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SE QUESTO È UN UOMO

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Tempo di lettura: 4 minuti

Primo Levi (Torino, 31 luglio 1919 – Torino, 11 aprile 1987) è stato uno scrittore, chimico e partigiano italiano, superstite dell’Olocausto e autore di saggi, romanzi, racconti, memorie e poesie.

Nato a Torino da una famiglia ebraica, Levi si laureò in chimica nel 1941. Nel 1943 fu deportato ad Auschwitz, dove fu costretto a lavorare come chimico nel campo di concentramento di Monowitz. Levi sopravvisse all’Olocausto e fu liberato dall’Armata Rossa nel gennaio del 1945.

Dopo la guerra, Levi tornò a Torino e iniziò a scrivere le sue memorie dell’Olocausto. Il suo primo libro, Se questo è un uomo, pubblicato nel 1947, è un’autobiografia che racconta la sua esperienza ad Auschwitz. Il libro ebbe un enorme successo e contribuì a rendere la Shoah un evento conosciuto e riconosciuto da tutto il mondo.

Levi continuò a scrivere per tutta la vita, pubblicando numerosi altri libri, tra cui La tregua (1963), Il sistema periodico (1975), I sommersi e i salvati (1986) e La chiave a stella (1978). Le sue opere sono state tradotte in oltre 20 lingue e hanno ricevuto numerosi premi, tra cui il Premio Strega nel 1967.

Levi è considerato uno dei più importanti testimoni dell’Olocausto. La sua scrittura è caratterizzata da una lucidità e una forza emotiva che lasciano il lettore senza fiato. I suoi libri sono un documento fondamentale per comprendere la Shoah, in quanto trasmettono la brutalità e l’orrore dei campi di concentramento in modo autentico e diretto.

Levi morì suicida a Torino nel 1987.

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E’ appena passata la Giornata della Memoria e, specie quest’anno, è il caso di ricordare perché, come bene ha titolato un quotidiano, pare che questa memoria sia divenuta corta, troppo affaccendata a parteggiare per gli uni e per gli altri nel mentre innocenti, a migliaia, muoiono sotto i colpi di terroristi o di bombe poco intelligenti, per calcolo politico e volontà egemone.

Per questo ho voluto ricordarVi e parlare di “Se questo è un uomo” di Primo Levi.

 

Il contesto storico e culturale del libro

Il libro “Se questo è un uomo” di Primo Levi è stato pubblicato nel 1947, pochi anni dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale. La guerra è stata un evento traumatico e devastante, che ha avuto un profondo impatto sulla storia dell’umanità. La Shoah, l’Olocausto, è stata una delle tragedie più orribili della guerra, il genocidio sistematico degli ebrei da parte del regime nazista. Circa sei milioni di ebrei furono uccisi in campi di concentramento e di sterminio, avendo un impatto sulla coscienza umana.

Ecco che il libro di Levi ne diventa un resoconto dettagliato e preciso che parla delle condizioni di vita nei campi di concentramento nazisti di cui descrive, in modo vivido, le atrocità che ha vissuto e le persone che ha conosciuto. Un documento fondamentale per comprendere la Shoah e le sue conseguenze, scritto quando ancora i danni morali e materiali della Shoah erano ancora dinanzi agli occhi di tutti, principalmente di quanti avevano vissuto sulla propria pelle le nefandezze oggi da ricordare. L’Europa stava ancora cercando di riprendersi dalla guerra, la gente era ancora traumatizzata dalle atrocità che aveva vissuto e perfino parlare dell’argomento sterminio significava fare i conti con le connivenze, con l’omertà, se non il fanatismo ed il culto del capo che, purtroppo, non diventano ancora “lezioni apprese” dall’umanità.

La trama 

“Se questo è un uomo” è un’autobiografia che racconta la testimonianza di Primo Levi, un chimico ebreo italiano che sopravvisse ai campi di concentramento di Auschwitz e Monowitz. Il libro è diviso in due parti. La prima parte racconta il viaggio di Levi da Torino ad Auschwitz, e la seconda parte racconta la sua vita nel campo di concentramento.

