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TUTTO QUELLO CHE C’E’ DA SAPERE SULLE ACCISE

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Abstract: Da qualche tempo a questa parte si assiste ad un incisivo aumento dei costi di alcuni beni essenziali quali l’energia elettrica ed il carburante che impatta in maniera dirompente sul bilancio di famiglie ed imprese. Una delle misure di cui si discute per ridurre l’incidenza di tali rincari è l’intervento sulle accise. Ma che cosa sono le accise? E come incidono sui costi dei beni?

 

 

CHE COSA SONO LE ACCISE E QUALI PRODOTTI RIGUARDANO

 

Con il termine accise si fa riferimento ad un gruppo di imposte statali che colpiscono la fabbricazione o il consumo di determinati beni nonché la loro importazione nel territorio dello Stato.

Le accise attualmente in vigore si applicano sui seguenti beni:

  • Oli minerali e loro derivati (es. benzina, gasolio, gas di petrolio liquido (gpl), cherosene;
  • Gas metano per autotrazione e per uso domestico (quindi per auto, per cucina e per riscaldamento);
  • Energia elettrica;
  • Alcool e bevande alcoliche (es. liquori, grappe, brandy, birra);
  • Oli lubrificanti (es. olio per i motori);
  • Tabacchi lavorati (es. sigarette, sigari, tabacco da fumo);
  • Fiammiferi

Si tratta, dunque, di beni la cui produzione è esercitata in forma di monopolio o accentrata in pochi stabilimenti facilmente individuabili, con la conseguenza che i quantitativi di tali beni movimentati o giacenti in deposito sono facilmente controllabili.

Si tratta, inoltre, di beni di larghissimo consumo ed, in alcuni casi, di necessario utilizzo (si pensi all’energia elettrica o al carburante per autotrazione).

L’accisa, in particolare, colpisce tali beni nel momento in cui essi vengono messi in commercio e rappresenta una componente rilevante del prezzo finale pagato dal consumatore.

 

COME FUNZIONANO E COME SI CALCOLANO LE ACCISE

 

Le accise sono, prevalentemente, applicate in misura fissa e si calcolano sul quantitativo del bene prodotto o venduto sulla base di una specifica unità di misura (ad esempio, litro per la benzina e gli altri carburanti liquidi, metro cubo per il gas metano ed ettolitro per le bevande alcoliche).

Questo meccanismo di tassazione, calibrato sulla quantità del bene prodotto o venduto, spiega perché ad una riduzione del costo della materia prima (es. petrolio) non corrisponde una uguale riduzione del prezzo del prodotto (carburante). L’accisa sul carburante, infatti, essendo ancorata alla quantità di prodotto acquistato, rimane sostanzialmente insensibile alla variazione del prezzo della materia prima.

Il peso dell’accisa, per legge, grava sul produttore del bene o sul suo importatore. Tuttavia, all’atto della messa in commercio del bene, il valore dell’accisa viene incorporato nel prezzo di vendita al consumatore con la conseguenza che il soggetto inciso indirettamente dall’accisa è il consumatore finale del prodotto a cui viene ribaltato il costo dell’accisa.

Le richiamate caratteristiche e modalità di funzionamento delle accise, dunque, da un lato consentono allo Stato di incentivare o ridurre la diffusione di alcuni beni e, dall’altro, permettono di far fronte ad improvvise necessità di maggiori entrate per il bilancio statale (a seguito, ad esempio, di gravi calamità naturali) mediante un intervento, anche lieve, sulle accise.

 

DUE CASI CONCRETI: L’ACCISA SULLA BENZINA E L’ACCISA SULL’ENERGIA ELETTRICA

 

L’accisa sulla benzina è attualmente pari ad Euro 0,728 a litro.

Questo valore oggi unitario deriva dalla sommatoria di 19 accise che nel corso di quasi 90 anni si sono sommate l’una all’altra senza che alcuna sia stata mai abolita.

Le 19 accise che formano l’attuale valore unitario di Euro 0,728 a litro sono le seguenti:

  • Finanziamento costo guerra in Etiopia (introdotta nell’anno 1935)
  • Finanziamento della crisi di Suez (introdotta nell’anno 1956)
  • Ricostruzione post disastro del Vajont (introdotta nel 1963)
  • Ricostruzione post alluvione di Firenze (introdotta nel 1966)
  • Ricostruzione post terremoto del Belice (introdotta nel 1968)
  • Ricostruzione post terremoto del Friuli (introdotta nel 1976)
  • Ricostruzione post terremoto dell’Irpinia (introdotta nel 1980)
  • Finanziamento missione ONU in Libano (introdotta nel 1982)
  • Finanziamento missione ONU in Bosnia (introdotta nel 1996)
  • Rinnovo contratto autoferrotranvieri (introdotta nel 2004)
  • Acquisto autobus ecologici (introdotta nel 2005)
  • Ricostruzione post terremoto de L’Aquila (introdotta nel 2009)
  • Finanziamento alla cultura (introdotta nel 2011)
  • Finanziamento crisi migratoria libica (introdotta nel 2011)
  • Ricostruzione post alluvione che ha colpito Toscana e Liguria (introdotta nel 2011)
  • Finanziamento decreto “Salva Italia” (introdotta nel 2011)
  • Finanziamento per ricostruzione post terremoto dell’Emilia (introdotta nel 2012)
  • Finanziamento del “Bonus gestori” (introdotta nel 2014)
  • Finanziamento del “Decreto fare” (introdotta nel 2014)

Il valore di tale accisa, pertanto, incide sul costo al litro della benzina, per una percentuale pari a circa il 33%.

Le accise sull’energia elettrica sono, invece, diversificate a seconda che si tratti di abitazioni o di luoghi o locali diversi dalle abitazioni.

Nel caso delle abitazioni, l’accisa sull’energia elettrica è pari ad Euro 0.0227 per ogni kWh con riguardo a qualsiasi uso.

In caso di locali e luoghi diversi dall’abitazione, l’accisa sull’energia elettrica, per qualsiasi uso, è differenziata a seconda che i consumi mensili siano inferiori o pari a 1.200.000 kWh o superiori a 1.200.000 kWh.

Nel primo caso (consumi mensili inferiori o pari a 1.200.000 kWh) l’accisa sull’energia elettrica è pari ad Euro 0,0125 per kWh per i primi 200.000 kWh e pari ad Euro 0,0075 per kWh per gli ulteriori consumi fino a 1.200.000 kWh.

Nel secondo caso (consumi mensili superiori a 1.200.000 kWh) l’accisa sull’energia elettrica è pari ad Euro 0,0125 per kWh per i primi 200.000 kWh e pari ad Euro 4,820,00 mensili per gli ulteriori consumi.

 

CONCLUSIONI

 

L’accisa, dunque, è un’imposta applicata alla fabbricazione, all’importazione ed alla vendita di specifici prodotti largamente diffusi ed incide sul costo finale di tali prodotti in misura molto rilevante.

Il sistema delle accise fornisce allo Stato un duplice vantaggio.

Da un lato, le accise sono garanzia di un gettito costante (perché il quantitativo dei beni su cui incidono non varia sensibilmente al variare della tassazione applicata) ed immediato (l’accisa viene, infatti, pagata al momento dell’acquisto del bene – come nel caso del rifornimento di carburante alla stazione di servizio – o immediatamente dopo – come nel caso delle bollette dell’energia elettrica e del gas).

Dall’altro lato, è sufficiente incidere anche lievemente sul valore delle accise per fronteggiare, in modo rapido ed efficace, sopravvenute esigenze di bilancio.

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