti balneari, resort, spiagge libere attrezzate, circoli, associazioni sportive.

Le macro-aree principali su cui si focalizza la ISO 13009 sono:

  • un’adeguata analisi dei rischi secondo la dimensione economica e sociale (risk assessment);
  • la sicurezza e la gestione delle emergenze;
  • la tutela dell’ambiente, la qualità dell’acqua e la gestione dei rifiuti;
  • l’accessibilità;
  • le infrastrutture fisse e mobili;
  • le attrezzature;
  • la segnaletica;
  • il primo soccorso;
  • la comunicazione e l’informazione;
  • pulizia e sanificazione;
  • i servizi bar e ristorazione;
  • il monitoraggio e la valutazione.

 

Il sistema di Gestione ISO 13009 si integra con altri sistemi di gestione secondo altre norme tecniche di cui si è fatto riferimento nel paragrafo che precede.

[1] Treccani, ISO Sigla di International Standards Organization, organizzazione internazionale non governativa con sede a Ginevra. Fondata nel 1946, persegue lo sviluppo della standardizzazione, stabilendo norme comuni per la costruzione dei manufatti e per le caratteristiche qualitative delle merci, al fine di agevolare gli scambi internazionali di beni e servizi e la mutua cooperazione in campo economico, culturale, scientifico e tecnologico. Aderiscono all’ISO gli enti per la normazione nazionale, come l’UNI italiano. Dati i numerosi settori nei quali esplica attività, l’ISO conta molti comitati di esperti, i cui membri sono nominati su segnalazione degli organismi nazionali associati. Esulano dalle sue competenze solo i settori elettrico ed elettronico, che fanno capo all’IEC (International Electrotechnical Commission). L’ISO gode di status consultivo presso l’UNESCO e presso diverse organizzazioni specializzate dell’ONU.

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