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PRIMAVERA AMBIENTALE

Tempo di lettura: 3 minuti

di Ferdinando Cotugno

PRIMAVERA AMBIENTALE

L’ultima rivoluzione per salvare la vita umana sulla terra

 

FERDINANDO COTUGNO – Giornalista. Napoletano, come talvolta capita, vive a Milano, per ora. Si occupa di clima, ambiente, ecologia, foreste. Per Domani cura la newsletter Areale, ha un podcast sui boschi italiani, Ecotoni, sullo stesso argomento ha pubblicato il libro Italian Wood (Mondadori, 2020). È inoltre autore di Primavera ambientale. L’ultima rivoluzione per salvare la vita umana sulla Terra (Il Margine, 2022).

Il titolo “Primavera Ambientale” per un libro che esplora il rischio di estinzione del genere umano potrebbe sembrare controintuitivo. Il fattore “tempo” è decisivo ci dice l’Autore, il problema non è cosa fare, sappiamo bene cosa e come fare, ma il fare in sé, il quando.

Il 2030 si avvicina inesorabilmente e con esso il rischio di estinzione dell’umanità, occorre fare e fare subito, il nostro tempo è adesso.

L’autore, Ferdinando Cotugno, utilizza questo titolo come invito a superare la visione apocalittica del futuro spesso associata alla discussione ambientale e climatica. Piuttosto che focalizzarsi esclusivamente sulla catastrofe imminente, Cotugno suggerisce di adottare una prospettiva più ottimistica e proattiva.

Il Clima con la sua enormità: <<E’ la possibilità della vita sulla Terra, il bene comune per eccellenza>>.

La Crisi climatica ha fatto cambiare la prospettiva all’umanità siamo passati dal sogno“I have dream” di Martin Luther King del 1963, alla paura di Greta Thunberg 5 decenni dopo “We have afraid”.

Attraverso la crisi climatica e a causa di essa va riconsiderato tutto il sistema politico-finanziario costruito dalla seconda guerra mondiale in poi, che impone un contrasto da parte di intere classi sociali della comunità, nella consapevolezza che l’ambientalismo senza lotta di classe è solo giardinaggio.

Molte le storie di importanti Ambientalisti, non solo gli ultra noti come Greta Thunberg ma anche sconosciuti come l’ugandese Vanessa Nakate.

L’Autore propone una critica ragionata al sistema capitalistico, che passa dall’idea di giustizia climatica, Cotugno spinge affinché smettiamo di essere colonizzatori del nostro pianeta e torniamo a esserne abitanti consapevoli.

L’autore sottolinea che ogni essere umano è responsabile dell’emergenza climatica e, di conseguenza, può contribuire a trovare soluzioni. Questo movimento è visto come una liberazione dei corpi e delle aspirazioni, una fase difficile ma piena di promesse nuove. L’autore considera il collasso ecologico come una curva della storia con un potenziale che al momento non siamo in grado di vedere.

Negli ultimi decenni, la letteratura ambientale ha dipinto un quadro cupo del nostro futuro, suscitando sia negazionismo che sospetti di manipolazione. Tuttavia, Cotugno sostiene che la paura da sola non sia sufficiente a provocare un cambiamento significativo. Piuttosto, propone di trasformare questa paura in azione speranzosa.

L’autore pone la sua fiducia nei movimenti giovanili che lottano per la giustizia climatica e nell’urgenza delle loro azioni. Questi movimenti non si limitano a richiedere una riduzione delle emissioni di gas serra, ma sfidano il paradigma stesso dello sviluppo economico e sociale. La loro voce si leva da tutto il mondo, esigendo un cambiamento radicale e immediato.

Cotugno invita a considerare il clima come il fulcro di ogni cambiamento possibile, un manifesto per la giustizia sociale e un catalizzatore per una nuova visione del futuro. “Primavera Ambientale” più che un saggio breve, è una lettera appassionata e ragionata che traccia una rotta verso un futuro sostenibile e inclusivo.

Il libro contiene più domande che risposte è invita il lettore ad un grande sforzo di immaginazione, per creare un’aspettativa che possa modificare il corso della storia che sembra segnato irreversibilmente.

Cotugno incoraggia una riflessione collettiva su come immaginare e costruire un mondo migliore per tutti gli abitanti del pianeta Terra.

In sintesi, “Primavera Ambientale” offre una visione ottimistica e proattiva della sfida ambientale, invitando i lettori a unirsi al movimento globale per il clima e a impegnarsi per un futuro migliore per le generazioni presenti e future.

Leggendo il libro si comprende che la “giustizia climatica” non è “un pranzo di gala perché contiene degli elementi di per sé rivoluzionari e alquanto problematici, ma è una “collina da scalare”.

Ma come la collina evocata poeticamente da Amanda Gorman, con i suoi versi ‘The hill we climb’, all’indomani di uno dei momenti più bui della storia americana recente, sarà un buon scalare se ci porterà tutti in cima.

L’autore sottolinea che l’ecologia del clima non è un nuovo cristianesimo, ma è stata adottata anche dal cristianesimo, in particolare attraverso l’impegno della Chiesa nella sua rinascita francescana, incarnata anche da un gesuita. Questo viene evidenziato dal parallelo tra Papa Francesco e Greta Thunberg, che hanno entrambi parlato, seppur con strumenti molto diversi come un’enciclica e uno sciopero studentesco. La loro voce riflette la storia contenuta in decenni di scienza e sofferenza, scuotendo in modo trasversale le convinzioni acquisite.

 

Buona lettura.

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