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ESERCIZI DI STILE

di Raymond Queneau

ESERCIZI DI STILE

Introduzione e traduzione di Umberto Eco

 

Raymond Queneau, scrittore francese (Le Havre 1903 – Parigi 1976), inizialmente vicino ai surrealisti, recuperò in chiave sperimentale generi tradizionali. Q. è soprattutto uno scrittore in continua ricerca di una vitalità espressiva mediante il continuo tentativo dell’innovazione linguistica. Questa si produce grazie a una forte accentuazione della soggettività lessicale e sintattica. Tali caratteri rivelano anzitutto le opere narrative che pongono in crisi la nozione tradizionale del romanzo a personaggi, per far luogo a un’interpretazione dell’animo popolare. “Les temps mêlés” (1941) presenta uno stesso avvenimento in tre stili diversi. Questo senso del relativo, in cui s’insinua un’amara vena umoristica, raggiunge il colmo in “Exercices de style” (1947), dove si allineano 99 versioni diverse, specialmente nella manifestazione linguistica, dello stesso fatto banale. (by Treccani).

 

Il capolavoro di Queneau, con alcune pagine inedite, viene riproposto alla luce di un’interpretazione innovativa: non solo un fuoco d’artificio stilistico e un moderno manuale di retorica, ma il libro più incisivo e vissuto dallo scrittore francese, dal sapore autobiografico. Queneau declina la letteratura come una sorta di gioco di sponda con la vita, dove questa è rappresentata attraverso l’onirico e il simbolico, e dove l’immaginazione lascia soltanto trasparire barlumi di realtà e per di più chiama in causa il lettore, che ha davanti un’intera tavolozza per ricreare quelle immagini appena tratteggiate.

Immergersi nelle pagine di “Esercizi di Stile” è di per sé un esercizio alla meraviglia e alla scoperta di come una storia, con gli stessi personaggi e luoghi, può avere contorni, spazi di azione e dinamiche emotive diverse, pur rimanendo essenzialmente identica.

Queneau, come divinamente spiegato in prefazione dal grande Umberto Eco, sembra “collaudare” le figure retoriche; per la verità ne tralascia talune. Mancano, infatti, sineddoche, metonimia, ossimoro e zeugma; abbondano metaplasmi, anagrammi, metalogismi e lipogrammi.

Torniamo alla storia. Un episodio di vita quotidiana, di sconcertante banalità, e novantanove variazioni sul tema, in cui la storia viene ridetta mettendo alla prova tutte le figure retoriche, i diversi generi letterari (dall’epico al drammatico, dal racconto gotico alla lirica giapponese), giocando con sostituzioni lessicali, frantumando la sintassi, permutando l’ordine delle lettere alfabetiche… Un effetto comico travolgente, che già si è prestato a realizzazioni teatrali, ma al tempo stesso un esperimento sulle possibilità del linguaggio che può essere usato, come già è avvenuto, per fini didattici.

La lettura nella lingua originale sublima le capacità letterarie dell’autore, ma la sontuosa traduzione di Umberto Eco consente al lettore italiano di non perdersi nulla dell’essenza dello scritto di Queneau.

La lettura di “Esercizi di Stile” consente al lettore di gustare parola per parola e soprattutto di esercitarsi nell’arte della meraviglia e della sorpresa che non si perde mai, anzi cresce pagina dopo pagina.

Buona lettura.

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