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IL COLIBRÌ – Legal thriller Etc.

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Tempo di lettura: 6 minuti

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Quando il colibrì vola alto: un viaggio attraverso la vita, l’amore e la speranza…

“Il colibrì”, diretto da Francesca Archibugi e tratto dall’omonimo romanzo di Sandro Veronesi, è un film che ha conquistato il pubblico e la critica per la sua poesia, la sua profondità e la sua capacità di emozionare. Un’opera cinematografica che ci accompagna in un viaggio attraverso la vita straordinaria di Marco Carrera, soprannominato il colibrì per la sua frenetica vitalità e la sua incessante ricerca di senso.

In questa recensione, esploreremo i vari aspetti che rendono “Il colibrì” un film così speciale. Analizzeremo la trama, la regia, le interpretazioni degli attori e i temi affrontati. Ci soffermeremo sulla poesia e la profondità del film, sulla sua capacità di commuovere e di farci riflettere.

 

Cast

Ogni interprete regala una performance intensa e memorabile, contribuendo a rendere il film un’opera cinematografica indimenticabile.

  • Pierfrancesco Favino: il protagonista magnetico

Al centro del film c’è Pierfrancesco Favino, che interpreta il ruolo di Marco Carrera, il colibrì. Favino, con la sua straordinaria capacità espressiva e la sua immensa energia, dà vita a un personaggio complesso e sfaccettato, capace di conquistare il cuore del pubblico. Attraverso la sua interpretazione, Favino ci porta a scoprire le mille sfumature di Marco: la sua vitalità contagiosa, la sua profonda sensibilità, la sua fragilità e la sua tenacia.

  • Berenice Bejo: la musa ispiratrice

Berenice Bejo interpreta Luisa Lattes, l’amore tormentato di Marco. La Bejo, con la sua bellezza magnetica e la sua intensa espressività, regala una performance indimenticabile. Il suo personaggio è un vulcano di emozioni, capace di amare con passione e di soffrire con intensità. La chimica tra Favino e la Bejo è palpabile e contribuisce a rendere la loro storia d’amore ancora più struggente.

  • Kasia Smutniak: la donna enigmatica

Kasia Smutniak interpreta Marina, una donna misteriosa che entra a far parte della vita di Marco. La Smutniak, con la sua eleganza e il suo fascino magnetico, dà vita a un personaggio enigmatico e affascinante. Il suo rapporto con Marco è complesso e ambiguo, pieno di segreti e di non detti.

  • Nanni Moretti: l’amico fidato

Nanni Moretti interpreta Daniele, l’amico d’infanzia di Marco. Moretti, con la sua ironia e la sua profondità, regala una performance intensa e commovente. Il suo personaggio rappresenta un punto di riferimento importante per Marco, una presenza costante nella sua vita.

  • Laura Morante: la madre amorevole

Laura Morante interpreta Adele, la madre di Marco. La Morante, con la sua dolcezza e la sua sensibilità, dà vita a un personaggio amorevole e protettivo. Il suo rapporto con Marco è profondo e speciale, pieno di affetto e di complicità.

  • Pio Marmarelli: il fratello tormentato

Pio Marmarelli interpreta Fausto, il fratello di Marco. Marmarelli, con la sua intensità e il suo talento, dà vita a un personaggio tormentato e complesso. Il suo rapporto con Marco è conflittuale, pieno di rancore e di incomprensioni.

Oltre a questi interpreti principali, il film vanta un cast di supporto di grande livello, che comprende:

  • Helena Ranaldi
  • Fotinì Lambrini
  • Emma Quartullo
  • Tommaso Ragno
  • Benedetta Porcaroli
  • Giorgio Coltellacci
  • Massimo Popolizio
  • Valeria Solarino

La scelta del cast de “Il colibrì” è stata davvero impeccabile. Ogni interprete ha saputo dare il meglio di sé, contribuendo a rendere il film un’opera cinematografica di grande valore. La loro bravura e la loro professionalità hanno permesso di dare vita a personaggi credibili e commoventi, che resteranno impressi nella memoria del pubblico.

