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L’UTILITÀ DELL’INUTILE

Tempo di lettura: 3 minuti

di Nuccio Ordine

L’UTILITA’ DELL’INUTILE

Manifesto

 

Nuccio Ordine è stato professore ordinario di Letteratura Italiana nell’Università della Calabria. A Giordano Bruno ha dedicato tre libri, tradotti in nove lingue, tra cui cinese, giapponese e russo: La cabala dell’asino (19962), La soglia dell’ombra (20093) e Contro il Vangelo armato (20092). Ha pubblicato anche: Teoria della novella e teoria del riso nel Cinquecento (20092), Le rendez-vous des savoirs (20092), Trois couronnes pour un roi (2011, Bompiani 2014), Les portraits de Gabriel García Márquez (2012). Fellow dell’HarvardUniversity Center for Italian Renaissance Studies e della Alexander von Humboldt Stiftung, è stato invitato in qualità di Visiting Professor in diversi istituti di ricerca e università negli Stati Uniti (Yale, NYU) e in Europa (EHESS, ENS, Paris-IV Sorbonne, CESR di Tours, IEA Paris, Warburg Institute, Max Planck di Berlino). È Membro d’Onore dell’Istituto di Filosofia dell’Accademia Russa delle Scienze (2010) e ha ricevuto una laurea honoris causa nell’Universidade Federal do Rio Grande do Sul di Porto Alegre (2012). È stato insignito in Francia delle Palme Accademiche (2009) e il Presidente della Repubblica gli ha concesso la Légion d’Honneur (2012). Il Presidente della Repubblica lo ha nominato Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana (2010). In Francia dirige, con Y. Hersant, tre collane di classici (Les Belles Lettres) e in Italia la collana “Classici della letteratura europea” (Bompiani). Collabora al “Corriere della Sera”.

 

Si racconta che, durante le sue lezioni, Ordine invitava i suoi studenti

a non studiare pensando agli sbocchi professionali ma in base a ciò che li appassiona veramente, oppure di leggere per piacere e non per superare un esame

Queste sono solo alcune delle riflessioni che ha raccolto in diversi libri come “L’utilità dell’inutile” o “Classici per la vita”, in cui Ordine redige e analizza 50 testi di autori classici. Perché è nei classici, fa notare Ordine, che si trovano i grandi temi dell’umanità: l’amore, la vita, la morte, l’ambizione.

“L’Utilità dell’Inutile” di Nuccio Ordine è un saggio che affronta in modo profondo e provocatorio il tema del valore dell’inutilità nella società contemporanea. Ordine argomenta brillantemente che l’arte, la cultura e la conoscenza non dovrebbero essere valutate esclusivamente in base alla loro utilità pratica o al loro contributo economico, ma piuttosto per il loro valore intrinseco nell’arricchire le vite umane e nel coltivare il pensiero critico e la creatività.

Il pamphlet si muove su un progetto di scrittura ben congegnato, dove l’ironia e il sarcasmo non mancano; molti rinvii alla storia ed alla letteratura, ma soprattutto un viaggio nella filosofia in una carrozza di “prima classe” ornata di specchi, dove sembra riflettersi, l’amabile narrazione del Prof. Ordine.

L’autore offre una difesa appassionata delle discipline umanistiche e della ricerca di conoscenza per il suo stesso bene, sottolineando l’importanza di proteggere e promuovere spazi per la contemplazione, la riflessione e la ricerca della verità, anche se non producono risultati tangibili o immediati.

Ordine sfida il predominio della mentalità utilitaristica che permea molte istituzioni educative e culturali, evidenziando i rischi di ridurre tutto alla mera utilità economica e pragmatismo. Invece, sottolinea la necessità di preservare la libertà intellettuale, il libero scambio di idee e la bellezza per il suo stesso valore.

Attraverso una serie di esempi e riferimenti storici, Ordine illustra in modo convincente come le grandi opere d’arte, la filosofia, la musica e la letteratura abbiano modellato la civiltà umana e contribuiscano in modo significativo alla nostra comprensione del mondo e di noi stessi.

“L’Utilità dell’Inutile” è un’opera stimolante che invita i lettori a riflettere sul significato più profondo della vita e della cultura, e sulla necessità di proteggere e celebrare ciò che è prezioso per il suo stesso bene, anche se non può essere facilmente misurato o quantificato.

Alla fine, il lettore si convince che, la filosofia non è un riparo, una zona protetta dalle contraddizioni del mondo in cui viviamo e dalle nostre contraddizioni, ma una finestra che si spalanca e dalla quale si guarda fuori, si immagina, si riaprono i giochi con sé stessi e con la realtà.

 

Buona lettura.

 

Vincenzo Candido Renna

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