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IL GRANDE IMBROGLIO

Tempo di lettura: 3 minuti

Marianna Mazzuccato e Rosie Collington

IL GRANDE IMBROGLIO

Come le società di consulenza indeboliscono le imprese, infantilizzano i governi e distorcono l’economia

 

Mariana Mazzuccato dal 1995 al 1997 è professoressa aggiunta di economia all’università di New York, nel 1997 diventa docente di economia all’Università di Denver nel 1997, tra il 1998 e il 1999 è ricercatrice post-dottorato Marie Curie Research presso la London Business School dove lavora e pubblica articoli con Paul Geroski (ex preside della London Business School). Entra poi a far parte del Dipartimento di Economia della Open University, diventando professoressa ordinaria nel 2005 prima di fondare e dirigere il centro di ricerca Innovazione, Conoscenza e Sviluppo. Dal 2008 al 2010 è visiting professor presso l’Università Bocconi, dal 2010 al 2013 lo è all’Università di Edimburgo, nel 2014 presso l’Università della Tecnologia di Sydney.

Rosie Collington è una dottoranda presso l’University College London Institute for Innovation and Public Purpose. La sua ricerca si concentra sulla politica economica e affronta due lacune di conoscenza. La prima parte analizza come le riforme del settore pubblico abbiano influenzato le capacità necessarie per guidare la transizione ecologica. La seconda parte esamina la capacità di transizione ecologica come un dominio contestato della produzione governativa, concentrandosi su Cile e Danimarca. La sua ricerca accademica è stata pubblicata nel New Political Economy. Oltre al suo dottorato, è coautrice con Mariana Mazzucato di The Big Con: How the Consulting Industry Weakens our Businesses, Infantilizes our Governments and Warps our Economies, pubblicato nel febbraio 2023

 

“Il grande imbroglio” è un libro audace e illuminante che mette in evidenza il “grande inganno” orchestrato dalle società di consulenza globali.

Le autrici, Mariana Mazzucato e Rosie Collington, presentano dati impressionanti che dimostrano come queste grandi aziende abbiano indebolito le imprese, infantilizzato i governi e distorto l’economia.

Negli ultimi trent’anni, imprese private e governi si sono sempre più affidati a società come McKinsey & Company, Boston Consulting Group, Bain & Company e altre per consulenze sulla gestione e strategie aziendali. Tuttavia, questo affidamento ha spesso portato a risultati disastrosi, bloccando l’innovazione e rendendo opaca la responsabilità politica e aziendale.

La scrittura di Mazzucato e Collington è interessante, ma richiede una certa familiarità con il linguaggio economico e giuridico delle accademiche autorevoli.

Leggere questo libro è come scalare una montagna: serve attrezzatura adeguata, resistenza e scarpe adatte. Il panorama è incantevole, ma si rischia di perdere tempo e di non raggiungere la vetta mentre il giorno scorre.

Nel saggio, le autrici pongono domande cruciali e cercano risposte, tra cui: come possiamo governare e risolvere le sfide più difficili del nostro tempo (salute, clima, digital divide)?

La risposta è sconcertante: lo Stato ha smesso di investire nelle proprie capacità e ha iniziato a imitare il settore privato, adottandone parole d’ordine, metriche di efficienza e logiche di costi-benefici.

In questo modo, i governi hanno perso il controllo, sono diventati avversi al rischio e hanno smesso di investire nelle capacità pubbliche, affidandosi ciecamente ai privati.

Le autrici riflettono come, dopo Margaret Thatcher e Ronald Reagan, ai governi sia stato riservato il ruolo di riparare ai fallimenti del mercato (market failures) nella migliore delle ipotesi, o di farsi da parte.

Ai governi spetta trovare fondi, colmare buchi finanziari, incentivare, facilitare (la parola più subdola al mondo!) e ridurre i rischi per gli investitori.

Ma perché mai lo Stato dovrebbe assorbire il rischio d’impresa? È urgente sovvertire la narrazione sulla presunta inabilità della funzione pubblica.

Secondo le autrici, è necessario esigere governi capaci di rischiare, sperimentare e orientare le politiche verso missioni strategiche.

La funzione pubblica deve essere in grado di creare ecosistemi simbiotici e mutualistici con il settore privato, non relazioni sregolate e parassitarie con le mega industrie (Big Tech, Big Pharma), come si è visto durante la pandemia.

Le società di consulenza, spesso, con i loro banali PowerPoint, non comprendono nulla della funzione pubblica!

 

Buona lettura.

 

Vincenzo Candido Renna

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