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I SEGRETI DEL VATICANO

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Tempo di lettura: 3 minuti

di Corrado Augias

I SEGRETI DEL VATICANO

Storie, luoghi, personaggi di un potere millenario.

Vaticano

Il termine “Vaticano” evoca immediatamente l’immagine della basilica di San Pietro, dell’immensa piazza abbracciata dal colonnato monumentale, delle folle di fedeli.

Il Vaticano è in realtà uno stato sovrano tra i più antichi e longevi, che porta in sé un complesso mosaico di potere, politica, arte, spiritualità, sangue, denaro.

La storia del Vaticano è la storia della Chiesa, che ha attraversato i secoli in continua oscillazione tra sublimi altezze e profonda abiezione.

Questo agile volume appartiene al fortunato filone dei “segreti” delle grandi città, in cui  Corrado Augias svela aspetti meno noti di grandi metropoli, da Roma a New York, da Londra a Istanbul.

L’opera si inserisce anche tra le numerose pubblicazioni dell’autore dedicate al Cristianesimo, indagato con occhio laico, disincantato e spesso critico.

Condensare in meno di 400 pagine “storie, luoghi, personaggi di un potere millenario”, come recita il sottotitolo, rappresenta una dichiarazione d’intenti non da poco.

Ma il titolo è traditore: chi cercherà scoop tra “I segreti del Vaticano” rimarrà deluso.

I segreti di cui si narra sono più misfatti che misteri, fantasmi che aleggiano attorno ai sacri palazzi in tutta la loro formidabile ambiguità,  vicende torbide che non troveranno mai giustizia.

La mancanza di linearità cronologica e tematica, riconosciuta dallo stesso Augias nel preambolo del libro, affastella una pletora di avvenimenti e le numerosissime fonti citate appaiono poco filtrate, intrecciando storiografia e leggenda, testimonianze e sospetti.

Il tutto è esposto con un tono narrativo sempre gradevole, al quale si può perdonare qualche divagazione di tono enfatico, come il primo capitolo dedicato a un Nerone molto pittoresco e cinematografico, o il mito del Santo Graal connesso alla cruenta storia dei Templari, che corrisponde più al mito che alla realtà.

Cronaca mondana e  cronaca nera, storia dell’arte e rievocazione storica si intersecano inestricabilmente.

La galleria dei personaggi che vengono passati in rassegna è ampia:

  • Costantino I, a cui la Chiesa Cattolica deve tutto il potere in nome della falsa donazione che porta il suo nome;
  • Marozia, concubina del successore di Pietro, protagonista di una delle pagine più buie della storia del papato;
  • Bernini e Borromini,  geni rivali alla corte di papi e cardinali opulenti;
  • Celestino V e Bonifacio VIII, ovvero due modi inconciliabili di vivere il sommo ufficio;
  • Pio IX, il papa prigioniero, e la lunga schiera dei pontefici del Novecento fino a Benedetto XVI;
  • il cardinale Paul Marcinkus, diabolico “banchiere di Dio”;
  • la tragica galleria  di sinistri personaggi come Sindona, Calvi, Alì Agca ed Enrico De Pedis, della banda della Magliana, forse coinvolto nel rapimento della povera Emanuela Orlandi.

Infine anche una lunga carrellata di personaggi fuori dai sacri palazzi, le cui voci sono state appena udite e debitamente stroncate: da fra Dolcino, arso vivo con i suoi apostolici, fino ai preti di frontiera dei giorni nostri,  come Milani, Mazzi, Franzoni, Barbero, Ciotti, il gesuita Pedro Arrupe, i teologi della liberazione e i movimenti progressisti come Pax Christi e Noi siamo Chiesa.

Un posto di rilievo viene attribuito ad Albino Luciani, Giovanni Paolo I, che Augias delinea come una figura di pastore sui generis, il cui pontificato, se fosse durato, avrebbe davvero avuto dei caratteri rivoluzionari.

Stranamente l’autore sorvola invece su un altro papa, Giovanni XXIII, che qualche rivoluzione la fece per davvero, ma viene liquidato con riferimenti fugaci e talora neanche troppo lusinghieri.

Altri avvenimenti invece vengono indagati con un acume da cronista, come la deportazione degli ebrei del ghetto di Roma il 16 ottobre 1943: i reparti delle SS che passano con i loro camion da piazza San Pietro e il rastrellamento avviene sotto le finestre del papa e sotto gli occhi delle guardie svizzere.

Proprio sull’esercito papale Augias si concede qualche pregevole digressione storica, rievocando fatti poco conosciuti e talvolta imbarazzanti, come la “strage di Perugia” del 1859 o il triplice omicidio- suicidio del 1998, di cui fu frettolosamente ritenuto responsabile il sottotenente Cédric Tornay.

Sugli scandali più recenti, primo fra tutti quello della pedofilia, Augias dedica qualche pagina in appendice  riportando, per lo più, notizie apparse sulla grande stampa.

Si tratta forse di una ferita ancora troppo aperta per poter fare un’analisi serena, ma qualche ombra di dubbio aleggia persino sull’ elezione di Benedetto XVI, cui fu garantita l’immunità per metterlo al riparo da processi che chiamavano in causa la sua consegna del silenzio riguardo a fatti di enorme gravità.

I segreti del Vaticano è  dunque un libro di storie avvincenti, che sembra indulgere alla retorica della chiesa casta e meretrice, sospesa tra cielo e terra, tra Dio e Mammona. Resta inevasa la domanda fondamentale:  come si può esercitare il potere senza scendere a patti con il diavolo?

 

Maria Pia Carlucci

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