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IL CIELO OLTRE LE POLVERI

di Valentina Petrini

IL CIELO OLTRE LE POLVERI

Storie, tragedie e menzogne sull’Ilva

Valentina Petrini – giornalista e scrittrice nota per la conduzione di Nemo – Nessuno escluso, o per il suo libro Non chiamatele Fake News (Chiare lettere – 2021), Collabora con L’Unità, per tre anni a partire dal 2003 successivamente ha curato la comunicazione stampa per il Dipartimento Libertà Civili e Immigrazione del Ministero dell’Interno. Scrive inchieste e reportage su Io Donna, D di Repubblica, il Venerdì di Repubblica e sull’Espresso. Nel 2007 diviene assistente di Staffan De Mistura, ambasciatore e diplomatico dell’ONU. E’ stata finalista premio Ilaria Alpi “sezione Giovani” con La Macchina del consenso nel 2011.

Il saggio di Valentina Petrini può essere considerato un caso di “reshoring culturale”, la giornalista “colta sui fatti”, ritorna nella sua Taranto per condurre una grande inchiesta che attraversa la sua esistenza e quella di volti, storie, emozioni, luoghi.

Emerge un’antologia a contorni chiaroscuri, chiari: come la passione dell’Autrice che raccoglie oltre 15 anni di inchieste giornalistiche, giudiziarie e scientifiche sull’Ilva, scuri come la fuliggine che ancora fuori esce dalle svettanti canne fumarie dell’Impianto.

Una Spoon River italiana che sulle sponde del Lido Azzurro di Tamburi culla il riposo di martiri bambini e lavoratori, che il saggio salva una volta per tutte dall’oblio.

L’autrice non raccoglie solo testimonianze, ma Ella stessa è testimone di una storia, quella dell’Ilva, che è ben lontana da essere chiusa e che si apre a uno spettro di riflessioni, che il saggio riporta con particolare attenzione rivolta non solo alle emozioni, che afferiscono ai soggetti che le provano, ma anche a dati obiettivi.

Tanti i dati statistici e le ricerche sulle sostanze inquinanti prodotte dall’impianto, nonché sul livello di tossicità delle stesse, sulle condizioni di lavoro precarie ed insicure dei dipendenti della più grande acciaieria d’Europa.

 Quando è notte e ti affacci alla finestra e vedi all’orizzonte le ciminiere che sparano in cielo l’impossibile, nuvole di fumo bianco, nero, rosso, non ti senti sicuro anche se ti dicono che non devi aver paura.

La paura è figlia della contaminazione ambientale, malattie, vittime sul lavoro, delle tante tragedie narrate dal libro: il piccolo Lorenzo che “…ha vissuto troppo poco per saperlo, ma l’Ilva in un certo senso faceva parte del suo DNA”, oppure la storia di Francesco Zaccaria, finito in mare con la cabina della sua gru durante una tempesta; o quella di Alessandro Morricella, consumato vivo da una colata incandescente; e molte altre, troppe e che scorrendo le pagine nel leggere ci lasciano, quasi, in apnea per il terrore e il dolore.

Interessanti, puntuali e scrupolosi i riferimenti alle inchieste giudiziarie, che si sono succedute in vari gradi di giudizio e attraversando le corti italiane in lungo e in largo e sinanche la Corte Europea dei diritti dell’uomo.

Una vicenda quella dell’Ilva, che attraversa vite umane, che vedono minata e violata la salute, l’ambiente, il paesaggio, ma anche la cultura e la stessa identità di territorio e comunità, troppi i punti di contatto con valori e principi costituzionali; quasi naturale, quindi, l’approdo alla Corte costituzionale della vicenda giudiziaria.

A spiegare la portata della pronuncia della Corte costituzionale, la bellissima intervista resa dalla Giudice Patrizia Todisco, che sollevò la questione, per l’appunto, oltre ad essere stata la firmataria del provvedimento di sequestro senza facoltà d’uso degli impianti dell’area a caldo dell’ex Ilva, che le costarono, tra i tanti, l’appellativo di “Zitella Rossa”.

Il binomio diritto alla salute e diritto al lavoro, il tema del bilanciamento di principi, regole e valori, vengono affrontati, nonostante il carattere divulgativo dell’opera, con una intensità ed una precisione di riferimenti e ragionamenti giuridici arricchiti da note esaustive e rinvii di grande pregio.

In conclusione, Il cielo oltre le polveri è, per un verso, rigoroso, basandosi su fatti realmente accaduti e scrutinati dalle Autorità Giudiziarie, dai Media e dai Centri di Ricerca, per altro verso, semplice nelle scelte lessicali e nella forma narrativa.

Nel libro si evince, oltre alla passione dell’Autrice una informazione buona e onesta animata da tensione di verità, che non rinuncia ad una funzione etico-pedagogica, libera e trasparente.

Buona lettura!

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