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IO SONO IL POTERE

Tempo di lettura: 3 minuti

Autore Anonimo

IO SONO IL POTERE

Confessioni di un Capo di Gabinetto

 

Io sono il potere: Confessioni di un capo di gabinetto” offre un’immersione avvincente nel mondo della politica attraverso gli occhi di un insider.

Il libro propone una rara e franca testimonianza dietro le quinte del potere, fornendo un’analisi approfondita dei meccanismi di governo e delle dinamiche interne.

Un Capo di Gabinetto si racconta a Giuseppe Salvaggiulo, al tempo della pubblicazione del saggio capo della redazione politica del quotidiano ‘La stampa’, presentando il capo di gabinetto come l’ ‘uomo di fiducia’ alle dipendenze del Presidente della Repubblica o di un ministro, con cui collabora fianco a fianco come tramite con la squadra di funzionari che lavora al ministero e vedendosi affidata la sua vita e quella della sua famiglia.

L’autore, pur restando sempre anonimo, per i davvero tanti indizi lasciati tra le pagine del racconto, è facilmente individuabile per qualche addetto ai lavori, scrive:

<<I politici passano, noi restiamo. Siamo la continuità, lo scheletro sottile e resiliente di uno Stato fragile, flaccido, storpio fin dalla nascita.

Chierici di un sapere iniziatico che non è solo dottrina, ma soprattutto prassi.

Che non s’insegna alla Bocconi né a Harvard.

Che non si codifica nei manuali.

Che si trasmette come un flusso osmotico nei nostri santuari: Tar, Consiglio di Stato, Corte dei conti, Avvocatura dello Stato.

Da dove andiamo e veniamo, facendo la spola con i ministeri. Perché capi di gabinetto un po’ si nasce e un po’ si diventa.

La legittimazione del nostro potere non sono il sangue, i voti, i ricatti, il servilismo.

É l’autorevolezza.

Che ci rende detestati, ma anche indispensabili.

Noi non siamo rottamabili.

Chi ha provato a fare a meno di noi è durato poco.

E s’è fatto male.>>

L’insider del potere propone un resoconto dettagliato delle sue esperienze e delle sue osservazioni sul funzionamento del potere politico.

Attraverso aneddoti, riflessioni e considerazioni personali, il lettore viene condotto attraverso i corridoi del potere, scoprendo i retroscena delle decisioni politiche e le sfide affrontate dai protagonisti dietro le quinte.

Lo stile narrativo, privo di bizantinismi e di una retorica prêt-à-porter, apre ad una serie di fatti e mis-fatti ed aneddoti che hanno caratterizzato la storia più o meno recente del nostro Paese.

Su questo scenario l’Autore (da persona informata dei fatti) cala una analisi obiettiva: numeri, circostanze fattuali, provvedimenti emanati e non;  giammai un preventivo <<stigma>>, che per quanto appaia scontato come conclusione, è lasciato al giudizio ultimo del lettore.

Ecco che, nella qualità di lettore riconosco allo “scritto” la capacità di avermi offerto le lenti corrette per guardare al sistema burocratico per quello che è, o meglio, che è diventato, nonostante l’argine della Costituzione, un labirinto inestricabile costruito con lo scopo principale di deresponsabilizzare il più possibile la burocrazia da un lato e sul versante opposto la politica.

Una delle qualità più apprezzabili del libro è la sua onestà.

L’autore non esita a condividere le sue opinioni e le sue critiche, offrendo una prospettiva autentica e senza filtri sulla politica e sul potere.

Questa franchezza rende il libro estremamente coinvolgente e permette al lettore di ottenere una comprensione più profonda delle complessità del mondo politico.

Inoltre, il libro fornisce interessanti spunti di riflessione sulla natura del potere e sulle responsabilità dei suoi detentori.

Attraverso le esperienze dell’autore, il lettore è portato a riflettere sulle dinamiche di potere e sulle implicazioni etiche e morali che ne derivano.

In conclusione, “Io sono il potere: Confessioni di un capo di gabinetto” è un libro avvincente e illuminante che offre una prospettiva unica sul mondo della politica.

Con una scrittura vivida e una franchezza ammirevole, l’autore ci guida attraverso il labirinto del potere politico, offrendo una lettura stimolante e informativa per chiunque sia interessato alla politica e al funzionamento delle istituzioni.

Scrive l’autore

 <<Di tanto in tanto capita di sentire una frase:

 “Il vero ministro è il capo di gabinetto”.

 É una patologia, ma non nego un certo piacere.
Io non sono il vero ministro.

Non voglio esserlo.
Io sono un’ombra.
L’ombra del potere.
Talvolta più potente del potere.
Ma invisibile.
Io sono il capo di gabinetto.
Il signor capo di gabinetto.>>

 

 Buona lettura.

 

Vincenzo Candido Renna

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