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I CREDITI DI IMPOSTA A FAVORE DELLE IMPRESE OPERANTI NEL SETTORE CINEMATOGRAFICO ED AUDIOVISIVO

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In questi giorni, ancora drammaticamente segnati dagli effetti della pandemia da coronavirus, il settore cinematografico ed audiovisivo sta gradualmente riprendendo le proprie consuete attività con la riapertura di alcune sale cinematografiche, pur nel rispetto delle misure dettate dal relativo protocollo di sicurezza.

I settori della produzione e delle attività relative ai set cinematografici risultano, invece, ad oggi, ancora in fase di stallo, in attesa di un protocollo che ne disciplini la ripartenza in assoluta sicurezza.

In tale contesto, appare opportuno approfondire le misure di sostegno che sono ordinariamente previste a favore delle imprese operanti nel settore cinematografico ed audiovisivo, che dunque prescindono dal momento storico presente, e che si concretano nel riconoscimento di una pluralità di crediti d’imposta (c.d. “tax credits”).

Le suddette sovvenzioni sono previste, in linea generale, dalla Legge n. 220 del 14.11.2016 (c.d. “Legge Cinema”) e, in modo più particolareggiato, da due Decreti ministeriali attuativi del 15 marzo 2018.

Il primo di questi decreti disciplina il credito d’imposta per le imprese di produzione cinematografica ed audiovisiva mentre il secondo si occupa, cumulativamente, di tutti gli altri crediti d’imposta riconosciuti alle imprese operanti nel settore e, specificamente, dei crediti d’imposta a favore, rispettivamente, delle imprese di distribuzione cinematografica e audiovisiva, delle imprese di esercizio cinematografico e delle industrie tecniche e di post-produzione, degli esercenti di sale cinematografiche per il potenziamento dell’offerta, nonché per favorire l’attrazione degli investitori esteri oppure degli investitori non appartenenti al settore cinematografico ed audiovisivo.

Si tratta, dunque, di sovvenzioni a favore degli operatori economici del settore in quanto produttori, distributori o investitori in opere cinematografiche.

Di seguito una panoramica dei crediti d’imposta previsti a favore delle imprese operanti nel settore cinematografico ed audiovisivo.


Credito d’imposta per le imprese di produzione cinematografica ed audiovisiva

Alle imprese di produzione cinematografica e audiovisiva è riconosciuto un credito d’imposta in misura non inferiore al 15 per cento e non superiore al 30 per cento del costo complessivo di produzione di opere cinematografiche e audiovisive, fino

Sono ammessi al beneficio i produttori indipendenti che:

  1. abbiano sede legale nello Spazio economico europeo (composto dai 27 Stati membri dell’Unione europea, dall’Islanda, dal Liechtenstein e dalla Norvegia);
  2. al momento dell’utilizzo del beneficio, siano soggetti a tassazione in Italia per effetto della loro residenza fiscale, ovvero per la presenza di una stabile organizzazione in Italia, cui sia riconducibile l’opera audiovisiva cui sono correlati i benefici;
  3. abbiano capitale sociale minimo interamente versato ed un patrimonio netto non inferiori a 40.000,00 euro, sia nel caso di imprese costituite sotto forma di società di capitale sia nel caso di imprese individuali di produzione ovvero costituite sotto forma di società di persone; tali limiti sono ridotti all’importo di 10.000,00 euro in relazione alla produzione di cortometraggi, ovvero di opere destinate al pubblico prioritariamente per mezzo di un fornitore di servizi media audiovisivi su altri mezzi;
  4. siano diversi da associazioni culturali e fondazioni senza scopo di lucro;
  5. siano in possesso di classificazione ATECO J 59.1 (attività di produzione, post-produzione e distribuzione cinematografica, di video e di programmi televisivi, registrazioni musicali e sonore).

Il credito d’imposta è riconosciuto in relazione agli investimenti effettuati per la produzione di opere audiovisive che, ai sensi degli artt. 5 e 6 della Legge n. 220/2016, abbiano la nazionalità italiana e che abbiano i requisiti di eleggibilità culturale di cui alla Tabella A allegata al citato DM c.d. “Tax credit produzione” del 15 marzo 2018.

Le opere audiovisive eleggibili al credito d’imposta in commento sono:

  1. le opere cinematografiche o film;
  2. le opere audiovisive destinate al pubblico prioritariamente per mezzo di un’emittente televisiva nazionale;
  3. le opere audiovisive destinate al pubblico per mezzo di un fornitore di servizi media audiovisivi su altri mezzi.