La prima parte del libro inizia con la cattura di Levi da parte della milizia fascista il 13 dicembre 1943. Levi viene portato nel campo di internamento di Fossoli, dove rimane per un mese. Il 22 febbraio 1944, Levi e gli altri prigionieri di Fossoli vengono deportati ad Auschwitz. Il viaggio in treno dura cinque giorni, e i prigionieri sono costretti a viaggiare in condizioni disumane. Molti prigionieri muoiono durante il viaggio. Ad Auschwitz, Levi viene separato dalla sua famiglia e dagli amici. Viene assegnato al campo di lavoro di Monowitz, dove è costretto a lavorare per la fabbrica IG Farben.

Nella seconda parte del libro Levi descrive in modo dettagliato le condizioni di vita nei campi, che erano caratterizzate dalla violenza, dalla brutalità e dalla morte. Levi lo fa raccontando le persone che incontra e conosce nel campo, tra cui Alberto, un amico con cui condivide la baracca, e Lorenzo, un operaio italiano che lo aiuta a sopravvivere. Levi sopravvive all’Olocausto e viene liberato dall’Armata Rossa il 27 gennaio 1945.

I personaggi del libro

Primo Levi, che racconta la sua esperienza in prima persona. Un uomo di cultura e di intelligenza, è riuscito, con lucidità e forza emotiva straordinaria, a descrive ciò che ha vissuto lasciando il lettore senza fiato. Gli altri personaggi “secondari” solo nel libro rispetto l’autore ma eguali nelle avversità vissute realmente, sono numerosi e rappresentano le diverse tipologie di persone che Levi ha incontrato nel campo di concentramento. Tra questi, i più importanti sono:

  • Alberto: un amico di Levi con cui condivide la baracca. Alberto è un uomo generoso e di buon cuore, e aiuta Levi a sopravvivere.
  • Lorenzo: un operaio italiano che lavora nella fabbrica IG Farben. Lorenzo è un uomo buono e gentile, e aiuta Levi a procurarsi del cibo.
  • Null Achtzehn: un giovane ebreo polacco che è il compagno di baracca di Levi. Null Achtzehn è un uomo ingenuo e innocente, e viene ucciso dai nazisti.
  • Piero Sonnino: un ebreo romano che è il compagno di baracca di Levi. Piero Sonnino è un uomo fortunato, e riesce a sopravvivere all’Olocausto.
  • Jean: un ebreo francese che è il compagno di lavoro di Levi. Jean è un uomo forte e coraggioso, e aiuta Levi a sopravvivere.

 

I temi e i messaggi nel libro

Primo Levi affronta una serie di temi e messaggi importanti: uno su tutti è l’orrore dei campi di concentramento, descritti in modo dettagliato e preciso specie nelle condizioni di vita che erano caratterizzate dalla violenza, dalla brutalità e dalla morte. Lo fa in modo vivido parlando delle atrocità che ha vissuto ed innestando considerazioni sulla dignità umana, conservabile perfino in quei frangenti così assurdamente drammatici, trovandone mezzo d’espressione negli atti degli altri prigionieri, nel lavoro e la cultura.

Levi scrive che l’uomo può essere disumanizzato, ma non può essere completamente annientato. La dignità umana è un valore fondamentale, che non può essere cancellato da nessuna forza.

La forza della memoria è un altro tema importante del libro, la necessità di ricordare per testimoniare l’orrore della Shoah e per impedire che questo evento si ripeta. Unica arma che abbiamo per combattere l’orrore e la barbarie e che gli stessi fatti si ripetano.

Per questo, oggi, non vogliamo solo augurarVi Buona Lettura: vogliamo indicarVi una “Lettura d’inciampo“, una lettura da riproporre giorno per giorno.

Buona lettura.

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