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OLTRE OGNI COMODA CERTEZZA

di Pietro Scrimieri

OLTRE OGNI COMODA CERTEZZA

Dalla comfort zone alla proattività

 

Il saggio di Pietro Scrimieri: Coordinatore Amministrazione Servizi Centrali AQP S.p.A., Docente Politecnico di Bari, consigliere nazionale AIDP – associazione per la direzione del personale “OLTRE OGNI COMODA CERTEZZA” edito da Dioptra, pubblicato in autunno del 2018, letto oggi, sembra presagire lo scenario attuale, della transizione digitale del mondo del lavoro.

Quel lavoro agile c.d. “smart working”, che da approdo futuribile con una accelerazione, di cui avremmo fatto, volentieri a meno, è entrato, inesorabilmente, e dalla porta principale nel lessico di ciascuno di noi.

L’autore evidenzia come il “lavoro” è un tema complesso, dove spesso i colori forti patiscono, le scale di grigio o comunque il chiaro scuro e l’opacità della comfort zone, spazio in cui ciascun lavoratore tende ad accomodarsi per evitare il rischio della innovazione.

Come diceva Georg Cantor, il padre della teoria degli insiemi, “Le grandi innovazioni avvengono nel momento in cui non si ha paura di fare qualcosa di diverso dal solito”, ecco che la “confort zone” diventa un falso conforto in tutto, dal lavoro alla vita privata del lavoratore.

Un anfratto mentale le cui paratie non reggono all’ansia della personalità irrealizzata per un eccesso di immobilismo. Scrimieri suggerisce di viverla come area di passaggio, trampolino di lancio verso nuove sfide. Rimettere in discussione ciò che si è costruito per proiettarsi in un futuro diverso, ma non necessariamente peggiore del presente, vissuto nella staticità dei propri schemi.

Le zone di comodità diventano trappole, pericolosi stati di limbo, prigioni laddove le idee alternative si spengono prima ancora di nascere. Ingrediente basilare per il salto è l’accettazione al cambiamento. Una metamorfosi che richiede l’alternanza di volontà, capacità, onestà intellettuale e allontanamento dalle abitudini stantie.

Per cui occorre avere consapevolezza che «Visione e strategia nel lavoro devono essere il punto di partenza», di un percorso articolato complesso e non sempre lineare, sapendo che “il bruco diventa farfalla ma lo fa attraverso fasi intermedie, quelle della crisalide e della farfalla che impara a volare”.

Dal saggio si trae la convinzione che il lavoro debba essere sempre più capace di generare una contaminazione a tutti i livelli, tra innovazione digitale e capitale umano, T&T (uso della tecnologia e valorizzazione dei talenti individuali), un effetto a cascata nelle organizzazioni.

Mai più dipartimenti a silos, ciascuno con le proprie funzioni e prerogative. Le organizzazioni, come la società nelle sue diverse articolazioni, sono sempre più liquide e disancorate dal peso di gerarchie astratte e disegnate sulla carta.

Ecco che i Responsabili delle risorse umane in futuro saranno quindi sempre più “architetti della collaborazione” in azienda, soggetti che si fanno carico di disegnare e coordinare i nuovi spazi, di tessere relazioni umane prima che lavorative, di spingere alla proattività.

Dal libro emerge questa passione naturale dell’Autore per l’architettura delle relazioni umane e, il disegno che ne esce ha i colori nitidi e le tinte forti di chi crede che nella vita e, il lavoro è una parte importante di quest’ultima, conta quanto si è capaci di mettersi in gioco abbandonando con coraggio la propria comfort zone.

 

Vincenzo Candido Renna

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