Credito d’imposta per lo sviluppo di opere audiovisive

Ai produttori indipendenti spetta un credito d’imposta in misura pari al 30 per cento delle spese sostenute per lo sviluppo di film ed opere televisive e web, diversi dai cortometraggi, che abbiano superato il test di eleggibilità culturale previsto dalla Tabella A allegata al citato DM c.d. “Tax credit produzione”, fino ad un massimo annuo di credito di euro 300.000,00 per ciascuna impresa ovvero per ciascun gruppo d’imprese.

Il credito d’imposta spetta per le opere la cui sceneggiatura sia stata commissionata, realizzata e depositata presso gli organi preposti alla tutela del diritto d’autore a partire dal 25.05.2018.

Il suddetto credito è revocato laddove l’opera prodotta abbia durata inferiore o uguale a cinquantadue minuti.


Credito d’imposta per la produzione di opere cinematografiche

Ai produttori indipendenti spetta un credito d’imposta in misura pari al 30 per cento del costo eleggibile di produzione, come definito nella tabella B allegata al DM in commento, di opere cinematografiche riconosciute di nazionalità italiana, fino all’ammontare massimo annuo di euro 8.000.000,00 per impresa ovvero per ciascun gruppo di imprese.

Non concorrono al raggiungimento di detto limite annuale i crediti d’imposta riconosciuti alla medesima impresa o al medesimo gruppo d’imprese, in relazione alla produzione di opere audiovisive (di cui al paragrafo che segue il presente).

Nel caso in cui il produttore indipendente detenga una quota di diritti di proprietà sull’opera superiore al 50 per cento, si applica l’aliquota del 30 per cento su tutte le spese sostenute direttamente dal produttore indipendente medesimo, anche eccedenti la quota di partecipazione alla produzione associata.

A pena di decadenza, il beneficio spetta a condizione che il 100 per cento del credito d’imposta sia speso sul territorio italiano.


Credito d’imposta per la produzione di opere televisive e web

Ai produttori originari indipendenti spetta un credito d’imposta per le spese sostenute per la produzione di opere televisive o web fino all’ammontare massimo annuo di euro 10.000.000,00 per impresa ovvero per ciascun gruppo di imprese, calcolato in base alle seguenti aliquote:

Aliquota del 15 per cento del costo eleggibile di produzione per:

a) le opere televisive prevalentemente finanziate;

b) le opere televisive in coproduzione in cui il produttore originario indipendente mantenga la titolarità dei diritti in misura pari o superiore al 10 per cento.

Aliquota del 20 per cento del costo eleggibile di produzione per:

a) le opere televisive in preacquisto e in licenza di prodotto per le quali le clausole contrattuali sulle limitazioni temporali dei diritti a favore del produttore indipendente non siano coerenti con i parametri stabiliti nei bandi emanati a favore delle produzioni audiovisive nell’ambito del Programma Europa Creativa – Sottoprogramma Media;

b) le opere televisive in coproduzione in cui il produttore originario indipendente mantiene la titolarità dei diritti in misura pari o superiore al 15 per cento.

Aliquota del 25 per cento del costo eleggibile di produzione per:

a) le opere televisive in coproduzione ovvero in preacquisto ovvero in licenza di prodotto per le quali le clausole contrattuali sulle limitazioni temporali dei diritti a favore del produttore originario indipendente siano coerenti con i parametri stabiliti nei bandi emanati a favore delle produzioni audiovisive destinate ad emittenti televisive nell’ambito del Programma Europa Creativa – Sottoprogramma Media;

b) le opere televisive in preacquisto ovvero in licenza di prodotto per le quali i diritti di elaborazione creativa non siano ceduti all’emittente televisiva;

c) le opere televisive in coproduzione in cui il produttore indipendente mantiene la titolarità dei diritti in misura pari o superiore al 20 per cento.

