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COVID 19- Ultime novità in materia di lavoro per le imprese.

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Tempo di lettura: 9 minuti



DECRETO PRESIDENTE CONSIGLIO DEI MINISTRI 11 GIUGNO 2020

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 147 dell’11 giugno 2020 è stato pubblicato il D.P.C.M. 11 giugno 2020, rubricato “Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 25 marzo 2020, n.19, recante misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19, e del decreto-legge 16 maggio 2020, n.33, recante ulteriori misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19”.

Le disposizioni del decreto hanno applicazione dalla data del 15 giugno 2020 e sono efficaci fino al 14 luglio 2020.


Rispetto dei Protocolli condivisi

In particolare, l’art 2 del decreto in commento dispone che sull’intero territorio nazionale tutte le  attività produttive industriali e commerciali debbano rispettare i contenuti del protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della  diffusione  del  virus  covid-19  negli  ambienti  di   lavoro sottoscritto il 24 aprile 2020 fra il Governo e le parti  sociali (già oggetto di approfondimento da parte di questo studio legale, con articolo del 2 maggio 2020, consultabile al seguente link: https://rennastudiolegale.it/covid-19-fase-2-protocollo-sicurezza/ e il cui testo per esteso può essere consultato qui : https://www.lavoro.gov.it/notizie/Documents/Protocollo-24-aprile-2020-condiviso-misure-di-contrasto%20Covid-19.pdf), nonché, per i rispettivi ambiti di  competenza, il protocollo condiviso di regolamentazione per il contenimento della diffusione del covid-19 nei cantieri, sottoscritto il 24 aprile  2020 fra il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, il Ministro del lavoro  e  delle  politiche  sociali  e  le  parti  sociali (il cui testo per esteso può essere consultato qui: http://www.mit.gov.it/sites/default/files/media/notizia/2020-04/Protocollo%20cantieri%2024%20aprile%2020.40.pdf ) e il protocollo condiviso di regolamentazione per il contenimento della diffusione del covid-19 nel settore del  trasporto e della logistica sottoscritto il 20 marzo 2020 ((il cui testo per esteso può essere consultato qui: http://www.mit.gov.it/sites/default/files/media/notizia/2020-03/Linee%20Guida%20trasporti%20e%20logistica.pdf).


Controlli da parte dell’autorità

L’art. 10 prevede che il Prefetto territorialmente competente, informando preventivamente il Ministro dell’interno, assicura l’esecuzione delle misure di cui al decreto in esame, nonché monitora l’attuazione delle restanti misure da parte delle amministrazioni competenti.

Il prefetto si avvale delle forze di polizia, con il possibile concorso del corpo nazionale dei vigili del fuoco e, per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, dell’ispettorato nazionale del lavoro e del comando carabinieri per la tutela del lavoro, nonché, ove occorra, delle forze armate, sentiti i competenti comandi territoriali, dandone comunicazione al Presidente della regione e della provincia autonoma interessata.


Corsi di formazione in presenza

Inoltre, è  prevista la possibilità di svolgere in presenza i corsi di formazione in materia di salute e sicurezza, a condizione che siano rispettate le misure di cui al “Documento tecnico sulla possibile rimodulazione delle misure di contenimento del contagio da SARS-Cov-2 nei luoghi di lavoro e strategie di prevenzione” pubblicato dall’INAIL (consultabile al seguente link: https://www.inail.it/cs/internet/comunicazione/pubblicazioni/catalogo-generale/pubbl-rimodulazione-contenimento-covid19-sicurezza-lavoro.html )


“FAMILY ACT” – Disegno di legge 11 giugno 2020

Il Consiglio dei Ministri, nella seduta n. 51 dell’11 giugno 2020, ha approvato un disegno di legge destinato a introdurre una serie misure per il sostegno e la valorizzazione della famiglia, ribattezzato con il nome di ”Family Act”.


