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REVOCA DELLA CARTA DI PAGAMENTO E ILLEGITTIMA SEGNALAZIONE IN CAI

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È legittima la segnalazione effettuata in CAI, sezione Carter, senza preavviso?

 

COSA PREVEDE LA NORMATIVA?

L’art. 10 ter della L. 386/1990 prevede uno specifico obbligo di preavviso di revoca dell’autorizzazione all’utilizzo di carte di pagamento e di iscrizione in CAI, obbligo che, prima del 2018, era previsto solo con riguardo all’ipotesi di mancato pagamento di assegni.

L’art. 10 ter in parola dispone: “b) l’iscrizione di cui alla lettera a) può essere evitata provvedendo, entro la predetta data, al pagamento di tutte le ragioni di debito nei confronti dell’emittente […]”.

La ratio della norma è, evidentemente, quella di consentire al cliente di attivarsi al fine di adempiere agli obblighi su di lui gravanti, così da evitare di incorrere nelle conseguenze negative della iscrizione.

COSA ACCADE SE L’INTERMEDIARIO NON RISPETTA L’ART. 10 TER L. 386/1990?

Se l’intermediario non rispetta l’obbligo di preavviso, esso non solo avrà l’obbligo di adoperarsi per la cancellazione della segnalazione illegittima ma dovrà anche risarcire gli eventuali danni, ove sia fornita la prova degli stessi.

È POSSIBILE RICORRERE ALLA TUTELA D’URGENZA EX ART. 700 C.P.C. PER OTTENERE LA CANCELLAZIONE DEL PROPRIO NOMINATIVO DALLA CAI?

Sì, è possibile purché ne ricorrano i presupposti del fumus (ossia della probabile fondatezza della domanda proposta) e del periculum in mora.

In particolare, il periculum, ovvero il pregiudizio asseritamente subito da un soggetto in relazione alla comunicazione del suo nominativo a una banca dati, va però dimostrato e provato rigorosamente. È necessaria, pertanto, la prova di un pericolo di pregiudizio imminente ed irreparabile derivante dalla illegittima segnalazione CAI.

OBBLIGO DELL’INTERMEDIARIO DI SEGNALARE IN CAI L’AVVENUTO PAGAMENTO SUCCESSIVO ALLA SEGNALAZIONE.

Non è tutto. Dal 2021, gli intermediari emittenti carte di pagamento sono tenuti a fare menzione in CAI dell’avvenuto pagamento del debito successivamente alla segnalazione.

Ciò ha l’effetto di rafforzare la tutela riconosciuta alla clientela, dal momento che la segnalazione dell’avvenuto pagamento, seppur tardivo, dell’intero debito sarà conosciuto anche dagli altri intermediari che consultano la CAI e che potranno eventualmente desumere da tale dato l’affidabilità, nonostante la segnalazione, del soggetto che ha effettuato il pagamento e dunque determinarsi a concedere credito allo stesso.

La menzione in CAI dell’avvenuto pagamento tardivo non incide, tuttavia, sulla durata della segnalazione, che permarrà, comunque, nell’archivio, per la durata di due anni.

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