Aliquota del 30 per cento del costo eleggibile di produzione per:

a) le opere televisive di coproduzione internazionale, ovvero di produzione internazionale secondo le specifiche limitazioni previste dalla norma;

b) le opere televisive in coproduzione, in preacquisto e in licenza di prodotto alla cui copertura del costo di produzione concorrano, per almeno il 20 per cento, risorse derivanti dallo sfruttamento economico su mercati al di fuori dell’Italia;

c) le opere televisive in coproduzione con un’emittente televisiva in cui il produttore originario indipendente mantenga la titolarità dei diritti, in misura non inferiore al 30 per cento;

d) le opere televisive in preacquisto ovvero in licenza di prodotto che presentino almeno due dei seguenti elementi:

     1. i diritti di elaborazione creativa che sono nella disponibilità del produttore indipendente non siano ceduti all’emittente televisiva, al fornitore di servizi media audiovisivi su altri mezzi. Rispetto ai diritti di elaborazione creativa, è ammissibile la previsione di un diritto d’opzione a favore dell’emittente televisiva a condizione che sia altresì previsto un diritto di prelazione a favore del produttore originario indipendente per la realizzazione delle opere derivate;

2. il produttore originario indipendente mantenga la titolarità di almeno un diritto primario al 100 per cento e di un diritto primario al 50 per cento;

3. le clausole contrattuali sulle limitazioni temporali dei diritti a favore del produttore originario indipendente siano coerenti con i parametri stabiliti nei bandi emanati a favore delle produzioni audiovisive destinate ad emittenti televisive, nell’ambito del Programma Europa Creativa – Sottoprogramma Media;

e) le opere web in preacquisto ovvero in licenza di prodotto e le opere web in coproduzione con un fornitore di servizi media audiovisivi su altri mezzi in cui il produttore originario indipendente mantenga la titolarità dei diritti, in misura non inferiore al 30 per cento.

Non concorrono al raggiungimento del limite annuale di euro 10.000.000,00 i crediti d’imposta fruiti dalla medesima impresa o dal medesimo gruppo d’imprese in relazione alla produzione di opere cinematografiche (di cui al paragrafo precedente).

Le opere audiovisive televisive o web eleggibili al credito d’imposta in commento sono le seguenti:

  1. cortometraggi;
  2. opere di fiction, singole o seriali, intese come opere audiovisive di narrazione e finzione scenica, di durata complessiva non inferiore a 52 minuti e con un costo complessivo non inferiore a euro 2.000 al minuto;
  3. opere di animazione, singole o seriali, di durata complessiva non inferiore a 24 minuti e con un costo complessivo non inferiore a euro 400 al minuto;
  4. documentari, singoli o seriali, di durata complessiva non inferiore a 40 minuti e con un costo complessivo non inferiore a euro 400 al minuto;
  5. opere destinate al pubblico prioritariamente per mezzo di un fornitore di servizi media audiovisivi su altri mezzi di durata uguale o superiore a 10 minuti, il cui il costo minimo complessivo di produzione non sia inferiore a euro 800 al minuto.

Con provvedimento del Direttore generale Cinema, previo parere degli esperti di cui all’art. 26 della legge n. 220 del 2016, possono essere ammesse deroghe alle predette soglie minime, per motivate esigenze artistiche, produttive, finanziarie e commerciali.

Una particolarità della sovvenzione in commento è rappresentata dal fatto che il produttore originario indipendente beneficiario, in relazione alle opere audiovisive destinate prioritariamente per mezzo di un’emittente televisiva, è tenuto a reinvestire l’importo del credito d’imposta entro 24 mesi dalla data di riconoscimento definitivo del credito d’imposta medesimo.

Tale obbligo di reinvestimento può essere adempiuto, alternativamente o congiuntamente, attraverso:
a) l’aumento della propria quota di partecipazione nell’opera cui si riferisce il beneficio, ulteriore rispetto alle aliquote del 5 per cento ovvero del 10 per cento rispettivamente per le opere prevalentemente finanziate dall’emittente televisiva e per le opere audiovisive in coproduzione;

b) lo sviluppo ovvero la produzione, ovvero la distribuzione in Italia e all’estero di nuove opere audiovisive di nazionalità italiana. Il mancato rispetto dell’obbligo di reinvestimento suddetto, comporta l’inibizione del diritto di richiedere il credito d’imposta per altre opere audiovisive o cinematografiche per 24 mesi decorrenti dal termine di scadenza dell’obbligo di reinvestimento.

Credito d’imposta per le imprese di distribuzione cinematografica ed audiovisiva

Alle imprese di distribuzione cinematografica ed audiovisiva è riconosciuto un credito d’imposta non inferiore al 15 per cento e non superiore al 30 per cento delle spese complessivamente sostenute per la distribuzione nazionale ed internazionale di opere cinematografiche ed audiovisive, fino ad un limite di euro 2.000.000,00 per impresa o per gruppo di imprese per anno.