Oggetto, principi e criteri direttivi

Nell’esercizio delle deleghe previste, il Governo dovrà attenersi ai seguenti principi e criteri direttivi:

  1. assicurare l’applicazione universale di benefici economici ai nuclei familiari con figlie e figli, secondo criteri di progressività basati sull’applicazione di indicatori della situazione economica equivalente (ISEE), tenendo anche conto del numero delle figlie o dei figli a carico;
  2. promuovere la parità di genere all’interno dei nuclei familiari, favorendo l’occupazione femminile, in particolare nelle regioni del Mezzogiorno, anche attraverso la predisposizione di modelli di lavoro volti ad armonizzare i tempi familiari di lavoro e incentivare il lavoro del secondo percettore di reddito;
  3. affermare il valore sociale di attività educative e di apprendimento, anche non formale, dei figli, attraverso il riconoscimento di agevolazioni fiscali, esenzioni, deduzioni dall’imponibile o detrazioni dall’imposta sul reddito delle spese sostenute dalle famiglie o attraverso la messa a disposizione di un credito o di una somma di denaro vincolata allo scopo;
  4. prevedere l’introduzione di misure organizzative, di comunicazione e semplificazione che favoriscano l’accesso delle famiglie ai servizi offerti e la individuazione degli stessi.


Congedi parentali

 In merito alla possibilità di usufruire dei congedi parentali per i lavoratori dipendenti, si stabilisce quanto segue:

  • introdurre modalità flessibili nella gestione dei congedi parentali, compatibilmente con le esigenze del datore di lavoro e, nell’ambito della relativa competenza, con le forme stabilite dalla contrattazione collettiva applicata al settore, sottoscritta dai sindacati comparativamente più rappresentativi sul piano nazionale;
  • prevedere, previo preavviso al datore di lavoro, il diritto dei genitori lavoratori di usufruire di un permesso retribuito, della durata di almeno 5 ore nell’arco dell’anno, per recarsi al colloquio con i professori e partecipare in maniera attiva al percorso di crescita delle proprie figlie e figli;
  •  stabilire un periodo minimo non inferiore ai due mesi di congedo parentale non cedibile all’altro genitore per ciascun figlio.

Con riferimento alla disciplina del congedo di paternità, si prevede:

  • un periodo di congedo obbligatorio non inferiore a 10 giorni lavorativi per il padre lavoratore nei primi mesi di nascita della figlia o del figlio;
  • che il diritto al congedo sia concesso a prescindere dallo stato civile o di famiglia del genitore lavoratore;
  • che il diritto al congedo di paternità non sia subordinato ad una determinata anzianità lavorativa e di servizio;
  •  un ragionevole periodo di preavviso, che il lavoratore deve dare al datore di lavoro al fine di esercitare il diritto al congedo di paternità, sulla base dei contratti collettivi nazionali sottoscritti dai sindacati comparativamente più rappresentativi sul piano nazionale;
  • misure specifiche che, tenendo conto della specificità delle singole professioni, favoriscano un’estensione della disciplina sui congedi parentali anche ai lavoratori autonomi.


Incentivi al lavoro delle madri e armonizzazione dei tempi

Si prevede:

  • una indennità integrativa del 30% della retribuzione per le madri lavoratrici erogata dall’Inps, per il periodo in cui rientrano al lavoro dopo il congedo obbligatorio;
  • la deducibilità delle spese per le baby-sitter tenendo conto dell’ISEE;
  •  la modulazione graduale della retribuzione percepita dal lavoratrice nei giorni di astensione nel caso di malattia del figlio;
  • forme incentivanti per i datori di lavoro che applicano le clausole dei contratti collettivi nazionali, sottoscritti dai sindacati comparativamente più rappresentativi sul piano nazionale che, nell’ambito di promozione dell’armonizzazione tra vita privata e lavoro, stabiliscono modalità di lavoro flessibile e con facoltà dei lavoratori di richiedere, secondo le previsioni dei medesimi contratti, il ripristino degli originari accordi contrattuali;
  • prevede che ai genitori di figli con età inferiore a 14 anni sia riconosciuto il lavoro agile;
  • una quota del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, per l’avvio delle nuove imprese start up femminili e l’accompagnamento per i primi due anni.


