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CIG, SGRAVI E DECONTRIBUZIONE. TUTTE LE ULTIME NOVITA’ CHE DEVI ASSOLUTAMENTE CONOSCERE…


Ti ricordi degli interventi del Governo nell’ultimo anno in materia di Cassa integrazione Guadagni, sgravi, incentivi e decontribuzione,  al fine di far fronte all’emergenza sanitaria da Covid-19, ampiamente trattati nei nostri precedenti articoli?

(per approfondimenti: https://rennastudiolegale.it/hai-gia-usufruito-degli-incentivi-sulle-assunzioni/; https://rennastudiolegale.it/nuovo-incentivo-lavoro-io-lavoro-vuoi-saperne-di-piu/; https://rennastudiolegale.it/decreto-agosto-riduzione-del-cuneo-fiscale/)

Dopo mesi di attesa, è intervenuto, al riguardo,  il testo della Legge di Bilancio 2021. 

Vediamo insieme quali sono le nuove previsioni.

E’ prevista una nuova proroga della CIG?

Sì. Già il D.L. Agosto aveva disposto 18 settimane, il Decreto Ristori 6 settimane, ora la manovra prevede la concessione dei trattamenti di cassa integrazione ordinaria, assegno ordinario e cassa integrazione in deroga per altre 12 settimane.

A differenza di quanto previsto dai precedenti provvedimenti, la cassa integrazione è gratuita, infatti i datori di lavoro non sono tenuti a versare un contributo addizionale, in caso di riduzione del fatturato inferiore al 20%, rispetto al 2019 o in assenza di contrazione.

La domanda deve essere inoltrata all’INPS entro la fine del mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o di riduzione dell’attività lavorativa. Tuttavia, in fase di prima applicazione, il termine di decadenza è fissato entro la fine del mese successivo a quello di entrata in vigore della manovra.

Quando può essere fruito il periodo di Cig?

Le 12 settimane di cassa integrazione devono essere fruite tra il 1° gennaio e il 31 marzo 2021 per la CIGO (Cassa Integrazione Guadagni ordinaria) ed entro il 30 giugno 2021 nel caso dell’assegno e della CIG (Cassa integrazione Guadagni) in deroga.

Eventuali periodi di cassa integrazione precedentemente richiesti che si collochino, anche parzialmente, in periodi successivi al 1° gennaio 2021 sono imputati, laddove autorizzati, alle 12 settimane.

Vi è la possibilità di un esonero contributivo alternativo alla CIG?

In continuità e in linea con il D. L. Agosto e con i Decreti Ristori, la legge di Bilancio riconosce ai datori di lavoro privati, con esclusione del settore agricolo, che non richiedono i nuovi trattamenti di integrazione salariale, l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali a loro carico per un ulteriore periodo massimo di otto settimane, fruibili entro il 31 marzo 2021.

Sono previsti sgravi per chi assume donne e giovani?

Sì, sono previsti anche nuovi sgravi contributivi per assumere donne e giovani.

L’esonero contributivo per chi assume giovani che non abbiano compiuto 36 anni è pari al 100%, nel limite massimo di 6.000 euro, per un periodo massimo di 36 mesi.

Tale esonero può essere di 48 mesi per i datori di lavoro privati che effettuino assunzioni in una sede o unità produttiva in Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna.

Lo sgravio è concesso sia per le nuove assunzioni a tempo indeterminato che per le stabilizzazioni di contratti a termine.

Gli sgravi per le assunzioni di lavoratrici (effettuate nel biennio 2021-2022) sono pari al 100%, nel limite massimo di importo pari a 6.000 euro annui.

Sono previsti incentivi per l’imprenditoria femminile?

E’ previsto anche un nuovo Fondo impresa femminile, con incentivi per l’imprenditoria femminile ed è stato introdotto anche un Fondo al fine di sostenere investimenti in capitale di rischio in progetti di imprenditoria femminile ad elevata innovazione tecnologica.

Sono previsti interventi di decontribuzione per le assunzioni al Sud?

E’ prevista una decontribuzione del 30% per le imprese del Mezzogiorno.

La Manovra prolunga fino al 31 dicembre 2029 la decontribuzione per le assunzioni al Sud, con uno sgravio diverso nei vari anni. In particolare, sarà pari al 30% dei complessivi contributi previdenziali versati sino al 31 dicembre 2025; sarà pari al 20% per il 2026 e il 2027 e, infine, pari al 10% per il 2028 e il 2029. 

Si precisa, altresì, che è prevista una percentuale di sgravio variabile per le  imprese, a seconda del numero di occupati e del fatturato dell’azienda.

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