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IL LIBRO È QUELLA COSA

di Nicola Gardini

IL LIBRO E’ QUELLA COSA

Nicola Gardini è scrittore e pittore.
Dal 2007 vive in Inghilterra e insegna letteratura italiana all’Università di Oxford. Collabora con il “Corriere della sera” e “Il Sole 24 ore”. Ha pubblicato saggi, alcune raccolte di poesia e traduzioni di classici come Ovidio, Marco Aurelio e Catullo; ha tradotto anche i versi di Woolf, Hughes, Auden, Simi. Tra i suoi libri: Così ti ricordi di me (Sironi 2003), Lo sconosciuto (Sironi 2007), Come è fatta una poesia? (Sironi 2007), I baroni. Come e perché sono fuggito dall’università italiana (Feltrinelli 2009), Rinascimento (Einaudi 2010), Per una biblioteca indispensabile. Cinquantadue classici della letteratura italiana (Einaudi 2011), Le parole perdute di Amelia Lynd (Feltrinelli 2014), La vita non vissuta (Feltrinelli 2015), Viva il latinoStorie e bellezze di una lingua inutile (Garzanti 2016), Con Ovidio. La felicità di leggere un classico (Garzanti 2017), Il tempo è mezza mela. Poesie per capire il mondo (Salani 2018), Le 10 parole latine che raccontano il nostro mondo (Garzanti 2018), Rinascere. Storie e maestri di un’idea italiana (Garzanti 2019) e Viva il greco (Garzanti 2021). Dal 2007 vive in Inghilterra e insegna letteratura italiana all’Università di Oxford. Collabora con il “Corriere della sera” e “Il Sole 24 ore”. Ha pubblicato saggi, alcune raccolte di poesia e traduzioni di classici come Ovidio, Marco Aurelio e Catullo; ha tradotto anche i versi di Woolf, Hughes, Auden, Simi. Tra i suoi libri: Così ti ricordi di me (Sironi 2003), Lo sconosciuto (Sironi 2007), Come è fatta una poesia? (Sironi 2007), I baroni. Come e perché sono fuggito dall’università italiana (Feltrinelli 2009), Rinascimento (Einaudi 2010), Per una biblioteca indispensabile. Cinquantadue classici della letteratura italiana (Einaudi 2011), Le parole perdute di Amelia Lynd (Feltrinelli 2014), La vita non vissuta (Feltrinelli 2015), Viva il latinoStorie e bellezze di una lingua inutile (Garzanti 2016), Con Ovidio. La felicità di leggere un classico (Garzanti 2017), Il tempo è mezza mela. Poesie per capire il mondo (Salani 2018), Le 10 parole latine che raccontano il nostro mondo (Garzanti 2018), Rinascere. Storie e maestri di un’idea italiana (Garzanti 2019) e Viva il greco (Garzanti 2021).

 

L’Autore, con la raffinatezza che gli è propria, risponde alla domanda:

Cos’è il libro?È una certezza, è un corpo innamorato, è un’eredità, uno specchio, un perenne neonato. Il libro è una promessa, un rimprovero, un rimpianto. È qualcosa di nostro, di intimo e imprescindibile. Stregato dal fascino di uno degli oggetti più antichi del mondo, Nicola Gardini lo osserva con occhi nuovi, lo studia come un biologo studierebbe un organismo vivente, e poi lo ritrae come un artista ritrarrebbe un volto, in ogni dettaglio. Queste pagine ricche di poesia sono un vero e proprio inno d’amore al desiderio di leggere, capace di conquistare, sorprendere e appassionare chi già ama i libri e chi ancora non sa di amarli.”

Un grande scritto necessita di due qualità: forza cognitiva e potenza immaginativa. Più una spezia: la passione.

Cognizione, immaginazione, passione, anche una sottile ironia e un sottofondo di leggerezza, di matrice calviniana, consentono al lettore di immergersi nelle pagine di Nicola Gardini.

Per l’Autore i libri…

«sono il punto d’arrivo di un lungo viaggio, che è cominciato chissà quando, prima ancora che gli scrittori nascessero» e la nostra biblioteca «il trionfale riposo di tanti camminanti.» E alla domanda «Quanti libri ho…?» non può che incalzarne un’altra: «quanti libri non ho?»

Leggendo il pamphlet se ne ricava che, i grandi libri non sono quelli che sfogliamo con disattenzione, che consumiamo per invidia o emulazione, che finiamo in fretta, con rabbia, per stare al passo con la moda letteraria del momento; ma quelli che rileggiamo così tante volte da abitarli, sentendoli addosso come certi angoli di casa nostra.

Li teniamo sul comodino, in borsa o in uno scaffale preciso della libreria per rifugiarci quando ne abbiamo più bisogno. Per cercare risposte a domande che la vita ci pone distrattamente. Alcuni libri hanno la forma di una tenda, altri di un attico, altri ancora di una casa in collina, oggetti significanti.

Particolarmente interessante, inoltre, l’analisi del “tempo presente” – purtroppo, a causa di internet, si legge sempre meno:

«Il tempo va in chiacchiere, in messaggistica, in proclami rapidi, in post infiniti

E tuttavia:

«la comunicazione digitale è rapida, distratta, imprecisa. Si esaurisce nel botta e risposta, quando non semplicemente nell’interiezione o nello sfogo irrazionale, ed estromette del tutto il ragionamento, la riflessione, il ripensamento, il piacere dell’immaginazione, la proiezione nell’altro, l’attesa, la considerazione di più possibilità, la sospensione fantastica

Per Gardini leggere è un’arte, come tale coinvolge il talento e l’istinto del lettore, che è di volta in volta chiamato ad interpretare ciò che legge, a stare con le parole scritte, un’arte che assorbe energie emotive e fisiche, non solo intellettive.

L’autore ci insegna che

leggere non è muovere gli occhi da un segno ad un altro, ma entrare nelle parole, in ogni parola afferrarne la complessità, che va in tutte le direzioni …” Leggere è camminare “(…)Chi mi vede mi crede seduto. Invece sto viaggiando dappertutto, non so nemmeno io dove, ma non è un problema, perché so che smarrirsi leggendo è un orientarsi; perché so che non smetterei mai di andare avanti”.

Buon viaggio.

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