Decreti attuativi

Al momento il disegno di legge delega attende l’approvazione parlamentare. Camera e Senato saranno chiamate a votare la legge delega, la quale, a sua volta, affiderà al governo un mandato a legiferare sulle materie indicate. Ciò avverrà sulla base di espliciti principi ed entro determinate scadenze temporali.

In particolare, nel caso in cui il “Family Act” fosse approvato senza emendamenti, le scadenze previste per l’adozione dei provvedimenti attuativi sono:

  • entro dodici mesi dall’entrata in vigore della legge di delega un decreto legislativo istitutivo dell’assegno universale recante il riordino e la semplificazione delle misure di sostegno economico per le figlie e i figli a carico, nonché uno o più decreti legislativi per la istituzione e il riordino delle misure di sostegno all’educazione delle figlie e dei figli;
  • entro ventiquattro mesi dall’entrata in vigore della legge, uno o più decreti legislativi di potenziamento, riordino, armonizzazione e rafforzamento della disciplina inerente:

-i congedi parentali,

-gli incentivi al lavoro femminile,

-le misure di sostegno alle famiglie per la formazione delle figlie e dei figli per il conseguimento dell’autonomia finanziaria.


DECRETO-LEGGE n. 52 del 16 giugno 2020

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 151 del 16 giugno 2020 è stato pubblicato il decreto-legge n. 52/2020, entrato in vigore il 17 giugno 2020, rubricato “ulteriori misure urgenti in materia di trattamento di integrazione salariale, nonché proroga di termini in materia di reddito di emergenza e di emersione di rapporti di lavoro”.


Proroga trattamento di integrazione salariale- Modifica al DL Rilancio.

Si dispone, in deroga alla normativa vigente, che:

  • I datori di lavoro che abbiano interamente fruito del trattamento di integrazione salariale ordinario, straordinario o in deroga, per l’intero periodo precedentemente concesso, fino alla durata massima di quattordici settimanepossano fruire di ulteriori quattro settimane anche per periodi decorrenti antecedentemente al 1° settembre 2020.

In pratica il nuovo Decreto introduce la possibilità per tutti i datori di lavoro che abbiano già esaurito interamente le prime 14 settimane (9+5) di fruire delle 4 settimane aggiuntive anche per periodi antecedenti al 1° settembre 2020.

Sotto il profilo operativo, l’INPS con  Messaggio  n. 2489 del 17/06/2020, avente per oggetto “Prime indicazioni sulla gestione dell’istruttoria delle nuove domande di CIGO e assegno ordinario, rilascio domanda INPS di CIG in deroga, anticipo 40% del pagamento diretto delle integrazioni salariali”,  ha precisato che la richiesta delle quattro settimane dovrà essere presentata con distinta domanda (sulle istruzioni operative fornite dall’INPS si può consultare il link al termine del presente approfondimento).

  • Resta ferma la durata massima di diciotto settimane, considerati cumulativamente i trattamenti riconosciuti, nel limite di 1.162,2 milioni di euro per l’anno 2020, da parte dell’Inps ai  sensi degli  articoli 22-quater e 22-quinquies del decreto-legge  17  marzo  2020,  n.  18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n.  27, e successive modificazioni e   integrazioni.  

L’INPS   provvede   al monitoraggio del rispetto del limite di spesa, fornendo i risultati di tale attività al Ministero del lavoro e delle politiche sociali e al Ministero dell’economia e delle finanze.  Qualora dal predetto monitoraggio emerga che è stato raggiunto, anche in via prospettica il limite di spesa, l’INPS non potrà in ogni caso emettere altri provvedimenti concessori.

