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LA COMPLIANCE DELLO SPORT

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La Riforma dello Sport ha attivato una mobilitazione dell’intero mondo sportivo verso la direzione dell’adozione di iniziative volte a promuovere un più elevato livello di sensibilità ed impegno per prevenire condotte violente e discriminatorie.

A partire dalla promozione di una politica di “tolleranza zero”, contro la discriminazione e le violenze indipendentemente dal genere, dall’origine etnica, dalla fede religiosa, dall’orientamento sessuale e dalla disabilità al fine di garantire uno sport aperto e inclusivo, e dalla consapevolezza che le violenze e gli abusi nello sport colpiscono fisicamente ed emotivamente gli atleti, così come l’affidabilità delle organizzazioni sportive, che le Federazioni sportive hanno dovuto attivarsi entro il 31 agosto 2023 per la redazione di apposite linee guide volte a supportare le società ed associazioni sportive nella predisposizione di “Modelli organizzativi” e “Codici di condotta”, nonché di qualsiasi condizione prevista dal c.d. “Codice delle pari opportunità”.

Il carattere aziendale assunto dalle società sportive come riflesso della loro crescente rilevanza economica è ormai evidente ed inscindibile da una serie di considerazioni. In primo luogo, diviene necessario, al fine di preservare l’integrità delle competizioni sportive, garantire la compliance dei club, mediante la costruzione di un modello organizzativo che possa rispondere adeguatamente alle esigenze di gestione, organizzazione e controllo delle società sportive.

Infatti, non si può negare il carattere peculiare del contesto in cui operano tali società: l’attività sportiva e la gestione delle gare e dei campionati rendono il contesto di riferimento oggetto di valutazioni altamente specifiche, in quanto campo di gioco e mercato rappresentano i due contesti gestionali in cui ogni club deve relazionarsi e all’interno dei quali ogni società deve misurare la capacità di porsi, sul piano normativo ed organizzativo, nel rispetto delle best practices ai fini di una corretta compliance aziendale.

È per questo motivo che il percorso di costruzione e di definizione del modello organizzativo richiede un esercizio di adattamento e valutazione del tutto differente rispetto a quello che è generalmente necessario per le aziende legate a contesti normativi e mercati più facilmente intellegibili.

È proprio il carattere altamente instabile in cui operano tali società, in relazione non solo all’attività sportiva ma anche alla sostenibilità economico-finanziaria delle stesse, a dipingere il quadro gestionale già a partire dall’individuazione e valutazione delle aree di rischio “sportivo”, per poi giungere alla definizione di misure idonee a garantire lo svolgimento dell’attività sportiva, all’adozione di un codice etico con correlati meccanismi di controllo, nonché all’adozione di un incisivo sistema disciplinare interno e alla nomina di un organismo di vigilanza incaricato a vigilare sul funzionamento e l’osservanza dei modelli e curare il loro aggiornamento.

Per questo motivo, le Linee Guida per la predisposizione dei modelli organizzativi e di controllo dell’attività sportiva e dei codici di condotta a tutela dei minori e per la prevenzione delle molestie, della violenza di genere e di ogni altra condizione di discriminazione, adottate un mese fa dalle varie federazioni sportive si offrono quale prezioso contributo per la promozione di diritti, cultura e ambienti inclusivi che assicurino la dignità e il rispetto di tutti i tesserati, in particolare minori e garantiscano l’uguaglianza e l’equità, nonché valorizzino le diversità.

Ma soprattutto le Linee Guida definiscono la consapevolezza degli sportivi in ordine ai propri doveri, obblighi e responsabilità e tutele, in un’ottica di riduzione dei rischi di condotte lesive, attraverso il coinvolgimento proattivo di coloro che, nelle società, associazioni ed enti sportivi devono adottare e attuare (entro il 31 agosto 2024) misure, procedure e politiche del modello organizzativo per la gestione e controllo ex dlgs 231/2001.

Laddove già si disponga di un Modello Organizzativo ai sensi del D.Lgs. n. 231/2001, la cui adozione costituisce una facoltà per gli Enti – dovrà procedersi con l’integrazione del Modello vigente nella prospettiva e secondo le finalità sopra indicate; in difetto, sarà comunque obbligatorio dotarsi (ed attuare) un Modello Organizzativo ed un Codice di Condotta appositi.

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