Tale misura può essere elevata al 40 per cento in relazione ad opere distribuite direttamente dallo stesso produttore indipendente.

Il credito d’imposta è calcolato in base ad aliquote differenziate in relazione alla tipologia di soggetto distributore (produttore che distribuisce il proprio film, distributore indipendente, distributore non indipendente e distributore non europeo) e alla data di prima uscita in sala cinematografica (periodo estivo, natalizio, media stagione).

Il credito d’imposta spetta a condizione che il costo eleggibile di distribuzione del film non sia inferiore a euro 40.000 in caso di lungometraggi di finzione e non sia inferiore a euro 20.000 in caso di documentari e cortometraggi.

Si applicano, poi, le aliquote previste a favore del produttore indipendente che distribuisce il proprio film a condizione che:

a) il produttore indipendente svolga l’attività di produzione cinematografica in modo prevalente e non sia controllato, ai sensi dell’art. 2359 del codice civile, da una società di distribuzione cinematografica;

b) il film non sia coprodotto da una società di distribuzione cinematografica ovvero alla copertura del costo industriale non abbiano concorso risorse a qualunque titolo provenienti da società di distribuzione cinematografica italiana.

I benefici riservati ai produttori indipendenti sono riconosciuti, per ciascun anno, nel limite del 15 per cento delle risorse disponibili per i crediti d’imposta alla distribuzione e per un massimo di euro 750.000 per impresa o per gruppo di imprese per anno.

Inoltre, alle imprese di produzione, distribuzione nazionale, distribuzione internazionale cinematografica ovvero audiovisiva spetta un credito d’imposta in misura pari al 30 per cento delle spese sostenute per la distribuzione internazionale di opere cinematografiche di nazionalità italiana, ovvero di opere televisive o opere web di nazionalità italiana, come individuate nella Tabella 3 allegata al decreto in commento, nel limite massimo annuo di euro 1.000.000 per impresa o gruppo di imprese.


Credito d’imposta per le imprese dell’esercizio cinematografico

Alle imprese dell’esercizio cinematografico spetta un credito d’imposta per la realizzazione di nuove sale cinematografiche o il ripristino di sale inattive, per la ristrutturazione e l’adeguamento strutturale e tecnologico delle sale cinematografiche, per l’installazione, la ristrutturazione, il rinnovo di impianti, apparecchiature, arredi e servizi accessori delle sale. Il suddetto credito d’imposta, a pena di inammissibilità ovvero di decadenza, spetta in relazione a lavori effettuati in sale a condizione che ciascuna sala cinematografica:

a) rispetti i requisiti di accessibilità dei soggetti portatori di handicap motorio;

b) sia, o venga adeguata alla fruizione da parte delle persone con disabilità sensoriale, anche mediante l’utilizzo di sottotitoli e strumenti di audiodescrizione, sulla base di un apposito piano di intervento, compatibile con le caratteristiche strutturali e funzionali della sala e con il relativo bacino di utenza, allegato alla richiesta preventiva;

c) svolga l’attività di pubblico spettacolo cinematografico per i successivi tre anni decorrenti dalla data di presentazione della richiesta definitiva.

Per quanto riguarda le aliquote del credito d’imposta, alle imprese dell’esercizio cinematografico è riconosciuto un credito di imposta pari al:

a) 25 per cento del costo eleggibile per la realizzazione di nuove sale o per il ripristino di sale inattive, nonché per la ristrutturazione di sale esistenti che comportino l’incremento del numero di schermi;

b) 20 per cento del costo eleggibile per la ristrutturazione e l’adeguamento strutturale e tecnologico delle sale e per l’installazione, la ristrutturazione, il rinnovo di impianti, apparecchiature, arredi e servizi accessori delle sale.

Se tali interventi sono realizzati dalle piccole e medie imprese dell’esercizio cinematografico l’aliquota è innalzata al 30 per cento del costo eleggibile.

Le aliquote sono elevate al 40 per cento del costo eleggibile per gli investimenti:

a) realizzati dalle piccole e medie imprese dell’esercizio cinematografico su sale storiche, ovunque ubicate;

b) realizzati da micro imprese ovvero imprese di esercizio di nuova costituzione ovvero costitute nei precedenti trentasei mesi, decorrenti dalla data di richiesta preventiva, e che non siano state costituite a seguito di fusione o scissione societaria o a seguito di cessione di azienda o di ramo di azienda.

