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ARRESTATO CON ACCUSA DI MALTRATTAMENTI IN FAMIGLIA MA ERA INNOCENTE

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Dimostra d’essere innocente dai presunti maltrattamenti a convivente e figli: un caso di successo delle Avvocate Mariagrazia BARRETTAMaria Luisa BILICO

Un padre finisce agli arresti domiciliari per presunti maltrattamenti perpetrati ai danni della ex compagna e dei due figli minori.

In querela la donna aveva denunciato che l’uomo avesse assunto nei suoi confronti e dei figli minori reiterati atti di vessazione e umiliazione, sottoponendoli a continui atti di violenza psicologica e fisica, di rabbia e di prepotenza, mantenendoli, così, in un costante stato di sottomissione psicologica.

La vicenda

L’apparente e originaria gravità dei fatti descritti dalla donna nella querela  – addirittura allarmanti – è progressivamente scemata con il passare dei giorni tanto che l’uomo, assistito dalle Avvocate Mariagrazia Barretta e Maria Luisa Bilico, ha ottenuto, dapprima, la modifica in melius della misura cautelare applicata dal GIP del Tribunale di Lecce e poi il successivo annullamento dell’ordinanza cautelare da parte del Tribunale del Riesame di Lecce.

Sebbene, in un primo momento, il racconto della donna fosse apparso coerente e lineare, in sede di sommarie informazioni le dichiarazioni della persona offesa sono risultate lacunose e poco circostanziate.

La donna, infatti, ha riferito al PM di un rapporto conflittuale con l’ex compagno senza, tuttavia, fornire alcun riscontro, e nel rappresentare la sistematica violenza dell’indagato ai danni dei figli ha dichiarato di non ricordare le dinamiche esatte – aspetto questo già di per sé riconosciuto improbabile agli occhi del pubblico ministero.

Anche in ragione di questo, quindi delle differenti argomentazioni riportate dalla ex compagna prima in sede di denuncia poi dinanzi al PM, le Avvocate Mariagrazia Barretta e Maria Luisa Bilico avevano rilevato la inattendibilità della querelante.

Le legali, inoltre, avevano evidenziato la mancanza di riscontri oggettivi rispetto alle dichiarazioni accusatorie, come l’assenza di referti medici sulle presunte aggressioni fisiche ricevute dalla donna e dai figli e il fatto che nessuno delle persone assunte a sommarie informazioni testimoniali avesse confermato quanto denunciato dalla donna.

In sede di interrogatorio post notifica dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari, l’indagato, sebbene molto provato, ha avuto modo di chiarire puntualmente i fatti al Pubblico Ministero e fornire una ricostruzione plausibile della vicenda.

La complessiva attività di indagine ha portato il Pubblico Ministero a chiedere l’archiviazione del procedimento, posto che le condotte tenute dall’indagato erano da ricondurre a problematiche di mera compatibilità caratteriale con la ex compagna, a crisi di coppia e, soprattutto, alla tematica della gestione dei figli minori.

Il Pubblico Ministero, nel richiedere l’archiviazione del procedimento, ha ritenuto non vi fossero neanche gli estremi per la configurabilità del reato di abuso dei mezzi di correzione e disciplina, meritando invece considerazione la volontà dell’indagato di portare i figli al rispetto del linguaggio e degli spazi comuni.

La decisione del GIP

Il GIP del Tribunale di Lecce ha condiviso quanto argomentato dalla difesa dell’indagato e dal Pubblico Ministero e accolto in toto la richiesta di archiviazione del procedimento penale rilevando, in particolare, la non veridicità del narrato della denunciante, le cui dichiarazioni erano affette da vaghezza e imprecisione, con dei vuoti inspiegabili soprattutto per i fatti di violenza verso i figli, che nella mente di una madre dovrebbero rimanere impressi senza smagliature nel ricordo, e l’assenza di tracce di maltrattamenti fisici con riguardo ai figli minori.

Il Gip, pertanto, ha ritenuto che la vicenda dovesse essere ricondotta ad una situazione di tensione creatasi nell’ambito familiare molto conflittuale, senza che i fatti denunciati potessero rappresentare ipotesi delittuose.

L’indagato ha potuto così tirare un sospiro di sollievo, seppur nella consapevolezza che nemmeno il tempo potrà mai cancellare il calvario giudiziario vissuto per quell’ignobile accusa, che lo ha visto persino privato della libertà personale.

 

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