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PREVENZIONE DELLA CRISI DI IMPRESA E STRUMENTI DI CONTROLLO

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Tempo di lettura: 3 minuti

Premessa

Le piccole e medie imprese devono ritenere prioritaria la pianificazione strategica ed economico-finanziaria, in contesti di mercato peraltro sempre più complessi e concorrenziali. Tale attività di programmazione è normalmente accompagnata da un monitoraggio periodico, volto a misurare gli scostamenti consuntivi dai dati preventivi stabiliti in sede di pianificazione e budgeting. Le attività e le analisi in discussione risulteranno naturalmente ancora più utili nell’attuale congiuntura economica, caratterizzata dall’emergenza epidemiologica da COVID-19 in cui gli operatori si trovano ad operare, laddove a fronte del contesto di incertezza, i comportamenti improntati all’economicità della gestione rivestiranno un peso specifico ancora maggiore.

 

CODICE DELLA CRISI D’IMPRESA: ADEGUATI ASSETTI ORGANIZZATIVI, AMMINISTRATIVI E CONTABILI

Da un punto di vista normativo il Codice della Crisi di impresa e dell’Insolvenza (di seguito CCII) di cui al D.lgs. n. 14/2019, ha recepito le impostazioni esposte in premessa sancendo il principio dell’adeguato assetto organizzativo, contabile e amministrativo dell’azienda, quale elemento cardine e presupposto irrinunciabile dell’attività aziendale basata sul c.d. going concern o principio della continuità aziendale.

L’art. 375, in modifica dell’art. 2086 del codice civile, aggiunge il comma 2  che così recita «L’imprenditore, che operi in forma societaria o collettiva, ha il dovere di istituire un  assetto  organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa, anche in funzione della rilevazione tempestiva della crisi  dell’impresa e della perdita della continuità aziendale, nonché’ di attivarsi senza indugio per l’adozione e l’attuazione di uno degli strumenti previsti dall’ordinamento per il superamento della crisi e il  recupero  della continuità aziendale». Di recente il c.d. “DL liquidità” n. 23/2020, come pubblicato in sede di conversione, pur avendo rinviato l’entrata in vigore del CCII al 1° settembre 2021, non ha intaccato l’efficacia di quanto disposto dall’art. 375 che pertanto ad oggi è pienamente in vigore. Ancora di più il dotarsi di un adeguato assetto organizzativo diventa ormai indispensabile sia ai fini del rispetto della norma che come strumento di gestione finalizzato al controllo e alla sostenibilità dell’attività aziendale.

Ai sensi dell’art.12 del citato CCII, gli obblighi organizzativi di cui all’art. 2086 del cc. “costituiscono strumenti di allerta” e la loro mancata predisposizione e valutazione configura una pesante irregolarità di gestione che fa scattare l’obbligo di segnalazione degli organi di controllo societari di cui all’art.14.L’art. 378 del CCII in materia di responsabilità degli amministratori stabilisce che “All’articolo 2476 del codice civile, dopo il quinto comma è inserito il seguente:  «Gli  amministratori  rispondono   verso   i creditori sociali per l’inosservanza  degli  obblighi  inerenti  alla conservazione dell’integrità del patrimonio sociale”. L’articolo in questione si pone l’obiettivo di responsabilizzare maggiormente gli amministratori in relazione alla conservazione del patrimonio sociale spingendo gli stessi ad attivarsi tempestivamente per far emergere lo stato di crisi e preservare, ricorrendo agli organismi preposti, la continuità aziendale.

 

STRUMENTI DI CONTROLLO

La direzione aziendale deve dotarsi di strumenti di pianificazione finanziaria ed economica che consentano il monitoraggio in tempo reale del grado di sostenibilità del proprio business.

In tema di adeguato assetto organizzativo, un riferimento interessante si può rinvenire nell’individuazione, da parte del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili all’interno delle Norme di comportamento del collegio sindacale di società quotate, Norma Q.3.4., dei requisiti necessari:

  • Redazione di un organigramma aziendale con chiara identificazione delle funzioni, dei compiti e delle linee di responsabilità:
  • Esercizio dell’attività decisionale e direttiva della società da parte dei soggetti ai quali sono attribuiti i relativi poteri;
  • Sussistenza di procedure che assicurano l’efficienza e l’efficacia della gestione dei rischi e del sistema di controllo, nonché la completezza, la tempestività, l’attendibilità e l’efficacia dei flussi informativi generati anche con riferimento alle società controllate;
  • Esistenza di procedure che assicurino la presenza di personale con adeguata competenza a svolgere le funzioni assegnate;
  • Presenza di direttive e di procedure aziendali, loro aggiornamento ed effettiva diffusione

L’assetto amministrativo-contabile risulta adeguato se supportato da sistemi di pianificazione e controllo aziendale, peraltro da tempo diffusi nella prassi aziendale. Le Norme di comportamento del collegio sindacale di società quotate, in particolare alla Norma Q.3.6 definiscono il sistema amministrativo-contabile come l’insieme delle direttive, delle procedure e delle prassi operative dirette a garantire la completezza, la correttezza e la tempestività di una informativa societaria attendibile e conforme ai principi contabili adottati dalla società. In particolare il sistema amministrativo-contabile risulta adeguato se permette:

  • La completa, tempestiva e attendibile rilevazione contabile e rappresentazione dei fatti di gestione;
  • la produzione di informazioni valide e utili per le scelte di gestione e per la salvaguardia del patrimonio aziendale;
  • la produzione di dati attendibili per la formazione del bilancio d’esercizio.

Gli strumenti che devono prevalentemente essere utilizzati, da un lato per aderire al dettato normativo già in vigore e dall’altro per misurare l’effettiva capacità dell’imprenditore di improntare l’attività secondo principi di corretta gestione, sono i seguenti:

  • Piano industriale;
  • Budget economico finanziario;
  • Reporting periodico: economico, cash flow, indici di bilancio;
  • Verifica degli indicatori della crisi di cui all’art. 13 del CCII

La frequenza, il dettaglio e l’eventuale ampliamento dei tre strumenti sopra elencati ad ulteriori indicatori di performance aziendale dipenderanno naturalmente dalle dimensioni dell’impresa. Allo stesso tempo risulterà di fondamentale importanza la capacità di procedere a revisioni periodiche infrannuali, qualora il contesto economico risulti cambiato o le previsioni di budget risultino sostanzialmente divergenti in sede di analisi consuntivo-budget.

 

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