L’aliquota è elevata al 40 per cento del costo eleggibile anche per gli investimenti realizzati da micro, piccole e medie imprese su sale ubicate in comuni con popolazione inferiore ai 15.000 abitanti ovvero in comuni sprovvisti di sale cinematografiche e non confinanti con città metropolitane.

L’aliquota è elevata al 40 per cento del costo eleggibile altresì per gli investimenti realizzati dalle piccole e medie imprese dell’esercizio cinematografico su sale fino a due schermi, ubicate in comuni con popolazione inferiore a 15.000 abitanti.

Nel caso in cui gli investimenti includano l’acquisto dell’area o dell’immobile, i costi massimi ammissibili sono aumentati del 20 per cento. L’importo minimo di costo eleggibile è pari a euro 15.000,00.

Il credito d’imposta in commento non può essere autorizzato in misura superiore ad euro 2.000.000,00 annui per ciascuna impresa o gruppo di imprese.

Sempre relativo alle imprese di esercizio cinematografico è il credito d’imposta riconosciuto al fine di potenziare l’offerta cinematografica ed, in particolare, al fine di potenziare la presenza in sala di opere audiovisive di nazionalità italiana o di altro Paese dell’Unione europea.

Gli esercenti delle sale cinematografiche possono accedere a tale credito a condizione che la loro programmazione sia conforme ai seguenti criteri:

a) l’intera proiezione dei film abbia sempre avuto effettiva e completa esecuzione;

b) i titoli d’accesso siano emessi in conformità alla vigente normativa fiscale.

A tali condizioni è riconosciuto un credito di imposta fino ad un massimo del 20 per cento degli introiti, al netto dell’imposta sul valore aggiunto, derivanti dalla programmazione di film, con particolare riferimento ai film italiani ed europei, anche con caratteristiche di documentario, effettuata nelle rispettive sale cinematografiche con modalità adeguate a incrementare la fruizione da parte del pubblico.

Il credito d’imposta in commento è, dunque, calcolato sugli introiti, al netto dell’imposta sul valore aggiunto, derivanti dalla bigliettazione relativa ai film ed applicando su tali introiti le aliquote indicate nella Tabella 7 allegata al decreto in analisi.

Tali aliquote sono determinate tenendo conto della nazionalità italiana ed europea dei film, della tipologia di film, della tipologia di impresa, della tipologia di sala cinematografica, con particolare riferimento alle piccole sale cinematografiche ubicate nei comuni con popolazione inferiore ai 15.000 abitanti, e del periodo di programmazione del film medesimo.

Dette aliquote variano in funzione della tipologia di impresa e della loro appartenenza o meno alla categoria delle micro, piccole e medie.

In alternativa alle modalità di calcolo di cui ai precedenti commi, possono determinare il credito d’imposta spettante applicando l’aliquota del 20 per cento sui corrispettivi derivanti dalla bigliettazione di film italiani ed europei e dei film d’essai:

a) le micro imprese dell’esercizio cinematografico;

b) le imprese di nuova costituzione ovvero costituite nei precedenti trentasei mesi e che non siano state costituite a seguito di fusione o scissione societaria o a seguito di cessione di azienda o di ramo di azienda, e che altresì non comprendano soci, amministratori e legali rappresentanti di un’altra impresa dell’esercizio cinematografico, fino al 31 dicembre del quarto anno successivo l’anno di costituzione.


Credito d’imposta per le imprese di produzione esecutiva e di post-produzione

Alle imprese di produzione esecutiva e di post-produzione è riconosciuto un credito d’imposta, in misura non inferiore al 25 per cento e non superiore al 30 per cento della spesa sostenuta sul territorio nazionale per la realizzazione di opere audiovisive, o parti di esse, non aventi il requisito della nazionalità italiana, utilizzando prevalentemente manodopera italiana o dell’Unione europea, su commissione di produzioni estere entro il limite massimo annuo, per ciascuna impresa o gruppo d’imprese, di euro 20.000.000,00.

