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LE SACRE PANTOFOLE

Tempo di lettura: 3 minuti

di Pascal Bruckner

LE SACRE PANTOFOLE

Sulla fuga del mondo

Pascal Bruckner è uno Scrittore  francese. È noto soprattutto per essere uno dei “Nouveaux Philosophes” (Nuovi Filosofi), un gruppo di pensatori francesi emerso negli anni ’70 e ’80 che si è opposto al marxismo e ha promosso idee liberali e antitotalitarie.

Bruckner ha studiato filosofia all’École Normale Supérieure di Parigi. La sua prima opera importante è stata “Lunes de fiel” (1981), che è stata adattata in un film diretto da Roman Polanski con il titolo “Bitter Moon”. Nel corso degli anni, ha scritto romanzi, saggi e opere di critica sociale.

Uno dei suoi lavori più conosciuti è “La tirannia della colpa: Sull’obbligo di essere felici” (2010), in cui analizza il fenomeno della “cultura della colpa” occidentale e critica il senso eccessivo di responsabilità che spesso affligge le società moderne.

Tra gli altri suoi libri significativi ci sono “Euforia perpetua: Sulla necessità di essere felici” (2000), che esplora il desiderio umano di felicità e il suo impatto sulla società contemporanea, e “Il paradosso dell’amore” (2018), in cui Bruckner esamina i dilemmi e le contraddizioni dell’amore romantico nel mondo moderno.

Bruckner è anche un prolifico saggista e critico culturale. Ha contribuito regolarmente a riviste e giornali francesi come Le Nouvel Observateur.

 

“Le Sacre Pantofole di Pascal Bruckner” è un’opera che affronta temi complessi con leggerezza e acutezza, offrendo al lettore una prospettiva affascinante e divertente su questioni fondamentali della vita contemporanea.

L’Autore con questo saggio si assume la responsabilità di delineare un nuovo orizzonte cui sembra essere approdata l’umanità.

È proprio dei pensatori accettare il rischio insito in ogni prospezione verso il futuro e Pascal sembra raccogliere la sfida.

Scrittura interessante quella di Bruckner, tuttavia bisogna essere un poco allenati al linguaggio e ragionamento filosofico dell’autorevole accademico.

È un po’ come salire una vetta, occorrono attrezzatura e fiato, resistenza e scarpe adatte. Il paesaggio intorno lascia incantati ma, si rischia di perdere tempo, attardandosi, mentre il giorno trascorre.

Il pamphlet si muove su un progetto di scrittura ben congegnato, dove l’ironia e il sarcasmo non mancano; molti rinvii alla storia ed alla letteratura, ma soprattutto un viaggio nella filosofia in una carrozza di “prima classe” ornata di specchi, dove sembra riflettersi, l’amabile narrazione del Prof. Bruckner.

L’Autore ci guida attraverso un viaggio intellettuale che ci porta a riflettere sul significato della comodità nella società odierna. Utilizzando le pantofole come metafora, Bruckner esplora il desiderio umano di comfort e sicurezza, mettendo in luce come questo possa influenzare le nostre scelte, le nostre relazioni e la nostra visione del mondo.

Afferma Bruckner

“…l’uomo ha sempre barattato la propria libertà per un briciolo di sicurezza, sostenevano i maestri del sospetto e sanno benissimo i despoti contemporanei, non solo nelle acclarate dittature. La “tirannia sedentaria” incombe anche sulla civilissima, democratica ed emancipata Europa, se i suoi cittadini si trasformeranno in monadi incomunicanti, sole, guardinghe, banali, annoiate e spaventate. Le “passioni negative” sono già tra noi, anzi imperano nei diktat “consumare meno, spendere meno” e nelle proteste “contro la carne, contro i vaccini”… Declinismo e catastrofismo dominano “il sentimento del tempo”, che è poi quello “della fine del mondo”.

Se la libertà spaventa, l’autoreclusione va in soccorso spontaneo, ingenuo, acritico: la casa si fa tana, culla, “focolare uterino”, ma persino bunker, trincea o cella.

Bruckner, critico severo ma acuto della contemporaneità, ci offre una peculiare e sferzante riflessione sulla comunicazione, la Rete e il futuro che stiamo costruendo.”

Il mondo digitale che dimentica i riti e le consacrazioni, trasforma l’homo faber in homo ludens, che sembra impegnarsi in questo game continuo agevolato dallo smartphone, che consente l’esercizio del culto autoreferenziale e la presunzione di dominare la realtà attraverso l’ipertrofia immediata di informazioni. Il baccano mediatico, nel chiuso della propria “cella”, rimanendo “in pantofole”.

Leggendo il Prof. Bruckner si perviene alla convinzione che, la filosofia non è un riparo, una zona protetta dalle contraddizioni del mondo in cui viviamo e dalle nostre contraddizioni, ma una finestra che si spalanca e dalla quale si guarda fuori, si immagina, si riaprono i giochi con sé stessi e con la realtà. Il filosofo raggiunge lo scopo di aprire un dibattito, sostenuto da una argomentazione libera e consapevole, genera bivi alternativi al discorso, è non chiude mai un capitolo con una serie di punti facili.

 

Buona lettura

 

Vincenzo Candido Renna

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