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COMPAGNIA DI TELECOMUNICAZIONI CONDANNATA A RISARCIRE OLTRE 12 MILA EURO PER RITARDO NELL’ATTIVAZIONE DEL SERVIZIO

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Il Tribunale di Foggia ha dichiarato la società assistita dagli avv.ti Riccardo Renna e Maria Luisa Bilico non tenuta al pagamento della somma di € 23.000,00 pretesa dalla compagnia di telecomunicazioni, ed ha condannato quest’ultima al risarcimento di oltre € 12.000,00.

La vicenda

Una società, per motivi legati alla tipologia di attività esercitata, ha concluso con una nota azienda di telecomunicazioni un contratto per la realizzazione di 2 collegamenti per l’erogazione del servizio CDN 64 Kbps (circuito diretto numerico), c.d. linee delicate, dietro pagamento di un importo una tantum e di un canone annuo per ciascun collegamento.

Ai fini della realizzazione dei suddetti collegamenti, l’offerta della compagnia comprendeva anche la vendita diretta, comprensiva di installazione, configurazione e collaudo, di 2 router.

Tuttavia, terminata la realizzazione dei collegamenti e pagato interamente il corrispettivo dovuto una tantum all’azienda, la società committente non ha potuto usufruire del servizio oggetto di accordo a causa di un malfunzionamento dei suddetti router, che ne ha impedito fin da subito l’erogazione.

La società, dunque, ha prontamente segnalato alla compagnia il disservizio ed ha proposto, altresì, formale reclamo avverso le fatture che la stessa compagnia, nel frattempo, aveva iniziato ad emettere nei confronti della società per il pagamento dei canoni inerenti ai periodi in cui il servizio, in realtà, non era stato ancora mai erogato a causa del denunciato malfunzionamento.

Dopo oltre un anno di estenuanti solleciti da parte della società committente ad intervenire per la risoluzione dei problemi più volte segnalati alla compagnia, i tecnici incaricati da quest’ultima hanno finalmente provveduto alla riparazione dell’impianto e, dunque, alla corretta erogazione del servizio.

Nonostante il grave ritardo della compagnia nella risoluzione del malfunzionamento e, dunque, nell’erogazione del servizio oggetto di accordo, l’azienda di telecomunicazioni ha continuato ad addebitare alla società committente, per tutto il periodo in cui il servizio – in realtà – non era attivo, i canoni pari a complessivi € 23.296,30.

Per tale ragione, la società, assistita dagli avv.ti Riccardo Renna e Maria Luisa Bilico, si è vista costretta ad adire la competente Autorità giudiziaria per ottenere l’annullamento della fattura recante gli importi non dovuti, oltre al risarcimento dei danni patiti in conseguenza del ritardo nell’attivazione del servizio.

La sentenza del Tribunale di Foggia

Gli avv.ti Renna e Bilico, narrati i predetti fatti, hanno contestato alla compagnia di telecomunicazioni l’inadempimento agli obblighi contrattualmente assunti nei confronti della società committente.

La compagnia, infatti, era tenuta a fornire in via continuativa all’utente, previa realizzazione degli impianti all’uopo necessari, il servizio richiesto ed a garantire il ripristino tempestivo di eventuali disservizi o interruzioni nel tempo.

Alla luce della vicenda narrata, alcuna delle prestazioni a cui si era obbligata la compagnia è risultata esattamente e correttamente eseguita. E nonostante quanto occorso, in spregio ai generali canoni di correttezza e buona fede, la compagnia ha finanche preteso il pagamento dei canoni relativi al periodo in cui la società non ha potuto usufruire di alcun servizio.

Per tali ragioni, i difensori hanno, altresì, insistito per il risarcimento da parte della compagnia di telecomunicazioni di tutti i danni patiti dalla società committente in conseguenza del grave ritardo sia nell’intervento di riparazione, sia nell’attivazione del servizio richiesto.

In virtù delle suddette argomentazioni, gli avv.ti Renna e Bilico hanno domandato al Tribunale di Foggia di accertare e dichiarare l’inadempimento della compagnia di telecomunicazioni e, di conseguenza, la dichiarazione di non debenza della somma di € 23.296,30 portata dalla fattura emessa dalla stessa compagnia, oltre al risarcimento dei danni quantificati in complessivi € 12.637,50.

Il Tribunale, condividendo appieno le argomentazioni difensive degli avv.ti Riccardo Renna e Maria Luisa Bilico ha accolto integralmente la domanda della società committente dichiarandola non tenuta al pagamento della somma di € 23.296,30, portata dalla fattura indebitamente emessa dalla compagnia di telecomunicazioni, ed ha condannato quest’ultima a pagare in favore della società, oltre alle spese legali, la somma complessiva di € 12.637,50 per la ritardata attivazione del servizio richiesto, oltre interessi legali.

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