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PUOI OTTENERE FINANZIAMENTI PUBBLICI E CREDITO BANCARIO SENZA PRIMA AVERE IL RATING DI LEGALITÀ?

Qual è il problema da risolvere?

Le aziende si trovano spesso nella condizione di dover accedere a finanziamenti pubblici, ad accostarsi ad appalti della pubblica amministrazione o semplicemente per avere accoglimento delle domande di credito bancario.

Gli imprenditori che hanno avuto a che fare con queste pratiche ben conoscono le difficoltà che si frappongono costantemente ed i numerosi “indici” da rispettare per convincere l’ente erogatore del finanziamento pubblico, la stazione appaltante o l’Istituto di credito.

A volte, addirittura, si rinuncia ad ottenere benefici concreti per il solo fatto di non volersi addentrare in questa burocrazia.

Eppure esiste un metodo che non elimina completamente il problema ma che facilita sicuramente l’ottenimento di finanziamenti, pubblici o privati, anche concedendo premialità come nel caso delle gare d’appalto.

 

Il rating di legalità

Stiamo parlando del “Rating di legalità”. Vediamolo in concreto.

Possiamo pensarlo come ad un “bollino blu”, ad un distintivo che effettivamente fa onore, dato che rappresenta plasticamente la bontà del sistema-azienda e la sia legalità.

 

Chi può ottenerlo?

L’impresa (in forma individuale o collettiva) o l’ente che svolge attività d’impresa e che abbia i seguenti requisiti:

– sede operativa nel territorio nazionale;

– un fatturato minimo di due milioni di euro, imputabile all’ultimo esercizio chiuso nell’anno che precede la richiesta di rilascio del rating, riferito alla singola impresa o al gruppo di appartenenza e risultante dal bilancio di esercizio, regolarmente approvato dal competente organo aziendale e pubblicato ai sensi di legge;

– iscritta, da almeno due anni (rispetto alla data della richiesta di rating) nel Registro delle imprese o nel Repertorio delle notizie economiche e amministrative (R.E.A.).

 

Quali requisiti bisogna avere per ottenere il “Rating di legalità”?

Il legale rappresentante dell’impresa richiedente deve attestare il possesso di una serie di requisiti necessari per ottenere il rating di legalità.

In particolare che:

  • non siano state adottate misure di prevenzione personale e/o patrimoniale e misure cautelari personali e/o patrimoniali e non sia stata pronunciata sentenza di condanna, o emesso decreto penale di condanna divenuto irrevocabile, oppure sentenza di applicazione della pena su richiesta, per reati di responsabilità amministrativa degli enti, per i reati tributari, per i reati in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, per i reati di traffico di influenze illecite, turbativa d’asta, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, astensione dagli incanti, inadempimento di contratti di pubbliche forniture, frode nelle pubbliche forniture, cessione fraudolenta dei valori, estorsione, usura, bancarotta fraudolenta e per il reato di mancato versamento ritenute previdenziali ed assistenziali;
  • non deve essere stata iniziata l’azione penale ex art. 405 c.p.p. per delitti aggravati ex art. 416-bis c.p. (la medesima dichiarazione deve essere resa anche in riferimento a tutte le persone fisiche, figure apicali dell’impresa, come sopra individuate, la cui carica e/o posizione è cessata nell’anno precedente la richiesta di rating).
  • di non essere destinatarie di provvedimenti di condanna dell’AGCM e della Commissione europea per illeciti antitrust gravi, divenuti inoppugnabili o confermati, con sentenza passata in giudicato, nel biennio precedente la richiesta di rating, salvo il caso di non imposizione o riduzione della sanzione amministrativa pecuniaria, in seguito alla collaborazione prestata nell’ambito di un programma di clemenza nazionale o europeo;
  • di non essere destinatarie di provvedimenti di condanna dell’Autorità per pratiche commerciali scorrette, divenuti inoppugnabili o confermati, con sentenza passata in giudicato, nel biennio precedente la richiesta di rating;
  • di non essere destinatarie di provvedimenti dell’Autorità competente di accertamento del mancato rispetto all’obbligo di pagamento di imposte e tasse e di accertamento di violazioni in materia di obblighi retributivi, contributivi e assicurativi e di obblighi relativi alle ritenute fiscali concernenti i propri dipendenti e collaboratori, divenuti inoppugnabili o confermati, con sentenza passata in giudicato, nel biennio precedente la richiesta di rating (sono esclusi gli atti di accertamento per i quali, nei casi previsti dalla legge, vi sia stato il pagamento a seguito di adesione o acquiescenza);
  • di effettuare pagamenti e transazioni finanziarie di ammontare superiore alla soglia fissata dalla legge in vigore sulla disciplina dell’uso del contante, esclusivamente per il tramite di strumenti di pagamento tracciabili;
  • di non essere destinatarie di provvedimenti di revoca di finanziamenti pubblici di cui è o è stata beneficiaria, per i quali non siano stati assolti gli obblighi di restituzione, divenuti inoppugnabili o confermati, con sentenza passata in giudicato, nel biennio precedente la richiesta di rating;
  • di non essere destinataria di provvedimenti sanzionatori dell’ANAC in materia di prevenzione della corruzione, trasparenza e contratti pubblici di natura pecuniaria e/o interdittiva e che non sussistono annotazioni nel Casellario informatico delle imprese che implichino preclusioni alla stipula di contratti con la pubblica amministrazione o alla partecipazione a procedure di gara o di affidamento di contratti pubblici di lavori, servizi o forniture divenuti inoppugnabili o confermati, con sentenza passata in giudicato, nel biennio precedente la richiesta di rating;
  • se impresa collettiva, di non essere controllata di diritto o di fatto da società o enti esteri, per i quali, in virtù della legislazione dello Stato in cui hanno sede, non è possibile l’identificazione dei soggetti che detengono le quote di proprietà del capitale o comunque il controllo, salvo che la società che ha presentato domanda sia in grado di fornire informazioni sui predetti soggetti.

 

Quindi è facile fare il Rating di legalità alla propria azienda?

Il rating di legalità sottende una valutazione, un giudizio che si fonda sull’analisi di alcuni indicatori reputazionali autocertificati, in base ai quali l’Autorità Garante della Concorrenza dei Mercati (AGCM) lo assegna al richiedente.

La possibilità di avere uno strumento di rendicontazione e certificazione etica e sociale, quale il Rating di legalità consente di dare attuazione compiuta al disposto dell’art. 41 della Costituzione e di valorizzare la dimensione sociale delle imprese, chiamate a tale scopo a garantire assetti organizzativi e standard minimi di qualità nell’ottica di impedire e/o limitare fenomeni corruttivi ma ha anche un risvolto pratico come la maggior semplicità all’ottenimento di appalti, finanziamenti e credito bancario.

Non male per un periodo difficile come questo.

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