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COME CEDERE I CREDITI COMMERCIALI ALLA BANCA?

Tempo di lettura: 2 minuti

UTILITÀ DELLA CESSIONE DEI CREDITI.

Probabilmente, prima di chiederci come cedere i crediti alla banca, il primo interrogativo che viene naturale porsi è: perché cedere i crediti?

Tramite lo strumento della cessione dei crediti, l’imprenditore può trovare risposta al proprio bisogno di liquidità.

Accade spesso, difatti, che i crediti concessi alla clientela aumentino esponenzialmente e che i tempi di pagamento si allunghino ad oltranza, rendendo sempre più difficile l’attività di recupero oltre ad essere possibile causa di una crisi di liquidità. Ciò anche quando magari si tratti di crediti certi vantati nei confronti delle pubbliche Amministrazioni.

In tale contesto, la cessione dei crediti alla banca può rappresentare una soluzione al problema della gestione dei crediti o a quello della mancanza di liquidità.

 

SCONTO BANCARIO E FACTORING.

Tra i contratti che conseguono tale utilità, è possibile menzionare lo sconto bancario ed il factoring.

Si tratta di due tipologie contrattuali che tendono ad essere confuse.

Il factoring viene comunemente considerato come un’evoluzione dello sconto bancario. Quest’ultimo, infatti, è un contratto che prevede una sola prestazione tra le due parti, con la banca che si impegna a concedere all’azienda il credito non ancora scaduto, salvo buon fine dello stesso, detraendone gli interessi alla fonte come commissione. Nel factoring, invece, si è in presenza di prestazioni multiple con l’azienda di factor che rileva tutti i crediti dell’azienda precedente, non solo quelli in atto ma anche quelli che potrebbero presentarsi in futuro per tutta la durata contrattuale.

 

IN COSA CONSISTE IL CONTRATTO DI FACTORING?

Il factoring è un contratto con il quale l’impresa cede a una società specializzata i propri crediti esistenti o futuri, al fine di ottenere subito liquidità e una serie di servizi correlati alla gestione del credito ceduto, cioè la loro gestione e la loro amministrazione, l’incasso e l’anticipazione dei crediti prima della loro scadenza.

La società di factoring, quindi, si assume l’onere di riscuotere l’importo dei crediti dietro pagamento di una commissione e spesso fornisce anche finanziamenti all’impresa cliente sotto forma di anticipazioni sui crediti non ancora scaduti.

La fonte normativa cui fare riferimento è la legge n. 52 del 1991 (relativa all’acquisto dei crediti d’impresa).

Si può stipulare un contratto di factoring quando sussistono i requisiti previsti dall’articolo 1 della legge sopra menzionata. Tali requisiti sono di natura sia oggettiva che soggettiva.

Per quanto riguarda i primi:

  • l’oggetto del contratto deve essere la cessione di un credito pecuniario verso corrispettivo;
  • il credito ceduto deve avere origine dall’attività d’impresa svolta dal cedente.

I soggetti stipulanti infatti devono essere:

  • per quanto riguarda il cedente, un soggetto imprenditore;
  • il cessionario dev’essere “una banca o un intermediario finanziario, il cui oggetto sociale preveda l’esercizio dell’attività di acquisto di crediti d’impresa”. 

 

CONCLUSIONI.

Può immaginarsi quanta importanza possa avere la capacità di riscuotere i crediti e di assicurare liquidità alla propria impresa senza ritardo rispetto ai tempi convenuti. In questo senso, la cessione del credito alla banca (tramite le differenti tipologie contrattuali esistenti) può fornire un ausilio, pur dovendosi considerare i costi legati al relativo servizio, che tuttavia l’imprenditore dovrebbe ugualmente sopportare, in tutto o in parte, ove dovesse dotarsi del personale e delle strutture necessarie a conseguire il medesimo scopo.

 

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