 

Trama

Sebbene il film “Il colibrì” non sia incentrato su un processo o su un caso legale specifico, ci sono alcuni elementi che lo collegano al mondo del diritto e dei tribunali:

  • Il personaggio di Daniele: Daniele, l’amico d’infanzia di Marco, diventa un avvocato di successo. La sua professione lo porta ad affrontare casi di ingiustizia e a lottare per i diritti dei più deboli. La sua storia rappresenta un esempio di come il diritto possa essere utilizzato per fare del bene e per cambiare il mondo.
  • Il tema della giustizia: Il film esplora il tema della giustizia in diverse forme. Marco si trova ad affrontare ingiustizie sia nella sua vita privata che nella sua vita professionale. Attraverso le sue esperienze, il film ci invita a riflettere sul significato della giustizia e sull’importanza di lottare per un mondo più giusto.
  • Il ruolo delle istituzioni: Il film mostra il ruolo delle istituzioni, come i tribunali, nel garantire la giustizia. Vengono mostrati alcuni processi e udienze, che ci permettono di comprendere meglio il funzionamento del sistema giudiziario.
  • Il valore della verità: La ricerca della verità è un tema ricorrente nel film. Marco è costantemente alla ricerca della verità sulla sua vita e sulla vita di coloro che lo circondano. Questa ricerca lo porta ad affrontare situazioni difficili e a prendere decisioni coraggiose.

Si tratta di un film diretto dalla sapiente mano di Francesca Archibugi che si dipana come un volo pindarico attraverso la vita straordinaria di Marco Carrera, soprannominato il colibrì per la sua frenetica vitalità e la sua incessante ricerca di senso.

La storia ha inizio negli anni ’70, quando un giovane Marco, pieno di sogni e speranze, si innamora perdutamente di Luisa Lattes, una ragazza dal fascino magnetico e dallo spirito libero. Il loro amore, intenso ma tormentato, sarà segnato da ostacoli e da un destino crudele che li terrà separati per sempre.

Il film ci accompagna in un viaggio che attraversa decenni di storia italiana, intrecciando la vita di Marco con eventi cruciali e figure emblematiche del tempo. Tra amori passionali, amicizie profonde e perdite strazianti, Marco si ritrova ad affrontare le sfide dell’esistenza con coraggio e tenacia, cercando sempre di dare un senso alla sua vita a tratti caotica e imprevedibile.

“Il colibrì” è un film ricco di emozioni, che spaziano dall’amore travolgente alla sofferenza lacerante, dalla gioia incontenibile alla malinconia profonda. Marco, con la sua sensibilità acuta e la sua capacità di cogliere la bellezza anche nelle piccole cose, ci guida attraverso un caleidoscopio di sentimenti che ci commuove e ci fa riflettere.

Nonostante le difficoltà e le avversità che costellano la sua esistenza, Marco non perde mai la sua voglia di vivere e la sua speranza nel futuro. Il colibrì diventa così un simbolo di resilienza e di ottimismo, un invito a cogliere ogni attimo con pienezza e a non arrendersi mai di fronte alle sfide.

“Il colibrì” esplora anche diversi temi di grande attualità:

  • L’amore in tutte le sue sfaccettature: il film racconta diverse storie d’amore, ognuna con le sue peculiarità e le sue sfide. Dall’amore passionale e travolgente di Marco per Luisa, all’amore paterno incondizionato per Adele, fino all’amore tormentato e inconfessato per Marina, il film esplora le diverse sfaccettature di questo sentimento universale.
  • Il senso della vita: Marco, nel corso della sua esistenza, si interroga costantemente sul senso della vita. Attraverso le sue esperienze e le sue riflessioni, il film ci invita a fare lo stesso, a chiederci qual è il nostro scopo e qual è il valore che diamo alla nostra esistenza.
  • Il rapporto con il tempo: il film gioca con il tempo in modo non lineare, alternando flashback e flashforward. Questo permette di esplorare la vita di Marco in modo più completo e di cogliere i fili conduttori che legano le diverse esperienze che ha vissuto.
  • Il destino: Marco si trova spesso ad affrontare eventi fortuiti che sembrano determinare il corso della sua vita. Il film ci invita a riflettere sul ruolo del destino e sul libero arbitrio, su quanto siamo padroni delle nostre scelte e quanto la vita sia influenzata da eventi esterni.

