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DIRITTO ALLO SPECCHIO

di Gustavo Zagrelbesky

DIRITTO ALLO SPECCHIO

“D” come Diritto. Esiste una cosa chiamata diritto?
Perché i giuristi sono tanto litigiosi, soprattutto sulle
questioni fondamentali?
Un percorso tra le tante, affascinanti e repulsive
immagini del diritto.

 

GUSTAVO ZAGREBELSKY è professore emerito di diritto costituzionale all’Università di Torino. Ha pubblicato presso Einaudi “Il diritto mite” (1992), ”Il «crucifige!» ” e ”La democrazia” (1995 e 2007), ”La domanda di giustizia”, insieme con Carlo Maria Martini (2003), ”Principî e voti” (2005), ”Imparare democrazia” (ultima edizione 2016), “Intorno alla legge” (2009), “Sulla lingua del tempo presente” (2010), “Giuda” (2011), “Simboli al potere” (2012), “Fondata sul lavoro” (2013), “Fondata sulla cultura” (2014), “Liberi servi” (2015), “Senza adulti” (2016) e “Diritti per forza” (2017).

Il giurista raccoglie, nel saggio “Diritto alla specchio”, una serie di lezioni tenute presso il  San Raffaele di Milano. Esse sono centrate su un interrogativo: come fa una società a rendere coeso quell’insieme di interessi che l’attraversano?

Ma se questa è la domanda centrale, molte altre caratterizzano il perimetro del saggio di Zagrelbesky, ossia: Che cos’è il diritto? Come si cerca di definirlo? Che cosa sono il diritto naturale, il diritto sociale, la legge? In che modo si interpreta e si applica la legge? Che cosa sono le istituzioni e perché ci si affida a loro e con quali vantaggi e pericoli? Che cosa è lo Stato, lo Stato di diritto e lo Stato costituzionale? Quale posto occupa la giustizia nel diritto?…

Convincente la scelta di “disvelare” il Diritto riflesso nello specchio. Spiega l’Autore: «…Mi piaceva l’idea di specchio come speculum. Paolo di Tarso dice che la condizione umana consente di vedere le cose solo “per speculum in  enigmate”, cioè riflesse e velate. Quasi a significare che la verità ha una sostanziale inafferrabilità»

Scrittura interessante quella di Zagrebelsky, tuttavia bisogna essere un poco allenati al linguaggio e ragionamento giuridico dell’autorevole accademico.

È un po’ come salire una vetta, occorrono attrezzatura e fiato, resistenza e scarpe adatte. Il paesaggio intorno lascia incantati ma, si rischia di perdere tempo, attardandosi, mentre il giorno trascorre.

Il pamphlet si muove su un progetto di scrittura ben congegnato; molti i rinvii ai principali istituti giuridici e alle relative fonti, un viaggio nella storia del diritto in una carrozza di “prima classe” ornata di specchi, dove sembra riflettersi, l’amabile narrazione del Prof. Zagrebelsky.

Il ragionamento dell’Autore porta il lettore a ritenere il diritto quale espressione di visioni diverse, risultato di un conflitto culturale sempre materia disputabile.

Ciò, però, non costituisce un punto di debolezza per il diritto, ma il suo contrario; l’illustre Accademico, tra le due accezioni antinomiche di diritto, “Forte” – “Debole”, si orienta su una terza: il diritto “Mite”. Qui tesse l’elogio per la capacità di sintesi ed armonizzazione di quest’ultima qualità del Diritto.

Il volume, edito nel 2018, offre anche una attenta analisi del tempo presente, temi etici quali la fecondazione eterologa e il suicidio assistito, ovvero, il dibattito sul “presunto” o “reale” ruolo “supplente” assolto dalla Magistratura. Vi è inoltre, ad una disamina del concetto di Sovranità, consentendo, al lettore, di assumere strumenti di valutazione della realtà e di interpretazione del diritto sempre attuali.

 

Vincenzo Candido Renna

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