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NON FARTI FOTTERE

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Lilli Gruber

NON FARTI FOTTERE

Come il supermercato del porno online ti ruba fantasia, desiderio e dati personali

 

Dietlinde Gruber, detta Lilli è una giornalistaautrice televisivaconduttrice televisivascrittrice ed ex politica italiana.

Attiva come giornalista televisiva dai primi anni ottanta, ha lavorato per la TGR, il TG2 e il TG1,  conducendo le principali edizioni delle testate, ricoprendo anche il ruolo di inviata, seguendo per la Rai avvenimenti importanti come il crollo del muro di Berlino e la guerra in Iraq. Nel corso della lunga carriera ha scritto diversi saggi e romanzi, pubblicati per Rai Eri e per Rizzoli tra questi: L’altro Islam. Un viaggio nella terra degli sciiti, (Rizzoli, 2004), Chador. Nel cuore diviso dell’Iran, (Rizzoli, 2005), Streghe. La riscossa delle donne d’Italia, (Rizzoli, 2008), Ritorno a Berlino. Il racconto dell’autunno che ha cambiato l’Europa, con Paolo Borella, (Rizzoli, 2009), Basta! Il potere delle donne contro la politica del testosterone, (Solferino, 2019), La guerra dentroMartha Gellhorn e il dovere della verità, Saggi Italiani, (Rizzoli, 2021).

Dal 2004 al 2008 è stata parlamentare europea, eletta dalla Lista Uniti nell’Ulivo, per entrare poi nel Partito Democratico, dimettendosi anzitempo per assumere nel settembre 2008 la conduzione della trasmissione Otto e mezzo, tuttora in onda su LA7.

 

Nel suo saggio l’Autrice evidenzia come la pornografia online non è un evento naturale; è un fenomeno creato, sviluppato e gestito dagli esseri umani. Tuttavia, come i disastri climatici, sembra inarrestabile. Negli ultimi anni, ha subito un’accelerazione tale che non è più possibile ignorarne l’influenza e l’impatto.

Ormai domina il web, rappresentando il 30% del traffico di immagini. Grandi piattaforme hard come XVideos, XNXX, xHamster e Pornhub sono tra i siti più visitati in assoluto. Centinaia di milioni di uomini, e in misura minore donne, li frequentano quotidianamente per rendere più piccante la loro vita sessuale, sia reale che immaginaria.

Legioni di ragazzi e ragazze, armati di smartphone, cercano su questi siti le risposte alle domande che tutti gli adolescenti si pongono. In una sola clip di dieci minuti, possono esplorare un repertorio di pratiche sessuali che le generazioni precedenti impiegavano molto più tempo a scoprire..

Uno degli studi più recenti, condotto negli Stati Uniti nel 2022, rivela che più di tre quarti dei minorenni intervistati (maschi e femmine) sono consumatori di pornografia online, e che l’età media di accesso a questo mondo è di dodici anni. Ancora più recente e vicino a noi è Lo stato dell’adolescenza 2023, condotto da tre ricercatori del Cnr.

Il campione preso in esame conta più di quattromila liceali italiani, tra i quattordici e i diciassette anni. Quasi il 90 per cento dei maschi e il 40 per cento delle ragazze hanno frequentato più o meno assiduamente siti hard. Troppo porno, e troppo presto: un fenomeno globale che merita di essere esplorato.

Una galleria fuori dal comune quella proposta dall’ Autrice, che del “mondo della pornografia” ne fa ritratti con colori vivaci, intensi. La scrittura di Gruber impone una osservazione attenta delle parole, occorre indossare calzature opportune per solcare i sentieri di un pensiero che fa del rispetto della complessità un principio fondamentale.

Il saggio di Gruber risulta estremamente interessante e ricco di dati accuratamente enumerati. Gruber, da professionista del settore, analizza anche i recenti casi di cronaca violenta, la persistenza della nostra società matriarcale che porta a un concetto oggettificato della donna (basta entrare in un bar sport e ascoltare i discorsi di certi avventori “sulle femmine”…), le straordinarie movimentazioni economiche dell’industria dell’hard, e soprattutto il ruolo del porno nell’era digitale e i rischi concreti che i minori possono correre in rete senza la possibilità di una scelta consapevole rispetto a ciò che quel variegato universo propone loro (chi invoca l’oscuramento dei siti porno o l’obbligo di registrare un documento per i minori vive sulla Luna. Con una minima conoscenza della rete, senza nemmeno parlare di Dark Web o Deep Web, si sa che simili proposte sono destinate al fallimento e sono solo spot elettorali. La soluzione? Maggiore cultura, in una scuola degna di questo nome).

Gruber cita anche film hardcore rappresentativi e storici (come Gola profonda, un modesto film pseudo-comico la cui importanza risiede nell’essere stato il primo), esamina i finanziamenti mafiosi dei primi porno, e auspica una seria politica di educazione sessuale nelle scuole (un tema di cui sento parlare da quando ero ragazzo…), sempre osteggiata (soprattutto) dalle destre e, spesso purtroppo, anche dalle mamme meno mentalmente aperte di molti bambini e adolescenti, le stesse che rifiutano insegnanti trans nonostante le loro qualifiche.

Forse risulta un pò troppo generico e globalizzante l’approccio al porno da parte della giornalista. Il tema, forse, avrebbe richiesto un metodo più storicistico e culturale, a partire dall’esegesi del porno e il suo impatto sociale, dato che esiste sin dai tempi dei fratelli Lumière, anche se riservato a cerchie ristrette e benestanti.

Il libro è oltretutto carente di una bibliografia sul tema, esistono, almeno per quanto riguarda l’Italia; testo fondamentale è “Il porno di massa” di Pietro Adamo (Raffaello Cortina Editore, 2004), docente di Storia delle Dottrine Politiche all’Università di Torino, che tra le tante offre una riflessione sulla pornografia come strumento di contestazione e liberazione sessuale.

Saggio davvero interessante che consente di osservare che attraverso la deificazione del corpo femminile come merce, la società del finto-benessere ne ha minato l’essenza, alimentando nuove forme di alienazione: bisogni indotti inseguiti attraverso il consumo massificato e compulsivo. Ne discendono l’incapacità di godimento, la malattia mortale dell’insoddisfazione perenne, l’azzeramento del desiderio autentico.

Il desiderio implica sempre una incertezza, l’esperienza del desiderio è sempre un’esperienza di vertigine, mancano punti di orientamento, una stella cometa, dal latino “de-sidera” dove la preposizione negativa “de” precede la stella.

Non esiste un desiderio giusto, il desiderio è una spinta, una vocazione che ci spinge in certe direzioni. In quale direzione? Non è dato conoscerlo, non c’è una stella ciascuno ha la sua, Nietzsche diceva “fai nascere la stella che ti abita”.

 

Buona lettura.

 

Vincenzo Candido Renna

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