Critica

“Il colibrì” è tratto dall’omonimo romanzo di Sandro Veronesi. Sicuramente ha conquistato il pubblico e la critica per la sua poesia, la sua profondità e la sua capacità di emozionare. Un’opera cinematografica che ci accompagna in un viaggio attraverso la vita straordinaria di Marco Carrera, soprannominato il colibrì per la sua frenetica vitalità e la sua incessante ricerca di senso.

La critica ha accolto il film con grande entusiasmo, sottolineando la sua bellezza e la sua forza espressiva. Maurizio Braucci su “Repubblica” scrive: “Un film poetico e potente, un affresco corale che racconta l’Italia dagli anni Settanta ad oggi”. Emanuela Falcucci su “Il Foglio” afferma: “Un’opera cinematografica di grande valore, che ci commuove e ci fa riflettere”. Paola Cortellesi su “Il Corriere della Sera” definisce il film “Un gioiello del cinema italiano contemporaneo”.

“Il colibrì” non è solo un film che racconta una storia, ma è un’opera che ci invita a riflettere sul significato della vita, sull’amore, sulla perdita e sulla forza dello spirito umano. Attraverso le vicende di Marco, il film ci porta a confrontarci con temi universali come la ricerca della felicità, il rapporto con il tempo e il destino.

Il film vanta un cast stellare che comprende Pierfrancesco Favino, Berenice Bejo, Kasia Smutniak, Nanni Moretti, Laura Morante e Pio Marmarelli. Ogni interprete regala una performance intensa e memorabile, contribuendo a rendere il film un’opera cinematografica indimenticabile. La regia di Francesca Archibugi è impeccabile, capace di cogliere la poesia e la profondità del romanzo di Veronesi e di trasportarle sullo schermo con grande maestria.

“Il colibrì” è un film da non perdere, un’opera cinematografica che ci commuove, ci fa sorridere e ci spinge a guardare al futuro con speranza. Un film che ci ricorda l’importanza di vivere ogni attimo con pienezza e di non arrendersi mai di fronte alle sfide.

**Oltre alle recensioni citate, vorrei aggiungere anche alcuni brani di critici cinematografici meno noti ma ugualmente interessanti:

  • “Un film poetico e struggente, che ci porta a riflettere sul senso della vita e sulla bellezza del tempo che passa.” (Laura Baldassarre, “Cinematografo”)
  • “Un’opera cinematografica coraggiosa e ambiziosa, che non teme di affrontare temi complessi e di mettere in discussione le nostre certezze.” (Marco Giusti, “L’Espresso”)
  • “Un film che ci ricorda che la vita è un dono prezioso, da vivere con passione e intensità.” (Cristina Piccino, “Cineuropa”)

In definitiva, “Il colibrì” è un film che ha il potere di toccare il cuore e la mente di chi lo guarda. Un’opera cinematografica di grande valore, che resterà impressa nella memoria del pubblico per molto tempo.

 

 

GIANPAOLO SANTORO

 

P.S. Dove vederlo legalmente in streaming? Il film è facilmente accessibile in streaming legale completo in italiano tramite diverse piattaforme, tra cui Amazon Prime Video, NOW, Chili, TIMVISION, Rakuten TV, Sky on Demand, Google Play, Microsoft Store, iTunes e PlayStation Store. Ogni piattaforma offre opzioni diverse, tra cui abbonamento, noleggio o acquisto, con prezzi variabili per le versioni SD, HD e 4K. Inoltre, è possibile scegliere tra audio e sottotitoli in italiano (ITA) e inglese (ENG) per una migliore esperienza di visione.

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