  • Le domande per il trattamento ordinario di integrazione salariale e assegno ordinario e per la cassa integrazione in deroga devono essere presentate, a pena di decadenza, entro la  fine del  mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di  sospensione o  di  riduzione  dell’attività lavorativa

Per le domande riferite a periodi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa che hanno  avuto  inizio   nel   periodo ricompreso tra il 23 febbraio 2020 e il 30 aprile 2020, il termine è fissato, a pena di decadenza, al 15  luglio  2020.

  •  Indipendentemente dal periodo di riferimento, i datori di lavoro che abbiano erroneamente presentato la domanda per trattamenti diversi da quelli a cui avrebbero avuto diritto o comunque con errori od omissioni che ne hanno impedito l’accettazione, possono presentare la domanda nelle modalità corrette entro trenta giorni dalla comunicazione dell’errore nella precedente istanza da parte dell’amministrazione di riferimento, a pena di decadenza, anche nelle more della revoca dell’eventuale provvedimento di concessione emanato dall’amministrazione competente.

La  predetta  presentazione  della domanda, nella modalità corretta, è considerata comunque tempestiva se presentata entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto.

  • In caso di pagamento  diretto  della  prestazione  di  cui  agli articoli da 19 a 22-quinquies del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n.  27,  e successive modificazioni  e  integrazioni,  da  parte  dell’INPS,  il datore di lavoro è obbligato ad inviare all’Istituto  tutti  i  dati necessari per il pagamento o per il saldo dell’integrazione salariale entro la fine del mese successivo a quello in  cui  è collocato  il periodo di integrazione salariale, ovvero, se  posteriore,  entro  il termine  di  trenta  giorni  dall’adozione   del   provvedimento   di concessione.

N.B.: Trascorsi  inutilmente tali termini, il pagamento della prestazione  e  gli  oneri  ad  essa connessi rimangono a carico del datore di lavoro inadempiente.


Modifica dei termini per la presentazione della domanda di Rem

Ai sensi dell’art 2 del decreto in esame sono prorogati dal 30 giugno al 31 luglio 2020 i termini per la presentazione delle domande per il Reddito di emergenza.

  • Modifica dei termini per la presentazione delle domande di emersione di rapporti di lavoro irregolare e di rilascio di permesso di soggiorno temporaneo.

In merito alla istanza di cui all’art. 103 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, con cui i  datori  di  lavoro  italiani o cittadini di uno Stato membro dell’Unione europea, ovvero i datori di lavoro  stranieri  in  possesso  del  titolo  di  soggiorno  previsto dall’articolo 9 del decreto legislativo 25 luglio  1998,  n.  286,  e successive  modificazioni, possono concludere  un  contratto di lavoro subordinato con cittadini stranieri presenti sul territorio nazionale ovvero per dichiarare la  sussistenza  di  un  rapporto  di lavoro  irregolare,  tuttora  in  corso,  con  cittadini  italiani  o cittadini stranieri, l’art 3 del decreto legge  dispone la proroga  dal 15 luglio al 15 agosto 2020 dei termini per la presentazione delle istanze di regolarizzazione

Link utili:

Nardò, 24 giugno 2020




Renna studio legale (lo “Studio”) è una associazione tra professionisti specializzata nell’assistenza alle imprese con competenze nell’area del diritto civile, del diritto commerciale/societario, del diritto del lavoro, del diritto tributario, del diritto penale e amministrativo. I professionisti dello studio (per info: www.rennastudiolegale.it/professionisti/) hanno maturato esperienza non solo nel campo della consulenza e della gestione dei conflitti, compresi quelli in sede contenziosa, ma anche nell’implementazione di sistemi di compliance aziendale (implementazione modelli di organizzazione, gestione e controllo ex D. Lgs. 231/2001 implementazione di sistemi di prevenzione della corruzione secondo lo standard ISO 37001).

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