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IRREPERIBILITÀ DEL DESTINATARIO: LE POSSIBILI CONTESTAZIONI ALLE NOTIFICHE DEGLI ATTI TRIBUTARI

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Il procedimento di notifica degli atti tributari richiede formalità specifiche che aprono la strada alla contestazione della legittimità dell’atto

 

La notifica degli atti tributari è un procedimento vincolato, in cui la legge prescrive l’osservanza di formalità peculiari al fine di tutelare il contribuente nei confronti della pretesa impositiva, garantendo l’imparzialità ed il buon andamento della Pubblica Amministrazione.

Spesso, la corretta notificazione degli avvisi di accertamento e delle cartelle esattoriali può determinare la possibilità o meno di contestare le pretese fiscali avanzate. Tuttavia, la complessità delle procedure di notifica e le diverse modalità previste dalla legge possono generare confusioni e incertezze.

Comprendere le regole che disciplinano la notifica degli atti è essenziale per evitare di trovarsi in situazioni in cui non si è consapevoli delle comunicazioni ricevute o si rischia di perdere i termini per impugnare.

Merita un’attenta valutazione la regolarità del procedimento notificatorio nei casi di irreperibilità del contribuente poiché, in siffatte ipotesi, la legge prevede adempimenti particolari.

Le recenti pronunce giurisprudenziali e, in particolare, la sentenza delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione n. 10012/2021 che consolida un orientamento pressoché omogeneo formatosi nel corso degli anni, hanno chiarito importanti aspetti riguardanti le procedure di notifica degli atti tributari, trattando accuratamente il tema dell’irreperibilità del destinatario dell’atto, fissando la fondamentale distinzione tra irreperibilità assoluta e irreperibilità relativa.

Quando il destinatario è assolutamente irreperibile, l’onere di notifica può essere assolto dall’Ufficio con affissione nella casa comunale (ex art. 60 comma 1 lett. b-bis) DPR 600/1973) solo a seguito di sufficienti ricerche atte ad accertare l’assenza, nel comune del domicilio fiscale, dei luoghi indicati dall’art. 140 c.p.c. (abitazione, ufficio, azienda).

In tali casi, si può escludere per il notificante l’onere di dare avviso del deposito con raccomandata con (anche) avviso di ricevimento, essendo sufficiente la raccomandata “semplice” ove si attesta la spedizione dell’avviso di deposito.

Al contrario, in presenza di irreperibilità relativa (ex art. 8 L. 890/1982 e art. 140 c.p.c.), dovuta a rifiuto alla ricezione, assenza temporanea o incapacità del consegnatario, con conseguente deposito dell’atto presso l’ufficio postale ovvero presso la casa comunale, la prova del procedimento di notificazione è fornita mediante la produzione dell’avviso di ricevimento della comunicazione di avvenuto deposito dell’atto notificato, essendo carente la sola prova della spedizione dell’avviso.

Invece, qualora la consegna avvenga a persona diversa dal destinatario (ex art. 7 comma 6 L. 890/1982 e art. 139 c.p.c.) opera una presunzione di successiva conoscenza dell’atto, poiché consegnato a persone aventi un rapporto col destinatario ritenuto all’uopo idoneo dal legislatore e, pertanto, l’amministrazione notificante produrre relata di notifica con indicazione del consegnatario che si dichiara convivente e l’invio della raccomandata semplice con cui si informa il contribuente dell’avvenuta consegna dell’atto a persona diversa.

In giudizio, la presunzione di conoscenza successiva non può essere superata fornendo prove costituite da risultanze anagrafiche differenti, adducendo, ad esempio, una diversa residenza rispetto al luogo in cui è avvenuta la consegna, poiché la dichiarazione di convivenza resa dal consegnatario assorbe ogni questione relativa al luogo di consegna.

Quindi, si deve contestare il rapporto di convivenza (o assimilato) tra il contribuente e la persona cui è stato consegnato l’atto.

Conoscere le particolarità del procedimento notificatorio consente di individuare ulteriori profili di illegittimità degli atti tributari, permettendo l’impugnazione anche nei casi in cui il merito della pretesa non lascia spazio a contestazioni.

Invero, di frequente l’amministrazione finanziaria può incorrere in errori nelle notifiche degli atti, aprendo la strada ad opposizioni fondate e, a tal fine, è necessaria una valutazione accurata e tempestiva volta ad identificare eventuali irregolarità della notifica dell’avviso di accertamento o della cartella di pagamento ricevuta, evitando che la complessità delle norme fiscali comprometta i diritti dei contribuenti.

Avv. Cristiano Marsella

 

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