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ECCEZIONE DI NULLITÀ DELLA FIDEIUSSIONE BANCARIA IN SEDE ESECUTIVA. Commento alla Sentenza Trib. Roma n. 2333/2024 del 6.2.2024

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Un tema di rilevante importanza, in un’ottica di tutela dei fideiussori, concerne l’eccezione di nullità della fideiussione bancaria in sede esecutiva.

Nel caso in esame, Caia eccepisce, quale secondo motivo di opposizione a precetto, la conformità della fideiussione omnibus allo schema ABI del 2003 censurato da Banca d’Italia, nonché la nullità delle clausole vessatorie della fideiussione omnibus per violazione del Codice del Consumo.

Tale eccezione, per stessa dichiarazione di parte opponente, è stata spiegata per la prima volta nell’atto di appello, svolto avverso la sentenza titolo esecutivo portato ad esecuzione, tuttora pendente tra le parti.

In questo caso, il Tribunale non poteva fare molto dal momento che si trattava di fatti anteriori alla formazione del titolo. Ciò non toglie che far valere le medesime ragioni sollevate in sede di merito nell’ambito di una opposizione all’esecuzione potrebbe rispondere ad una strategia processuale rimessa unicamente al difensore.

Sul punto, il Tribunale di Roma ha affermato:

detta eccezione non può che essere trattata dinanzi al giudice del giudizio di merito, già pendente tra le parti e che, in nessun caso, di tanto può essere interessato il giudice dell’opposizione a precetto. Nel giudizio di opposizione all’esecuzione, promossa in base a titolo esecutivo di formazione giudiziale, la contestazione del diritto di procedere ad esecuzione forzata può essere fondata su vizi di formazione del provvedimento solo quando questi ne determinino l’inesistenza giuridica, atteso che gli altri vizi e le ragioni di ingiustizia della decisione possono essere fatti valere, ove ancora possibile, solo nel corso del processo in cui il titolo è stato emesso, spettando la cognizione di ogni questione di merito al giudice naturale della causa in cui la controversia tra le parti avrebbe dovuto svolgersi”.

E’ pacifico in Giurisprudenza il principio in base al quale, ove a fondamento della prospettata azione esecutiva sia posto un titolo di formazione giudiziale, il potere di cognizione del giudice dell’opposizione all’esecuzione ex art. 615 comma primo c.p.c. sia limitato all’accertamento della portata esecutiva del titolo posto a fondamento dell’azione stessa, mentre eventuali ragioni di merito o di rito incidenti sulla formazione del titolo devono essere fatte valere unicamente tramite l’impugnazione della sentenza (o altro titolo di formazione giudiziale) che costituisce il titolo medesimo (Cass. Civ. Sez. III n. 24752 del 7.10.2008). Pertanto, nel giudizio di opposizione a precetto, così come in generale nei procedimenti di opposizione all’esecuzione o agli atti esecutivi, possono, dunque, essere dedotti a sostegno della contestazione del diritto di agire esecutivamente, solo quei motivi riconducibili a contestazioni attinenti il difetto originario del titolo esecutivo in termini di inesistenza. Al di fuori di questi casi non sussiste il potere di cognizione del giudice dell’opposizione se non in relazione a fatti estintivi o modificativi successivi alla formazione del titolo. (Sentenza 3240/2015 Tribunale di Roma).

Ma v’è di più. Discorrere di fatti successivi alla formazione del titolo può trarre in inganno poiché, nel caso, ad esempio, di un decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo, la formazione del titolo parrebbe segnata dal momento in cui il decreto venga dotato di clausola di provvisoria esecutività, sicchè ogni fatto (estintivo, modificativo, impeditivo) successivo a tale momento potrebbe essere oggetto di una opposizione all’esecuzione.

Risalente giurisprudenza della Cassazione ha invece ritenuto che per formazione del titolo deve intendersi il momento in cui il titolo viene coperto da giudicato. Ogni fatto intervenuto nelle more potrà essere conosciuto unicamente dal giudice del merito.

Occorre porre attenzione affinché l’eccezione di nullità della fideiussione bancaria in sede esecutiva sia correttamente sollevata onde evitare il rischio e le conseguenze di un rigetto della opposizione

 

ECCEZIONE DI NULLITÀ DELLA FIDEIUSSIONE BANCARIA IN SEDE ESECUTIVA

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