Sono ammessi ai benefici previsti nel presente Capo le imprese di produzione esecutiva e di post-produzione:

a) che abbiano sede legale nello Spazio Economico Europeo;

b) che, al momento dell’utilizzo del beneficio, siano soggette a tassazione in Italia per effetto della loro residenza fiscale, ovvero per la presenza di una stabile organizzazione in Italia, cui sia riconducibile l’opera audiovisiva cui sono correlati i benefici;

c) che abbiano capitale sociale minimo interamente versato e un patrimonio netto non inferiori a euro 40.000,00, sia nel caso di imprese costituite sotto forma di società di capitale sia nel caso di imprese individuali di produzione ovvero costituite sotto forma di società di persone; tali limiti sono ridotti all’importo di euro 10.000 in relazione alla produzione di cortometraggi;

d) che siano diverse da associazioni culturali e fondazioni senza scopo di lucro;

e) che siano in possesso di classificazione ATECO J 59.1. (attività di produzione, post-produzione e distribuzione cinematografica, di video e di programmi televisivi, registrazioni musicali e sonore).

Il credito d’imposta in commento è riconosciuto in relazione alle spese sostenute sul territorio italiano per la produzione di opere audiovisive estere che abbiano i requisiti di eleggibilità culturale di cui alla Tabella A, allegata al decreto “tax credit produzione”.

Le opere audiovisive eleggibili al credito d’imposta sono:

a) le opere cinematografiche o film;

b) le opere televisive;

c) le opere web.

Il credito d’imposta è concesso in relazione alle spese di produzione, effettuate sul territorio italiano, che non eccedano il 75 per cento del costo complessivo di produzione dell’opera audiovisiva. Il costo complessivo di produzione dell’opera audiovisiva dovrà essere attestato dall’impresa straniera committente. Sono ammesse le spese sostenute in altro Stato membro dell’Unione Europea, fino a un massimo di un sesto della suddetta quota del 75 per cento.

Ai fini della fruizione del credito d’imposta in commento, le imprese di produzione esecutiva e le imprese di post-produzione italiane non devono possedere quote di diritti sull’opera audiovisiva.


Credito d’imposta per le imprese esterne al settore cinematografico e audiovisivo (c.d. “tax credit esterno”)

Alle imprese esterne al settore cinematografico e audiovisivo è riconosciuto un credito d’imposta nella misura del 20 per cento degli apporti in denaro versati a titolo di investimento di rischio per la produzione di film di nazionalità italiana di lungometraggio, in esecuzione di contratti di associazione in partecipazione stipulati con produttori indipendenti italiani ai sensi dell’art. 2549 del codice civile, fino all’importo massimo annuo di euro 1.000.000,00 per impresa e di euro 2.000.000,00 per gruppo di imprese.

L’aliquota massima è elevata al 40 per cento nel caso di apporto in denaro effettuato per lo sviluppo e la produzione di opere che abbiano ricevuto i contributi selettivi disciplinati dall’art. 26 della Legge cinema citata.

Il credito d’imposta spetta a condizione che:

a) gli apporti siano interamente indicati nel piano finanziario a copertura del fabbisogno finanziario relativo al costo di produzione del film;

b) gli apporti rappresentino almeno il 5 per cento del costo eleggibile di produzione, come indicato nella richiesta definitiva;

c) gli importi riconosciuti all’impresa esterna a titolo di restituzione dell’apporto non superino il 70 per cento dell’apporto stesso (60 per cento dell’apporto stesso per le opere che hanno ricevuto i contributi selettivi);

d) ai fini della restituzione dell’apporto nonché del riconoscimento di utili all’investitore esterno, siano utilizzati esclusivamente proventi derivanti dallo sfruttamento economico dell’opera, di pertinenza del produttore, non inseriti nel piano finanziario a copertura del costo complessivo di produzione e maturati, a prescindere dal momento dell’incasso, dopo l’ottenimento del nulla osta di proiezione in pubblico; ai fini della restituzione dell’apporto nonché del riconoscimento degli utili sono utilizzabili i proventi derivanti dallo sfruttamento economico dell’opera in Paesi diversi dall’Italia, non inseriti nel piano finanziario, maturati non prima di trenta giorni successivi alla data di stipula del contratto di associazione in partecipazione;

e) gli apporti siano versati e i relativi contratti registrati entro la data della presentazione della richiesta di rilascio del nulla osta di proiezione in pubblico del film, di cui alla legge 21 aprile 1962, n. 161;

f) la restituzione totale ovvero parziale dell’apporto all’impresa esterna non avvenga prima di tre mesi decorrenti dalla data di ottenimento del nulla osta di proiezione in pubblico;

g) almeno l’80 per cento degli apporti risultino spesi sul territorio nazionale secondo le disposizioni sul calcolo delle spese sostenute sul territorio italiano ai fini del vincolo della territorialità.

