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COMPLIANCE 231 E IMPRESE. OBBLIGO O OPPORTUNITA’?

Abstract

A 19 anni dalla emanazione del d.lgs. 231/01, le imprese italiane non sembrano aver trovato una risposta univoca alla domanda: la compliance 231 costo o opportunità?

La domanda può rivolgersi in altro modo: la compliance 231 e gli altri sistemi di controllo (anticorruzione/gestione ambientale/ responsabilità sociale, ecc…) rappresentano un costo o un investimento per un bilancio aziendale?

Vediamo di rispondere insieme.

La Compliance 231, dunque, costo o opportunità per l’impresa?

La locuzione costo richiama il concetto di spesa tout court, di imposizione, di contingenza al contrario investimento richiama il concetto di scelta, di prospettiva, di futuro e sviluppo.

Un vecchio adagio farebbe propendere per una soluzione mediana al dilemma sopra riportato, con il pendolo che oscilla più da un lato che dall’altro rispetto alle particolari vicende dell’impresa.

  1. Sandel, in un importante saggio[i], a proposito dei limiti morali del mercato sottolineava come: <<…Parte del fascino dei mercati si spiega col fatto che essi non giudicano le preferenze che soddisfano… l’unica questione che si pongono è: A quanto? C’è un prezzo per tutto!I Mercati non rimproverano. Non discriminano tra preferenze ammirevoli e preferenze spregevoli>>.

Ecco che,la funzione della legge, non solo quella penale, di porre dei limiti ai mercati, di segnare il discrimine tra lecito ed illecito, che può coincidere con le categorie morali di bene e male, svolge un ruolo imprescindibile di regolazione delle relazioni economiche sul mercato e ben si declina con l’applicazione dei sistemi di compliance.

L’estensione della 231 ai reati tributari.

Tornando alla Legge 231 e ai 19 anni compiuti, abbiamo visto crescere i reati presupposto, che in ipotesi di <<colpa organizzativa>> dell’impresa estendono la responsabilità da reato commesso dalla persona fisica nell’interesse della persona giuridica verso quest’ultima.

Il recente recepimento della c.d. direttiva PIF e l’estensione della Responsabilità delle imprese per i reati tributari, come ben sottolineato da una recentissima circolare della Guardia di Finanza[ii], a proposito di compliance, sembra far propendere il pendolo, da cui siamo partiti, verso il lato della contingenza, ossia, del vincolo, del costo necessario, più che dell’investimento nel futuro.

A ben guardare invece, proprio i militari delle Fiamme Gialle offrono un criterio interpretativo diverso, evidenziando come, proprio,  il ricorso alla Compliance 231 e alla Tax Compliance, in generale, consenta l’accesso al regime dell’adempimento collaborativo di cui agli articoli 3 e seguenti del d.lgs. 128/18, relativo alla valutazione condivisa con l’Agenzia delle Entrate delle situazioni suscettibili di generare rischi di natura tributaria.

Questo incentivo si aggiunge alla capacità esimente della legge 231, rispetto all’impresa in ipotesi di contestazione dei relativi reati presupposto.

Conclusioni

La compliance non è un prodotto, da acquistare al bancone dei servizi legali e non risponde alla domanda del Mercato: A quanto? Perché sottende un approccio che richiama i valori e i principi della morale in una sola parola: Etica.

Etica significa virtù, le virtù impongono scelte, le scelte la responsabilità.

La responsabilità, dal latino res pondere, portare il peso delle scelte, non implica soltanto un costo economico, ma un investimento di tempo, risorse umane e strumentali, capacità ed esperienze.

Ecco che compito dello specialista della compliance è accompagnare l’impresa e il management della stessa in un modello di sviluppo diverso, che non veda nella variabile prezzo il centro di tutto e nel profitto l’unico obiettivo.

Un modello di impresa rivolto alla logica della reciprocità che parta dall’idea che non può esserci un trade-off tra impresa e società e che la massimizzazione del profitto non può passare dalla violazione delle regole della convivenza civile a prescindere dalle sanzioni previste dal Legislatore.

La conclusione per noi è che l’Etica non ha prezzo ed è un’opportunità più che un costo.

 

[i] Quello che i soldi non possono comprare – Feltrinelli Editore Milano 2013 – traduzione Corrado Del Bò – Michael J. Sandel – Harward University – Professore di Filosofia Politica e Teoria del Governo

 

[ii] Circolare – Comando Generale Guardia di Finanza, prot. N. 0216816/20 del 1.09.20 avente ad oggetto: Modifica alla disciplina dei reati tributari e della responsabilità amministrativa degli enti.

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