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RECOVERY PLAN: NIENTE SOLDI SENZA COMPLIANCE!

Parlamento e Consiglio UE nel Febbraio 2021 con l’approvazione del Regolamento n. 2021/241 hanno dato Vita al Piano per la ripresa dell’Unione Europea «NEXT GENERATION EU» meglio noto come «RECOVERY PLAN». Quest’ultimo contiene un pacchetto di misure e iniziative che come fine si prefigge quello di supportare economicamente gli Stati membri al fine di fronteggiare la gravissima crisi economica conseguente alla pandemia da Covid-19 e soprattutto un ammontare di risorse elevatissime pari ad Euro 750 MLD.

Nell’ambito del Recovery plan di particolare importanza il meccanismo per la ripresa e la resilienza nel quale sono stati stanziati 672,5 MLD, di cui 360 mld di prestiti e 312,5 sovvenzioni a fondo perduto per supportare riforme ed investimenti nei singoli Stati membri della UE a valere per il periodo 2021 – 2027.

 

La situazione in Italia il PNRR

L’italia il 30 aprile scorso ha presentato il proprio PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) per complessivi 222,1 miliardi di euro, di cui 191,5 miliardi di euro, finanziati attraverso il Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza e i restanti  30,6 da un fondo complementare.

 

L’importanza della Compliance

Ogni singolo Stato, oltre a presentare un Piano Nazionale che sappia assolvere i requisiti chiesti dall’UE.

Infatti, gli Stati per ottenere l’erogazione delle risorse dovranno dimostrare di aver adottato un adeguato sistema di Compliance ossia dovranno saper dimostrare di aver adottato, implementato ed applicato un sistema di controllo e gestione che possa assicurare al proprio interno una vigilanza sulla corretta gestione dei fondi europei.

Niente finanziamenti a pioggia, ma supporti finanziari dedicati e destinati a progetti di sviluppo sostenibili e con tempi di realizzazione determinati e misurabili.

Infatti, l’art. 22 del suddetto Regolamento UE, non consente interpretazioni lasche e  prevede come specifica condizione per l’erogazione la dimostrazione di un modello di gestione e controllo che provi una compliance in materia di: conflitto d’interesse, frodi e corruzione.

Va considerato, altresì, che il 1 giugno 2021 avrà inizio l’attività giudiziaria della Procura europea istituita con Regolamento (UE) 2017/1939, alla quale proprio il «considerando n. 55» del Regolamento 2021/241 citato attribuisce compiti di monitoraggio ed ispezione sui procedimenti del RECOVERY PLAN  insieme all’OLAF Ufficio Europeo per la lotta antifrofe e la ECA la Corte dei conti europea.

Subordinare l’erogazione delle ingenti risorse finanziarie all’adozione di Modelli di Gestione e Controllo adeguati da parte degli Stati dell’UE comporterà per questi ultimi la necessità di selezionare gli operatori economici per procedere all’impiego degli investimenti previsti seguendo la stessa logica, ossia favorendo le imprese e gli operatori capaci di dimostrare di avere a loro volta adottato sistemi di compliance per prevenire e/o mitigare i rischi di reato più grave: corruzione, criminalità organizzata, sicurezza e ambiente.

Per un verso, gli Stati sono chiamati ad avviare riforme atte a semplificare attraverso l’innovazione tecnologica e la transizione digitale, le procedure di accesso al mercato di operatori economici ed utenti, per altro verso, a favorire investitori e soggetti capaci di stare sul mercato garantendo standard reputazionali adeguati ed improntati alla trasparenza.

 

Conclusioni

Il regolamento UE 2021/241 subordina l’erogazione delle risorse del Piano di resilienza e ripresa europeo all’Impegno Etico degli Stati che a cascata chiederanno alla stessa stregua ad imprese e cittadini di accogliere l’idea che relazioni economiche ed umane debbano conformarsi a sistemi di compliance.

Non potrà giammai passare il messaggio che l’opacità delle relazioni e l’illegalità possono rappresentare le basi per la semplificazione degli appalti pubblici e per la gestione delle risorse del Recovery Fund.

Ecco che le Imprese che hanno investito risorse e tempo nell’adozione ed implementazione di sistemi di Compliance: Modello organizzativo ex d.lgs. 231/01, Sistema Anticorruzione ISO 37001:16, sistemi di qualità, ambiente e sicurezza ISO 9001- 14001 – 45001 saranno in prima linea e attori protagonisti nella ripresa del sistema economico e sociale europeo.

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