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IL GOVERNO DELL’ARBITRIO

Una nuova rubrica curata all’interno del nostro sito: “DIRITTO ALLA LETTURA” che offe ai visitatori della pagina una breve recensione di un libro . Iniziamo con “IL GOVERNO DELL’ ARBITRIO” riflessione sulla sovranità popolare durante la XVIII legislatura repubblicana di Luca R. Perfetti – edito da Rubettino.
Abbiamo pensato che la lettura, specie, in un periodo difficile come questo rappresenta una spinta libertaria vera consente di aprire porte e abitare spazi impensabili.


di Luca Perfetti

Il Governo dell’arbitrio.

Riflessione sulla sovranità popolare durante la XVIII legislatura repubblicana.

 

L’ultimo libro di Luca R. Perfetti “Il Governo dell’arbitrio. Riflessione sulla sovranità popolare durante la XVIII legislatura repubblicana”  edito da Rubbettino, “…vuole obbligare il lettore a fare qualche passo indietro, a scostarsi dalla parete e provare ad abbracciare con lo sguardo una prospettiva meno immediata” allo scopo di riuscire a leggere ed interpretare la sovranità sottraendola dal potere politico per farla approdare nel solco della Costituzione ai diritti inviolabili delle persone.

Scrittura affascinante quella di Perfetti, cui si accede comodamente, ciononostante, bisogna essere un poco allenati al linguaggio e ragionamento giuridico dell’autorevole accademico.

È un po’ come salire una vetta: occorrono attrezzatura e fiato, resistenza e scarpe adatte. Il paesaggio intorno lascia incantati, ma si rischia di perdere tempo attardandosi, mentre il giorno trascorre.

Perfetti, senza rinunciare all’eleganza e originalità del suo stile: essenziale, asciutto e privo di artifizi e fronzoli retorici, traduce in termini accessibili e sintetici le più importanti teorie del diritto pubblico, (con puntuali rinvii in nota), inerenti la sovranità, calandole nell’attualità delle emergenze: quella della pandemia covid-19 e ancor prima quella della gestione dei migranti nel “caso della nave Diciotti” e del populismo sovranista racchiuso nel <<dress-code poliziesco>> e nello slogan Salviniano “Prima gli Italiani” della manifestazione leghista del 8 dicembre 2018.

La pluralità di domande sollevate dal saggio sembrano comporre un mosaico di inquietudini, quest’ultime generanti il ricorso sistematico ed eccessivo al limite dell’abuso dello <<stato di eccezione>> . La <<regola dell’emergenza>>, nel corso del tempo, ha instaurato un dispositivo economico-sanitario che nel nome della paura – antica fonte di ogni potere, soprattutto dispotico – genera una forma di totalitarismo applicato a una società complessa, plurale, anelante protezione e sicurezza e pronta per questo a sacrificare facoltà e diritti fondamentali.

 

Risulta, infatti, che la contingenza presti il fianco all’arbitrio di leggi provvedimento o di decreti legge, da convertire in legge. Purtroppo a convertirsi sono le leggi e non gli uomini, che in assenza di conversione e/o convergenza rischiano di sbattere davanti all’autoritarismo di ritorno. Quando sbatti ti fai sempre male, anche se hai una <<Sana e Robusta Costituzione>>. Il problema è quindi il “complesso di E-dopo” con buona pace di Edipo, che è rimasto, come ciascuno di noi, a casa in quarantena.

 

Il saggio di Perfetti abita la complessità e rifugge da inutili e pericolose scorciatoie  ermeneutiche non giustifica i propri assunti li dimostra, collega, contestualizza, globalizza, ma riconosce nel contempo il singolare, l’individuale, il concreto.

Il concreto di una sovranità che l’articolo 1 della Costituzione attribuisce permanentemente ed inderogabilmente al Popolo.

Vincenzo Candido Renna

 

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