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ERRORE SANITARIO: LA FAMIGLIA OTTIENE RISARCIMENTO

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Responsabilità medica del Vito Fazzi di Lecce. Renna Studio Legale ottiene il risarcimento per la famiglia vittima dell’errore sanitario.

Lo scorso sette maggio, il Tribunale di Lecce ha accolto la domanda di risarcimento danni proposta dalla vedova e dai figli di un paziente deceduto, nel 2015, presso l’U.O. di Cardiologia del P.O. Vito Fazzi di Lecce.

La famiglia, assistita da Renna Studio Legale, con un team composto dagli avvocati Alessandra De Benedittis e Riccardo Renna, ha ottenuto l’accertamento di una grave responsabilità dovuta a colpa di organizzazione imputabile all’amministrazione sanitaria leccese, ottenendo un risarcimento complessivamente superiore a 600mila euro.

Il paziente, poi deceduto, era stato sottoposto, presso il detto nosocomio, ad un delicato intervento al cuore, eseguito dai sanitari in modo ineccepibile.

A distanza di pochi giorni dall’intervento, però, si era manifestata una complicanza post-operatoria.

Tuttavia, non fu possibile praticare l’intervento salva-vita e gestire tempestivamente la complicanza poiché tutte le sale operatorie erano occupate per la contestuale esecuzione, nello stesso reparto, di interventi programmati.

I fatti sono stati, dapprima, portati a conoscenza della magistratura penale da parte dei familiari della vittima.

Nonostante, a seguito della denuncia querela, sporta con il patrocinio dell’avvocato Mariagrazia Barretta, sia stato aperto un procedimento penale nei confronti del personale sanitario che avrebbe dovuto impedire quanto occorso allo sfortunato paziente, corretta si è rivelata la scelta dei familiari della vittima, assistiti da Renna Studio Legale, di non costituirsi parte civile nel procedimento penale e di promuovere separato giudizio davanti al Tribunale civile di Lecce.

Il procedimento penale, infatti, si è concluso con l’assoluzione di tutti gli imputati.

In sede civile, invece, lo scorso sette maggio, il Tribunale ha accolto la domanda di risarcimento danni proposta dalla vedova e dai figli del paziente deceduto.

Il Tribunale ha condiviso la difesa dei congiunti superstiti ed ha riconosciuto come sia ingiustificabile, per le modalità in cui si è verificato, il decesso di un paziente ricoverato nel principale ospedale del territorio locale, in un reparto ad altissima specializzazione come quello di cardiochirurgia.

Si legge nella sentenza che:

qualora determinate sale operatorie siano occupate per l’esecuzione di interventi programmati, debbono essere riservate, ossia libere e pronte all’uso, in misura congrua, anche sale operatorie per la cura delle possibili emergenze, tanto più che, nella specie, la prestazione pretesa era richiesta al principale ospedale del capoluogo salentino, con un bacino di utenza di centinaia di persone”.

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