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LA CORRUZIONE SPIEGATA AI RAGAZZI

di Raffaele Cantone e Francesco Caringella

LA CORRUZIONE SPIEGATA AI RAGAZZI

che hanno a cuore il futuro del loro Paese

 

Il saggio di Raffaele Cantone, Procuratore della Repubblica a Perugia, già primo Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, Sostituto procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, scrittore e saggista, e di Francesco Caringella, Presidente di sezione del Consiglio di Stato, già Magistrato Penale, Commissario di Polizia, Autore di numerose opere giuridiche, docente nei corsi di preparazione al concorso per Magistratura e Avvocatura, Scrittore e saggista,  “La corruzione spiegata ai ragazzi” edito da Mondadori, rappresenta un atto di fiducia ed una apertura di credito verso le nuove generazioni, troppo spesso relegate al ruolo di “comparse” e/o “spettatori inerti” o ancor peggio di “vittime predestinate” delle scelte sbagliate del mondo degli adulti.

Gli autori hanno da subito aperto la porta alla “curiosità”, al gusto della scoperta percorrendo un viaggio tra i fatti di corruzione italiani che hanno caratterizzato il secolo passato sino ai nostri giorni, dallo scandalo della “Baggina” a Poggiolini, passando dai Baronati universitari alla “Tangente Enimont”. Nonostante la drammaticità di certe pagine, la critica non si è mai declinata in una levata della bandiera bianca, in una resa totale; anzi, al contrario, è meritorio lo sforzo di puntare su alcuni anticorpi che già nel breve periodo stanno dimostrando la loro efficacia – ANAC – misure di prevenzione – miglioramento della repressione, con un maggiore coordinamento tra autorità inquirenti ed investigatori sul campo, l’apertura alla collaborazione dei cittadini, “whistleblowing”.

Come affermava Sartre: “ogni parola produce delle conseguenze, ogni silenzio pure”.
Il saggio di Caringella e Cantone, “La Corruzione spiegata ai ragazzi”, usa le parole giuste, e anche qualche silenzio, ed apre una porta alle giovani generazioni su un tema attuale e complesso come la corruzione.

Tante le domande, attenta la ricerca delle risposte non sempre pervenute, perché la risposta dipende dalle scelte che ciascuno di noi è chiamato a compiere durante la propria esistenza.

Il testo è, per un verso, rigoroso, basandosi su fatti realmente accaduti e scrutinati dalle Autorità Giudiziarie, per altro verso, semplice nelle scelte lessicali e nella forma narrativa.

Nel libro si evince una informazione buona, onesta e animata da tensione di verità che non rinuncia ad una funzione etico-pedagogica, libera e trasparente.

La condizione essenziale è quella che Gioberti definiva la poligonia del vero; in effetti la verità ha più lati non solo uno.

Si tratta di coniugare il vero con il fatto, per dirla con Vico, tra il verum, il factum ed il certum.

Il Vero è l’intelligenza del fatto, ma i fatti sono parziali, le interpretazioni sono partigiane, la verità è quindi l’intero rispetto alle parti.

L’invito che si raccoglie è appunto rivolto a ciascun lettore: “Contro la corruzione, ognuno faccia la sua parte, senza la pretesa di dire il Tutto o di svelare il Nulla”.

Vincenzo Candido Renna

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