Nel caso di produzioni associate tra due o più coproduttori, le condizioni descritte si applicano anche pro quota ad ogni singolo co-produttore.


Utilizzazione dei crediti d’imposta

I crediti d’imposta sopra descritti non concorrono alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e del valore della produzione ai fini dell’imposta regionale sulle attività produttive e non rilevano ai fini del rapporto di cui agli articoli 96 e 109, comma 5, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni.

Sono utilizzabili esclusivamente in compensazione ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241 a decorrere dal giorno 10 del mese successivo alla data in cui si considera maturato il diritto alla loro fruizione e, comunque, a condizione che siano state rispettate le procedure previste per il suo riconoscimento.

La compensazione può avvenire con ogni forma di tributi e contributi (anche l’IVA) e può essere effettuata senza limiti di tempo.

Per espressa previsione legislativa, poi, i crediti d’imposta in commento non sono soggetti al limite di utilizzo di cui all’art. 1, comma 53, legge 244/2007 (c.d. limite speciale di Euro 250.000,00).

Inoltre, come chiarito dall’Agenzia delle Entrate nelle risposte n. 152 e 153 agli interpelli proposti da società contribuenti operanti nel settore della gestione di sale cinematografiche, ai suddetti crediti d’imposta non si applica, altresì, il limite generale di utilizzo di cui all’art. 34, comma 1, della Legge n. 388/2000 (Euro 700.000,00) dal momento che il suddetto limite non opera con riguardo a crediti d’imposta che, al pari di quelli in commento, nascono dall’applicazione di discipline agevolative sovvenzionali, consistenti nell’erogazione di contributi pubblici sotto forma di crediti compensabili con debiti tributari o contributivi.

Per i crediti d’imposta in commento, infatti, è stato istituto un apposito fondo dall’articolo 13 della Legge n. 220/2016 (c.d. Fondo per il cinema e l’audiovisivo) destinato a finanziare gli interventi previsti.

Pertanto, i crediti d’imposta cinematografici ed audiovisivi non sono soggetti ad alcun limite di utilizzo eccetto quello legato alle risorse stanziate nel relativo fondo.


Cessione dei crediti d’imposta

I crediti d’imposta descritti, ad eccezione del c.d. “tax credit esterno”, sono cedibili dal beneficiario ad intermediari bancari (incluso l’Istituto per il credito sportivo), finanziari ed assicurativi, sottoposti a vigilanza prudenziale.

L’Agenzia delle Entrate, con risposta ad interpello n.191 del 13 giugno 2019, ha precisato che il trasferimento dei crediti d’imposta è consentito, nell’ambito del consolidato fiscale nazionale, ai soli fini della compensazione con l’IRES del gruppo e per la parte non eventualmente utilizzata dalle singole società per l’assolvimento di altri tributi.

In al caso, infatti, non si tratta di una vera e propria cessione a terzi del credito d’imposta ma di un trasferimento dello stesso al consolidato fiscale cui partecipa la stessa società cedente in qualità di consolidata, nell’ambito di un sistema di tassazione designato dal legislatore per consentire la determinazione di un reddito imponibile unico e per abbattere l’IRES di gruppo anche attraverso l’utilizzo in compensazione dei crediti e delle eccedenze d’imposta trasferiti dalle imprese che vi aderiscono.

In ogni caso, i soggetti cessionari possono utilizzare il credito ceduto solo in compensazione dei propri debiti d’imposta o contributivi.

Ai fini della cessione del credito d’imposta, il beneficiario richiede alla Direzione Generale Cinema l’attestazione in merito al riconoscimento ed all’effettività del diritto al credito maturato alla data della richiesta medesima.

Entro sessanta giorni dalla data di ricezione della richiesta, la Direzione Generale Cinema verifica l’effettività del credito maturato e, in presenza degli altri requisiti, rilascia l’attestazione richiesta.

La cessione del credito non pregiudica, in ogni caso, i poteri delle competenti amministrazioni finanziarie relativi al controllo delle dichiarazioni dei redditi e all’accertamento e all’irrogazione delle sanzioni nei confronti del cedente il credito d’imposta.

17 giugno 2020







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