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B – UNA VITA TROPPO

Tempo di lettura: 3 minuti

Filippo Ceccarelli

B

Una vita troppo

 

Filippo Ceccarelli Giornalista e scrittore, Filippo Ceccarelli, noto anche come Ceccarius ha cominciato la carriera giornalistica a Panorama, per poi lavorare presso la redazione romana de La Stampa occupandosi soprattutto di politica, Parlamento e costume anche come inviato. Dal 2005 editorialista e collaboratore del quotidiano la Repubblica. E’ celebre per il suo archivio di ritagli sui politici, donato nel 2015 alla Biblioteca della Camera dei deputati. La sua ultima pubblicazione è Invano. Il potere in Italia da De Gasperi a questi qua (2018).

 

Non facile il compito assolto da Ceccarelli, pensare di scrivere una biografia su un Uomo che nel bene e nel male ha rappresentato una sorta di ossimoro vivente e che ancora oggi ad un anno dalla dipartita attraversa la realtà come una presenza necessaria.

Saggio davvero interessante, “penna raffinata” quella di Filippo Ceccarelli, tra i pochi capaci di dare del <<TU>> alla realtà e/o alla storia, fotografandola per quella che è, senza infingimenti e ricca di contraddizioni, fragilità, illegalità, disfunzioni, ma anche opportunità, occasioni da cogliere, porte da aprire, luci da accendere sul futuro solo apparentemente già scritto.

Ecco che, nella qualità di lettore riconosco allo “scritto” la capacità di avermi offerto le lenti corrette per guardare ad una biografia controversa come quella di Silvio Berlusconi apprezzando sfumature e contorni anche legati al contesto che rafforzano talune convinzioni e ne indeboliscono tante altre apparentemente granitiche.

Scrive Ceccarelli:

<< Silvio Berlusconi esagerava sempre; esagerava per natura e per calcolo, per intuito e per convinzione. Non solo ne era perfettamente consapevole, ma lo ammetteva, lo proclamava, se ne vantava, ci scherzava su e lo dava addirittura per scontato. In qualche modo, finché è rimasto fra noi, poteva considerarsi un eccesso vivente; per altri versi ha coltivato la dismisura come una condizione per la sua stessa sopravvivenza.

Mai come dopo la sua morte si capisce quanto la sua sia stata una vita extra, eccedente, iperbolica, sproporzionata, esorbitante, incommensurabile. Una vita troppo, e ciascuno appoggi all’avverbio l’aggettivo che preferisce – anche se io ci ho da tempo rinunciato.

Troppo lui, dunque, e troppo anche questo librone. Ma chi altri se lo meritava? Quanti personaggi hanno attraversato la nostra epoca e la nostra esistenza? E perché mai rassegnarsi al pensiero che prima o poi non si possa e non si debba fare i conti con Berlusconi?

C’è qui dentro una tale mole di dati da spaventare qualunque benintenzionato lettore>>.

Tante domande, alle quali l’Autore risponde o meglio è il protagonista del racconto a rispondere con la sua storia e con i fatti.

700 pagine spaventerebbero chiunque, ma il fattore “B” è un integratore ad effetto immediato per cui iniziata la lettura non ci si stacca più.

Il volume è organizzato in cinque parti. La prima tiene insieme ricordi, riflessioni, un minimo di bilancio e una certa quota di bizzarrie sul fenomeno berlusconiano nel suo complesso.

Le altre quattro rispondono all’idea di una vera e propria biografia. La loro suddivisione ripercorre le quattro stagioni dell’anno e del naturale ciclo biologico che governa la vita delle persone.

  • In estrema sintesi, la Primavera va dalla nascita di Berlusconi, nel 1936, fino alla rinascita seguita alla crisi del suo primo governo, sul finire del secolo, 1999 o giù di lì.
  • L’Estate racconta gli anni della riconquista e del dominio al quale, non solo in politica, può farsi risalire la più fiorente età berlusconiana e si conclude con le elezioni, non vinte ma neanche perse, del 2008.
  • Nell’Autunno il Cavaliere sta per compiere i suoi fatidici settant’anni, è di nuovo al potere, ma combina davvero parecchi guai, di vario genere, ed è costretto a farsi da parte nel 2011.
  • L’Inverno infine si concentra sulle conseguenze di quei guai e sulla vecchiaia, che pure offre tante sorprese, anche se alla fine Berlusconi torna mortale come tutti noi.

Una vicenda quella di Berlusconi, come raccontata da Ceccarelli, che ha attraversato molte generazioni e consente di riflettere sulla contemporaneità, specie dopo la sua dipartita senza false inibizioni e censure sia per chi l’ha contestato sia per chi l’ha idolatrato.

 

Buona lettura.

 

Vincenzo Candido Renna

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