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PER UN’ECONOMIA UMANA

di Julian Nida-Rümelin

PER UN’ECONOMIA UMANA

La trappola dell’ottimizzazione

 

Per un’economia umana – La trappola dell’ottimizzazione”, edito da FrancoAngeli, è il secondo volume, dopo Democrazia e verità (2015) pubblicato in traduzione italiana curata da Giovanni Battista Demarta, di Julian Nida-Rümelin, professore ordinario di filosofia e teoria politica all’Università di Monaco di Baviera, già ministro della cultura nel primo governo Schröder nonché uno dei più noti intellettuali in Germania. Il saggio offre un’analisi di “rottura” della società attuale che pone al centro “l’homo oeconomicus”, l’ottimizzatore protagonista di un sistema economico autodistruttivo se non sottoposto a misure umane di contenimento.

Per Nida-Rümelin la FILOSOFIA è una finestra che si spalanca e dalla quale si guarda fuori, si immagina, si riaprono i giochi con se stessi e con la realtà. La filosofia non è un riparo, una zona protetta dalle contraddizioni del mondo in cui viviamo e dalle nostre contraddizioni.

L’eredità dei filosofi e delle filosofie non è soltanto scritta nei loro libri, ma vive nella loro esperienza, nei loro giudizi, nelle scelte etiche, politiche e spirituali.

La filosofia insegue un obiettivo assai ardito ovvero quello di restituire dignità al tempo nella politica e all’evolversi delle dinamiche che attraversano la società in cui viviamo.

L’autore con il suo saggio accarezza il lettore e lo rende partecipe di un ragionamento complesso ma reso accessibile grazie ad una semantica priva di barocchismi retorici e di deittici anaforici ad effetto.

Tanti i collegamenti ai classici della filosofia tra cui:  “Repubblica” di Platone, “Etica nicomachea” di Aristotele, “Ricerca sui principi della morale” di D. Hume e “Fondazione della metafisica dei costumi” di I. Kant.

Anche il nostro linguaggio sembra ingabbiato dalla ricerca continua dell’ottimizzazione, impoverendosi al punto di non poter quasi immaginare modelli diversi dalle icone dominanti, e, in particolare, dall’idolo dell’individuo efficiente, competitivo e produttivo.

Evidenzia Nida-Rümelin come si sia consumata una cesura tra etica ed economia che obbliga ad un ripensamento dei valori e alla introduzione di una grammatica umana all’interno del mercato.

Una società intrappolata da questo mito dell’ottimizzazione può e deve riscoprire il valore della fragilità, propria della condizione umana. Senza fragilità non c’è forza, così come senza fallimento non c’è innovazione. Le buone decisioni vengono dall’esperienza e l’esperienza viene dagli errori commessi.

L’errare è contrario all’ottimizzare, errare significa movimento, dinamismo imprevedibilità mentre ottimizzare significa risparmio, ripetizione, prassi, staticità.

L’etica di Nida-Rümelin traccia una metamorfosi dall’uomo ottimizzatore e inumano all’uomo equo e solidale.

Il lettore, indossate le lenti della filosofia, grazie a questo libro, riesce a liberarsi dalla trappola dell’ottimizzazione. Speriamo duri!

Vincenzo Candido Renna

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